TAXISTORY

Il Blog dei Tassisti

La selvaggia Selvaggia, di Davide Pinoli

Con un nome che tiene fede al personaggio, da alcuni anni, Selvaggia Lucarelli è un po’ l’incubo mediatico dei tassisti ai quali, con il suo stile diretto e risoluto, spesso non risparmia critiche. Nel merito di una non ben precisata cattiva predisposizione, da parte dei conducenti delle auto bianche, verso l’accettazione delle carte di credito e a seguito di un recente post. della stessa Lucarelli che ha fatto il giro dei social, ieri mattina nel corso di un noto programma radiofonico andato in onda su Radio Capital, il Presidente di Radiotaxi 02.8585 Alessandro Casotto, in un confronto con la diretta interessata, ha esposto chiaramente la linea innovativa delle strutture Radiotaxi milanesi, i servizi erogati dalle stesse entrando nel merito delle moderne App che non sono assolutamente prerogativa di nessuna Multinazionale che ha l’ardire di affacciarsi, ogni giorno, nel settore del trasporto pubblico non di linea con la pretesa ti portare innovazione.

Probabilmente senza la certezza di aver tolto alla bella giornalista i propri dubbi in merito a fatti riguardanti la stazione Termini di Roma per la quale evidentemente un Presidente Radiotaxi di Milano non poteva entrare nel merito ( davvero incomprensibile pretendere risposte da un operatore economico milanese in merito a fatti e problematiche di altre città), un bel chiarimento è stato dato a tutti gli ascoltatori del programma che, direttamente dalla Rappresentanza dello Storico 8585 hanno avuto la possibilità di poter comprendere, quanta modernità ci sia ad oggi, nel servizio taxi a disposizione della città di Milano.

Facendo una radiografia al memento, ciò che manca ai tassisti sono clienti e (magari) ristori, senza i quali, provocazioni giornalistico/politiche a parte, per chi lavora e investe in proprio, diventa difficile sbarcare il lunario. Concludendo, penso che a nulla servano le crociate stile “Lucarelli vs tassisti oppure tassisti vs Lucarelli” se non a inasprire una situazione già di per se drammatica: diversamente, sono certo che il confronto con l’impegno di volersi capire tra le parti, aiuterebbe ad avere un servizio migliore e una comunicazione, sarebbe auspicabile, meno mirata e meno belligerante.

4 thoughts on “La selvaggia Selvaggia, di Davide Pinoli

  1. meno belligerante e più educata dovrebbe essere la signora in questione.
    se arrivo io in stazione, o in aeroporto, e chiedo al primo taxi se posso pagare con carta di credito mi viene risposto di si.
    la signora col suo comportamento pregresso e attuale si fa sempre riconoscere e serve su un piatto d’argento il diniego di 200 tassisti che la rifuggono.
    si metta in testa che è un utente come tutti e vedrà che come tutti non avrà problemi e nemmeno ne creerà.

    è altrettanto improbabile che i dubbi della signora siano stati tolti. è più probabile che abbia qualcosa da guadagnare, visto che fa la blogger, la giornalista, e campa come tutti vendendo i suoi servizi e le sue interviste.

  2. Ciò che manca alla categoria e un adeguato portavoce o ufficio stampa che possa rispondere a soggetti come la sopra citata , che puntualmente rompono le scatole . In caso di bisogno questi soggetti vanno querelati poiché gettano discredito e falsità su una categoria di lavoratori . Da quando è cominciata l’epidemia di coronavirus abbiamo ricevuto 4soldi in croce , e questi soggetti si permettono di criticare per le cose più assurde . Manca il lavoro , mancano i sostegni economici e questi pieni di soldi come uova parlano contro di noi . Altro che carte di credito e app si vergognino che nausea !!!

  3. Così facciamo solo vittimismo. A me di quello che pensa la selvaggia non importa un fico secco. Parliamo del futuro(se ci sarà). È di oggi la notizia che sala è passato ai VERDI EUROPEI. Peggio che andare a fari spenti nella notte pinoli! Beppe purtroppo tornerà a vincere, e vedremo dopo la fine che faranno le strade di Milano. A questo si aggiunga L incapacità dell opposizione a trovare un candidato per arrivare almeno al ballottaggio. Questo è il nostro dramma, non selvaggia Lucarelli.

