POS obbligatorio 2017: sanzioni e soggetti obbligati

money.it POS obbligatorio 2017, il decreto che introduce sanzioni fino a 30 euro per artigiani, commercianti e professionisti che rifiuteranno pagamenti con bancomat verrà inserito nella Legge di Bilancio 2018. Si tratta di una delle novità annunciate negli scorsi giorni e che, dopo l’annuncio dell’obbligo di POS nel 2017, preoccupa tutti quegli esercenti a contatto con il pubblico che saranno tenuti ad accettare pagamenti con bancomat per importi anche inferiori ai 5 euro. Il decreto che dovrà fissare le sanzioni previste in caso di mancata adozione del POS per i pagamenti con bancomat era stato annunciato dal viceministro Casero nel corso del mese di agosto.

La novità è che la norma che introduce la sanzione di 30 euro per ciascun pagamento negato prenderà corpo nella Legge di Bilancio 2018 e non in un decreto separato. L’obiettivo è fissare in via immediata le sanzioni per chi rifiuterà i pagamenti con bancomat già dal 2017: come anticipato, in caso di violazione dell’obbligo di POS è prevista una sanzione fino a 30 euro per ciascun pagamento con carta di credito o bancomat non accettato.

Quali saranno i soggetti obbligati ad accettare i pagamenti con bancomat e quali le esenzioni previste al POS obbligatorio 2017? Ecco di seguito tutte le novità e i chiarimenti.

POS obbligatorio 2017: artigiani, commercianti e professionisti dovranno accettare pagamenti con bancomat

Quella annunciata da Casero ed oggetto delle novità fiscali della Legge di Bilancio 2018 non è, in realtà, una vera novità ma soltanto la messa a punto di una norma introdotta con la Legge di Stabilità 2016. Quando si è iniziato a parlare di POS obbligatorioabbiamo affrontato nel dettaglio la questione, ma cosa cambierebbe a partire dalla fine del 2017 o meglio forse dire dal 2018?

In sostanza, se fino ad oggi era già previsto l’obbligo per professionisti, artigiani e commercianti di accettare anche pagamenti con bancomat, restavano sostanzialmente nulle le sanzioni, proprio causa mancata emanazione di apposito decreto.

A partire dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018 e della norma sulle sanzioni per chi viola l’obbligo di dotarsi di POS, per qualsiasi transazione commerciale sarà obbligatorio accettare pagamenti anche con bancomat e per importi anche inferiori ai 5 euro.

Un vantaggio per i consumatori ma, secondo le associazioni di categoria, uno svantaggio per commercianti in genere i quali dovranno sostenere i costi di gestione del POS delle banche che attualmente può anche arrivare a 550 euro al mese, una cifra non indifferente se si tiene conto che l’Italia è un Paese di piccole e medie imprese da fatturati annui spesso contenuti.

L’obbligo di dotarsi di POS e di accettare i pagamenti con bancomat potrebbe oggi trovare le sue definitive disposizioni attuative, con l’introduzione di un vincolo per tutti gli artigiani e commercianti e con l’esenzione per alcune categorie di professionisti.

Una sempre più vicina e progressiva stretta al contante, di modo da contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale. Ed è proprio con la prossima Legge di Bilancio 2018 che è ormai quasi certa l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche tra privati, attualmente previsto esclusivamente nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Quali saranno i soggetti obbligati ad accettare i pagamenti con bancomat e quali le esenzioni previste al POS obbligatorio 2017? Ecco di seguito tutte le novità e i chiarimenti.

POS obbligatorio 2017, per chi? Ecco i casi di esenzione e i soggetti obbligati

In linea di principio il decreto sul POS obbligatorio 2017 sarà rivolto all’intera categoria di artigiani, commercianti e professionisti, con sanzioni come abbiamo detto fino a 30 euro a transazione elettronica negata.

Dovranno accettare obbligatoriamente i pagamenti con bancomat nel 2017 tuttigliesercizi commerciali: bar, ristoranti, negozi, e via discorrendo. L’obbligo di POS interesserà anche le attività artigianali e i professionisti.

