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Taxi, a Roma più auto ma rincari alle tariffe

ilmessaggero.it Più taxi in città per sopperire alla mancanza di vetture. Ma, ed è altra faccia della medaglia, con corse più care. In questa direzione il primo passo del Comune è stato chiedere ai tassisti un piano per aumentare il numero delle auto in circolazione. Attualmente le licenze sono circa 7.800. Ma il piano di Roma Capitale è più ambizioso, perché entro Natale vorrebbe stringere un accordo con la categoria e chiudere una questione che si trascina da anni: mettere in strada almeno un migliaio di vetture in più nelle ore di punta (per coprire la domanda soprattutto a Termini e nelle piazze centrali, dove le code sono più lunghe) anche accettando di ritoccare verso l’alto le tariffe. Ferme da quasi 10 anni, nonostante la legge imponga un tagliando ogni biennio in base all’inflazione.

LE TRATTATIVE
Su questo fronte le sigle sindacali – che il 26 novembre hanno proclamato uno sciopero – chiedono di discutere sulla quota fissa di partenza la mattina (3 euro), sul prezzo per chilometro nei giorni feriali (1,10 euro) e sul forfait all’interno delle Mura Aurelie per andare a Fiumicino (48 euro) o di Ciampino (30). Da quanto trapela dal Campidoglio, c’è una disponibilità di massima a trattare sulla tariffa chilometrica e su quella per gli aeroporti. Con il rischio di forti rincari perché parliamo di corse che avvengono nelle ore di punta, quelle più trafficate.

Lunedì scorso l’assessore ai Trasporti, Pietro Calabrese, ha fatto il punto con il suo staff. E – pur sapendo che l’operazione è molto complessa – alla fine della riunione è stata delineata una strategia che ha al centro l’introduzione delle doppie guide, già prevista nel nuovo regolamento comunale ora al vaglio della commissione Mobilità. Il ragionamento del Campidoglio è semplice: è inutile andare allo scontro con i tassisti che sono contrari a un bando per nuove licenze. Senza dimenticare che questo passaggio tra tutte le autorizzazioni del caso necessita di almeno un anno.

Meglio “stressare” al massimo il sistema delle doppie guide: questo strumento, già utilizzato a Milano e Firenze, permette a ogni autista di utilizzare la sua vettura per due turni, e non solo uno, durante la stessa giornata, aumentando i chilometri e le corse effettuate. Per evitare problemi di sicurezza, è concesso al titolare della licenza anche di affidare questo servizio supplementare gratuitamente a un parente oppure a un altro guidatore, pagandolo come suo dipendente. Uno schema che non piace a tutti i sindacati di categoria.

Nel regolamento attualmente in discussione è previsto che questa modalità venga attività soltanto per periodi ed eventi eccezionali. Ma secondo il Comune, rendendo standard la doppia guida, si potrebbero mettere in strada almeno un migliaio di macchine in più tra la mattina e la sera, tra l’altro in tempi brevi e con minori tensioni di natura sindacale. Da qui la disponibilità a discutere di tariffe. Soltanto se non ci sarà accordo con la categoria, si seguirà la strada del bando. Ma che non ci sia voglia di andare allo scontro, lo dimostra il fatto che in Assemblea capitolina il grillino Enrico Stefàno, presidente della commissione Mobilità, ha presentato una mozione per aprire un tavolo sulle nuove tariffe e per introdurne una standard in occasioni di grandi eventi come partite di calcio e concerti.

Sempre da Palazzo Senatorio fanno capire che fino a quando non verrà trovato un accordo, sarà congelata l’approvazione del nuovo regolamento, adesso fermo in commissione Mobilità, dove si a l momento si stanno vagliando le proposte di modifiche dei sindacati. Il testo, tra l’altro, prevede oltre alla doppia guida e alla tariffa per i grandi eventi, l’obbligo di pagamento con il Pos, macchine più spaziose, l’iscrizione alla piattaforma Web Taxi e il raddoppio delle sanzioni. Il regolamento è pronto da mesi tanto che l’ex assessore Linda Meleo lo voleva approvare entro novembre per poi iniziare a discutere di tariffe. Intanto l’authority dei trasporti ha dato il via libera al bando che a titolo oneroso, cioè dietro il pagamento di una cifra tra gli 80mila e i 100mila euro, affiderà 77 licenze in passato appartenenti ad autisti morti oppure ritirate per motivi disciplinari.


2 thoughts on “Taxi, a Roma più auto ma rincari alle tariffe

  1. Ma a Milano le doppie guide dove sono? Qui è tutto fermo come la viabilità gestita da incapaci. Da anni ci si diverte solo ad allargare marciapiedi e conseguentemente stringere carreggiate con il solo risultato di aumentare le code e lo smog. Le ciclabili sono la panacea di tutti i problemi e si sta solo fermi in coda. Altre semplici licenze fanno solo gola per le casse comunali ma non risolvono il problema. Sia Maran che Gramelli non hanno fatto nulla per il servizio taxi. In centrale Grandi Stazioni non è in grado di segnalare il.punto di prelievo degli utenti taxi, cazzo anche un bimbo lo capirebbe ( basterebbe un banale cartello segnaletico). Preferenziali chiuse ai taxi e tutte le altre aperte a tutti. Ma l’importante che Sala venda la citta “Smart”, ma ne lui ne i suoi collaboratori ascoltano i suggerimenti dei tassisti ( praticamente attuabili a costo zero ), per dare migliore servizio. In culo a noi e sopratutto agli utenti.
    Mr. Rienzi, sempre pronto a sparare sentenze per portare a casa la pagnotta, su questi problemi non dici nulla? Ti sei dimenticato dei tuoi cari consumatori ( cioè tutti coloro che fruiscono di un servizio o un bene sopratutto di carattere pubblico ), oppure in certi casi meglio non criticare e fanculo i conumatitori?!?!

  2. Pienamente d’ accordo con Massimo.
    Non me ne vogliano i colleghi di Roma, ma io con i mei clienti dico che questa città purtroppo si tà Romanizzando riguardo al traffico.
    In certi orari stà diventando impossibile circolare, oramai il traffico negli ultimi anni è cresciuto all inverosimile a furia di aprire cantieri e soprattutto di restringere le carreggiate da 3 a 2 corsie in favore delle ciclabili (vedere ad esempio il lavoro fatto in Repubblica).
    Le ciclabili devono essere giustamente fatte ma la dove lo spazio lo permette utilizzando tutto lo spazio possibile come ad esempio larghi spartitraffici o delle semi aiuole che non servono a niente.
    Per non parlare anche dei lunghi Jumbo Tram che passano in mezzo a grossi incroci intasando il traffico fra un semaforo verde e l’altro rosso bloccando la viabilità.
    Tram lunghi che potrebbero essere sostituiti dai tram ad un vagone la dove nel loro tragitto non è presente la corsia preferenziale dei tram.
    Per non parlare delle preferenziali dove possono passare i tram e non i taxi, il cui motivo in certi punti della città rimane un mistero.
    Non è una questione politica, perchè ci poteva essere anche un altra giunta comunale di un colore politico diverso io avrei avuto la stessa opinione , ma veramente la giunta comunale di Milano degli ultimi anni a livello di viabilità non ci ha capito una mazza.
    Sono certo che al posto di Granelli e di Maran io farei decisamente meglio.
    Mi autocandido come sindaco di Milano …haa haa haa.
    Stefano- Milano

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