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Una sola app per tutti i mezzi di trasporto: il futuro parte da Milano

ilgiorno.it Il progetto Maas (Mobility as a Service, vale a dire: Mobilità come Servizio) può definitivamente decollare: Milano, infatti, è stata selezionata per essere una delle tre città italiane che potrà sperimentare e testare l’uso di questa piattaforma tecnologica sulla quale sarà possibile non solo scegliere il mezzo o i mezzi con i quali muoversi in città, tra tutti quelli disponibili, pubblici e in sharing, su ferro e su gomma, ma anche acquistarne i biglietti o altri titoli di viaggio. Tutto nello stesso luogo digitale o virtuale. Non è finita, però: Milano è stata scelta anche per il Living Lab. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di sperimentare – fin da subito – innovazioni in tema di mobilità. La più suggestiva è quella della guida autonoma lungo alcuni percorsi prestabiliti, come quello coperto dal filobus 90-91. Per finanziare l’uno e l’altro progetto il Comune avrà a disposizione un totale di 10,3 milioni di euro.

“Il capoluogo lombardo rientra nella selezione delle tre città leader che introdurranno, nel contesto dei sistemi di trasporto locale, il paradigma Mobility as a Service (Maas) – si legge nella nota diramata ieri da Palazzo Marino – grazie al finanziamento messo a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il MaaS è infatti un nuovo concetto di mobilità che prevede l’integrazione di molteplici servizi di trasporto pubblico e privato (ad esempio e-bike, autobus, car sharing, treno, taxi, aerei, monopattini), accessibili all’utente attraverso un unico canale digitale. Questi servizi operano attraverso piattaforme digitali di intermediazione che abilitano diverse funzionalità – quali informazione, programmazione e prenotazione di viaggi, pagamento unificato dei servizi, operazioni post-viaggio – capaci di rispondere in modo personalizzato a tutte le esigenze di mobilità”. “L’obiettivo – si precisa sempre nella nota del Comune – è facilitare, attraverso servizi digitali, l’accesso alle modalità di trasporto anche per le fasce più deboli della popolazione, garantendo una maggiore accessibilità, multimedialità e sostenibilità degli spostamenti”.

Il progetto potrebbe essere realizzato in tempo utile per le Olimpiadi Invernali di Milano e Cortina, in programma per il 2026. Quindi il Living Lab, ovvero, “un sistema che integra processi di ricerca e innovazione in condizioni reali”. “Si tratta – spiega la nota del Comune – di una sperimentazione operativa su linee di trasporto pubblico già attive, che possa favorire lo sviluppo di nuovi servizi al cittadino, migliorando la sicurezza, l’affidabilità e la resilienza del sistema trasporto pubblico locale. In particolare Milano ha candidato il percorso della linea 90-91 per raggiungere tre obiettivi strategici: connettività, inter-modalità e fabbisogni dei cittadini. Su questa linea si sperimenteranno delle tecnologie per la guida autonoma, sistemi di interscambio nell’ottica MaaS in alcune stazioni e la possibilità di eseguire test per auto a guida autonoma da parte di case automobilistiche o altri operatori“. Il PNRR ha messo a disposizione per ciascuna città leader 2,5 mln per sperimentare il MaaS e 800mila euro per la digitalizzazione del trasporto pubblico. A Milano inoltre sono stati destinati i 7 milioni di euro messi a disposizione per la sperimentazione del Living Lab.

“Sono orgogliosa che la nostra città possa sperimentare questa rivoluzione nel sistema dei trasporti – ha commentato l’assessora comunale alla Mobilità, Arianna Censi –. La nostra amministrazione ha da tempo tra gli obiettivi quello di una mobilità sostenibile, integrata e accessibile, tesa al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. E questa può essere realizzata anche grazie all’innovazione tecnologica, arrivando a portare al decongestionamento del traffico e al miglioramento del connesso inquinamento atmosferico”.

2 thoughts on “Una sola app per tutti i mezzi di trasporto: il futuro parte da Milano

  1. La linea 90/91 robotizzata è la miglior idiozia che mente umana potesse concepire. Non solo non è tutta in corsia preferenziale, ma è una pista riservata a moto che sfrecciano a velocità impossibili senza alcun controllo. Se c’è un modo per buttare milioni di euro nelle tasche della criminalità in cravatta, questo è uno dei migliori. L’italiano non cambierà mai, è truffatore nei secoli dei secoli. Amen.

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