  4. Tassista romano( in pensione anticipata da due anni).
    31 anni passati alla guida di autogialle/bianche
    con onore, passione per la guida e sempre nel rispetto di tutti.
    Raccontare un’esperienza del genere in ogni giorno/sera/notte, è un’impresa impossibile, per la varietà di persone di ogni nazionalità, quotidianamente diverse, per motivi di lavoro, di vacanza e purtroppo molto spesso nella disabilità di tanti, che hanno usato ed usano quotidianamente il servizio taxi.
    Non ho mai avuto modo e il piacere di accompagnare la Lucarelli, quindi non entro nel merito e sul perché abbia un po’ di astio nei confronti della categoria dei tassisti.
    Posso dire, che come ogni realtà, i tassisti, non sono diversi dai politici, dai giornalisti, dai militari, dai cittadini comuni (che sono generalmente il 95% della clientela).
    Il tassista, prima di tutto fa un servizio pubblico, quindi per tutti, compresi coloro che hanno sempre da ridire sul loro operato.
    Il tassista, è padre di famiglia, figlio, padre, nonno, spesso(negli ultimi decenni anche laureato), è il filtro della società di cui anche la giornalista Lucarelli, fa parte.
    Quando il cliente sale, deve ricordare, che non entra in una bettola del medioevo, ma su una macchina, dove all’interno c’è un essere umano, e non un tiro a segno involontario, delle proprie frustrazioni, e allo stesso modo il discorso vale per l’autista, che deve avere rispetto, sensibilità e umanità verso tutti.
    In merito alle carte di pagamento a bordo, capisco che sono ormai utilissime e molto diffuse, ma non si può pretendere che tutti le accettino a prescindere e i motivi sono diversi
    ma non sto qui a fare da difensore o viceversa da accusatore.
    Nella mia personale esperienza, avrei da raccontare tanto da scrivere una Treccani di 10 volumi, alcune volte, gente scortese, spessissimo gente educata e rispettosa, a volte rapinatori, nomadi che scappano senza pagare, gente ubriaca, tossici, giornalisti, politici, alcuni( pochi) tipo lei non sa chi sono io, fotografi famosi che a fine corsa si fanno lo sconto da soli, presentatori televisivi milionari, che poi si dividono una corsa da 10€ in tre..
    Insomma un mondo molto variegato, ma che vale anche per i tassisti.
    A conclusione, per non apparire di parte, cito due episodi vissuti in prima persona,
    Il primo, riguarda una corsa da EUR a destinazione mai conclusa, due donne, visibilmente ubriache e alterate non solo da alcool, che salite in macchina( una delle due
    era così mortificata dell’amica), che ha provato tanta vergogna da chiedermi scusa, nonostante lei, non avesse fatto nulla contro di me, mentre l’altra, mi offendeva, con parole pesantissime, e anche con aggressione fisica, che mi ha costretto a chiamare la polizia, aggredita anche lei dall’energumena, con il finale che potete immaginare, non ho voluto neanche un centesimo, la corsa è finita lì.
    Il secondo episodio invece, con Pippo Franco,
    Largo Argentina, si avvicina un signore incappucciato da paura, si avvicina e mi fa(a quel punto l’avevo riconosciuto), senta, mi dice, c’ho un problema, non ho una lira, sono rimasto chiuso fuori dal teatro, e le chiavi e il portafoglio, li ho lasciati lì….che fa me c’è porta a casa!? Dopo un attimo di titubanza,dico certo che l’accompagno….
    Mi dà l’indirizzo, partiamo, lui per tutto il tragitto
    neanche ( una parola) serissimo.. arriviamo a destinazione, mi dice, aspetti qui, prendo i soldi le chiavi e mi porta alla macchina a piazza Mazzini, così me ne torno a casa.
    Detto fatto, scende dopo un po’, ripartiamo, e arriviamo a destinazione, mi paga, lasciandomi anche la mancia con tante scuse, aggiungendo all’importo una banconota di vecchie lire, dicendo, queste sono per la creanza..
    Se ne va, silenzioso, ma da gran signore, per il rispetto avuto nei miei confronti.
    Morale della favola, nessuno giudichi, ognuno con le sue responsabilità.
    Aggiungo, che in tanti anni, le esperienze positive, sono state infinite, che fanno dimenticare, tutto.
    Cara Lucarelli, non mi permetto dare giudizi non ne ho i titoli, ritengo comunque sia una brava persona, ma quando si trova in un taxi, magari racconti, qualcosa, chieda della vita, di come vive chi lavora e magari racconti delle sue sensazioni, esperienze di vita,
    scoprirà tanta umanità, da sciogliere il più duro dei cuori ….
    Chiedo scusa per la mia lunga osservazione, ma la vita è uno spettacolo, e tutti siamo attori, registi, coreografi, maschere. La saluto cordialmente
    Egidio
    ex 251

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