Commercialisti, avvocati, ingegneri e via di seguito; POS obbligatorio per ciascun professionista che offre servizi al pubblico e quindi anche medici o dentisti ad esempio. Saranno esonerati invece i professionisti che operano in studi associati che non hanno contatto diretto con la clientela.

Non vi sarà, invece, nessun esonero in base al fatturato: il precedente decreto attuativo della norma, in vigore fino al 30 giugno 2014, prevedeva l’esonero dal POS obbligatorio per imprese e professionisti con ricavi fino a 200.000 euro.

Al momento pare che gli unici esercenti esclusi dalla norma saranno benzinai e tabacchi, in quanto soggetti che incassano le imposte e le riversano all’erario.

POS obbligatorio 2017 per professionisti, artigiani e commercianti: le critiche

L’introduzione di sanzioni per rendere il POS obbligatorio nel 2017 è stata molto criticata non soltanto da commercianti, artigiani e professionisti ma anche dalle associazioni dei consumatori e di categoria.

Secondo Rienzi del Codacons si tratta di sanzioni ridicole, per la Cgia è necessario escludere alcune categorie di artigiani mentre Confesercenti sottolinea che l’obbligatorietà dovrebbe essere accompagnata da un intervento in grado di abbassare i costi del POS per gli esercenti.

Secondo Patrizia De Luise, presidente Confesercenti:

“introdurre delle multe vorrebbe infatti dire solo punire quelle categorie di imprese che, a causa di margini di partenza ristretti, hanno difficoltà a sostenere il peso delle commissioni legate alle transazioni elettroniche: gestori carburanti, tabaccai, edicolanti e bar. La diffusione della moneta elettronica si aumenta abbattendo i costi di utilizzo dello strumento, in particolar modo sui micro-pagamenti, non imponendo sanzioni che condizionano la libera attività di impresa”.

Ed è proprio su questo che si sta concentrando anche il lavoro di Casero e del MEF, di modo da rendere meno gravoso l’obbligo di dotarsi di POS per artigiani e commercianti e di accettare pagamenti con bancomat anche per piccoli importi.

POS obbligatorio per allinearsi al resto d’Europa

L’introduzione del POS obbligatorio in Italia non ha soltanto la funzione di agevolare i consumatori ma è uno degli strumenti necessari per combattere l’evasione fiscale e consentire la piena tracciabilità dei pagamenti.

L’Italia, nonostante l’alto numero dei terminali POS, è ad oggi uno dei Paesi in Europa dove i pagamenti con bancomat sono meno utilizzati.

I dati forniti dalla Banca d’Italia mostrano come per ciascun terminale installato siano soltanto 1.200 i pagamenti effettuati nell’anno, cifra irrisoria rispetto alla tendenza nel resto d’Europa, dove peggio dell’Italia fa soltanto la Grecia.

Informazioni su Marco Taxistory

Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.

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8 risposte a POS obbligatorio 2017: sanzioni e soggetti obbligati

  1. MILANO32 scrive:

    A quanto pare alla politicanza varia ed eventuale de noantri piace fare i Malgioglio con il cu.o degli altri!
    Non ci sarebbe nessun problema se fosse consentito una maggiorazione di 1€ per ogni pagamento elettronico tale e quale come qualche commerciante che accetta pagamenti in buoni pasto applicando una maggiorazione del 5%.

  2. francesco scrive:

    uno degli infiniti problemi… magari fosse solo uno, quello del pos… è che, mentre ci si scanna per chi paga la commissione, mentre l’algoritmo dell’aumento o della diminuzione della tariffa tiene in considerazione l’accettazione o il rifiuto del pos, ecc.. ecc… le nostre amiche banche italiane si beccano 550 euro di media e mal contati all’anno da ciascun esercente per aver dato loro una macchinetta che trasferisce soldi da una parte all’altra, mentre all’estero le cose funzionano diversamente. nel 2015 la finanziaria italiana recepiva gli accordi europei sui costi delle transazioni rendendoli di fatto trascurabili, ma non è stato approvato entro il 28 febbraio 2016, per cui ogni banca italiana continua a fare quello che vuole con la compiacenza del nostro governo provvisorio, che sembra essere al servizio delle banche.
    esempio bnl
    noleggio pos: 9,90 al mese
    0,5% su transazioni bancomat, valuta 1 giorno lavorativo
    0,9% su transazioni visa e mastercard, valuta 1 giorno lavorativo
    1,1 % su transazioni amex, valuta 3 giorni lavorativi.
    per unicredit le condizioni sono le stesse, ma il noleggio pos cuba per 15 euro al mese
    per pop novara il pos è gratis, ma il traffico gprs è a pagamento.
    il tutto con una tariffa amministrata… quasi quasi mi costa meno pagare una sanzione di 30 euro ogni tanto, almeno li dò al comune e non alle banche.
    senza contare che se obblighi un italiano a pagare col bancomat, in molti casi questo farà di tutto per pagare in contanti, ma questo è un altro degli infiniti problemi di cui all’inizio

  3. valerio scrive:

    Se mi obblighi ad avere il Pos devi renderlo come il contante cioè senza commissioni alle banche deve bastare il transato non capisco perché qualcuno deve guadagnare sul mio lavoro non facendo niente

  4. francesco scrive:

    valerio… perché ti danno un servizio. e i servizi vanno giustamente pagati. ma…
    vi siete mai chiesti perché se versate contanti non c’è commissione ma se prelevate c’è?
    vogliono far sparire il contante e usare solo moneta elettronica.
    tutta fuffa per coprire le voragini finanziare che hanno creato negli ultimi decenni.
    ok per il bancomat… ma se rifiuto l’amex mi fanno la multa?

  5. giorgio scrive:

    Gli abusivi come faranno senza pos!!! A noi solo doveri e regolamenti e nessun diritto
    e sempre meno lavoro che vergogna……..

  6. alberto93 scrive:

    Ecco come salviamo le banche che sperperano soldi..con le transazioni!!!!!VERGOGNA…e noi tutti giu’chinati a farlo!che deriva!!

  7. Zaffiro scrive:

    Solo obblighi per di più a pagamento sulle mie spalle . Se la pagasse il cliente se gli piace tanto . Io gli do la possibilità di pagare co pos ma come paga la busta al supermercato per di più con la pubblicità come paga servizi ( vedi bollo auto ACI) ED ALTRI CON MAGGIORAZIONE PER COPRIRE COMMISSIONI SI PAGASSSE LUI LE BANCHE. CONTROLLASSERO A DISTANZA I DIPENDENTI PUBBLICI E ANCHE I “CONTROLLORI” CCONTROLLASSERO LE 104 , LE MALATTIA , a noi solo obblighi e doveri e gli altri fanno come gli pare con la “BENEDIZIONI” di tanti personaggi . Come dice Milano 32 il F….O fallo con il C….O tuo. A PROPOSITO ! Domani altro incontro ? Stavolta quale cazzate sentiremo ?se usciranno con la solita cantilena vuol dire che ci stanno fatte do ancora di più . Lo sciopero il 21 novembre E TROPPO TARDI !

  8. Angelo scrive:

    Quello che sembra sfuggire a molti è la composizione della % applicata che punto primo non è fissa e punto secondo dipende dalla variabile commissione di interscambio.
    La commissione che la banca vi applica in realtà è il suo aggio al quale deve essere sommata la commissione di interscambio che è a totale carico del cliente e fatturata secondo contratto.
    In sintesi il cliente che pensa di pagare solo lo 0,90% in realtà si vedrà addebitare differito anche lo 0,3% (Visa domestic Consumer card) che diventa un bel 1.20%
    Se poi vi dice male e passa una Visa extra EU business oltre allo 0,90% aggiungeteci un bel 1,5%.
    Fate un piccolo test, provate a chiedere alla vostra banca se la commissione che pagate su carte di debito e credito comprendono le commissioni di interscambio.

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