Trasporti: Camanzi (Art) su taxi, eliminare vincoli di esclusiva con intermediari e favorire strumenti tecnologici per mobilità

agenzianova.com Con riferimento al servizio taxi, l’Autorità è intervenuta sia nell’esercizio delle ordinarie attività consultive a favore dei comuni, che hanno ad oggetto principalmente la programmazione quantitativa delle licenze e gli adeguamenti delle tariffe, sia con riferimento allo schema di decreto ministeriale di riordino del settore, sul quale è stata chiamata ad esprimersi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo ha rivelato Andrea Camanzi, presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, presentando alla Camera la relazione annuale dell’Authority.

A quest’ultimo riguardo, e in continuità con l’atto di segnalazione adottato in materia nel 2015, Camanzi ha segnalato che “l’Autorità ha rappresentato l’esigenza di pervenire ad una revisione complessiva della disciplina che escluda vincoli di esclusiva con intermediari dei servizi e favorisca l’utilizzo di strumenti tecnologici per la mobilità”.


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Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.
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12 risposte a Trasporti: Camanzi (Art) su taxi, eliminare vincoli di esclusiva con intermediari e favorire strumenti tecnologici per mobilità

  1. MILANO32 scrive:

    …che escluda vincoli di esclusiva con intermediari dei servizi e favorisca l’utilizzo di strumenti tecnologici per la mobilità…..
    Traducendo il linguaggio da azzeccagarbugli del Camanzi di turno (si spera ancora per poco), secondo voi significa che SECONDO LUI le nostre cooperative NON POTREBBERO VINCOLARE i propri soci all’uso esclusivo della propria centrale ma significA CHE il taxista è LIBERO DI utilizzare altri/e “intermediari dei servizi”????????
    Significa ad es. che “piattaforme tecnologiche” sì ma SOLO per taxi con LICENZA e ABUSIVI no?
    Dopo le brillanti prove date dai driver degli innominabili l’amore sfrenato di Camanzi per gli innominabili è già evaporato?
    Perchè non ci dice ad es. qual’è la percentuale di attentatori ISIS che erano casualmente anche driver di U…?

  2. alby scrive:

    Proposta di buon senso che aleggia nell’aria da troppo tempo.
    Se è vero che il taxista non è dipendente di alcuno deve altresì essere libero di poter scegliere se e con quali e quanti fornitori di servizi collaborare, siano essi radiotaxi o piattaforme che operino comunque nel rispetto delle regole.
    Se io voglio aderire a più radiotaxi e ad altri fornitori DEVO essere libero di farlo.

  3. Marco Taxistory scrive:

    Come le cooperative radiotaxi et similia devono essere libere di accettare la tua collaborazione o meno. Hai presente i cani che inseguono la propria coda per mordersela?

  4. Giada scrive:

    Marco
    Una sola parola ,,,,,

    SEI UN GRANDE,,,,,,!!!!!!!!!!

  5. MILANO32 scrive:

    Caro Marco, come noto su questo argomento siamo da sempre in totale disaccordo.
    Nel corso degli anni meritorie imprese cooperative nate con sincero spirito cooperativo hanno perso il loro spirito originario e sono evolute in piccoli feudi di potere (e privilegi) da proteggere con le unghie e coi denti rovesciando i ruoli e comportandosi come se la centrale fosse il “padrun da le bele braghe bianche” e i loro soci taxisti (paganti) dei dipendenti da tenere sotto il calcagno manco fossero la santa inquisizione.
    La centrale è liberissima di “accettare” il socio taxista, ma un principio deve’essere chiaro.
    La gerarchia è: taxista (che è il cliente) SOPRA.
    La centrale (che è un fornitore) SOTTO.
    Il taxista senza centrale magari fa un pò di dieta ma mangia lo stesso.
    La centrale senza i quattrini dei taxisti semplicemente NON ESISTE.
    Sono le centrali ad aver bisogno dei taxisti.
    NON viceversa.
    Non sarà mai troppo tardi quando ci metteremo nella zucca che i comodi cadreghini dei nostri capataz sono mantenuti dal sudore dei taxisti.
    Comunque la mia domanda era se avevo capito bene il senso dell’intervento di Camanzi e non ho avuto conforto.

  6. Marco Taxistory scrive:

    Non siamo in disaccordo, caro Milano32, l’hai detto anche tu che “La centrale è liberissima di “accettare” il socio taxista“. Discutiamo del sesso degli angeli, al solito.

  7. francesco scrive:

    nella situazione attuale sono d’accordo con marco, ma… a proposito del sesso degli angeli… siccome il servizio è pubblico, non sarebbe meglio avere un radiotaxi solo gestito dal comune. chissà che ne pensa camanzi? lasciamo perdere… tanto è solo lana caprina, sesso degli angeli, e cani che si mordono la coda? non penso. ci sono di mezzo solo tanti soldi. soldi da fare gratis, sulla pelle dei tassisti e degli utenti.

  8. Alby scrive:

    Marco, la tua difesa a spada tratta dell’orticello del singolo radiotaxi – che comprendo ma non giustifico- è ormai fuori dal tempo e non porterà da nessuna parte.
    Sei una persona intelligente, faccio molta fatica a credere che tu sia veramente convinto che alzando paletti si possa fare il bene della categoria .

  9. Zaffiro scrive:

    A Camanzi più che i vincoli interessano i “strumenti tecnologici ” . Sappiamo dove vogliono arrivare. Domanda ? Mentre sta all’ART può essere anche amministratore ,presidente ,di una societa di trasporti ? O ci sono dei vincoli , anche solo morali magari ?

  10. Marco Taxistory scrive:

    Alby ti ho solo riassunto la realtà in base alle leggi vigenti. Troppo comodo andare a raccogliere i frutti altrui.

  11. MILANO32 scrive:

    Marco, ogni socio raccoglie i frutti del proprio albero (centrale).
    Gli altri non raccolgono niente di quell’albero.
    Quindi di quali frutti altrui stai parlando?
    Quello che sarebbe invece da spiegare per bene ai colleghi è:
    – qual’è il motivo VERO del boicottaggio al numero unico?
    – perchè il taxista (che ripeto è quello che mantiene la baracca) nel momento in cui aderisce ad una centrale non sottoscrive un semplice contratto commerciale, ma è come se abbracciasse una religione e da lì in poi deve sottostare ai “doveri del devoto fedele” imposti dal concistoro (COMMISSIONE DISCIPLINARE) e soprattutto da lì in poi non dovrà “adorare altro dio all’infuori di me”.
    Le centrali non sono dio.
    E i nostri capataz non sono i 12 apostoli.
    Per quale misterioso motivo le centrali vietano ai loro soci dall’aderire a qualunque altro MEDIATORE FORNITORE del medesimo servizio con la tacita accusa di essere degli “infedeli/traditori”.
    Alegher

  12. zaffiro scrive:

    francesco hai centrato il punto

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