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Car sharing a domicilio: auto sotto casa per andare a Malpensa

(dday.it) Parte il 16 ottobre 2017 il servizio sperimentale di car sharing a domicilio per raggiungere il Terminal 1 di Malpensa: sarà attivato in via sperimentale in alcuni Comuni tra le province di Milano e Pavia. Costa 39 euro.
E-Vai, la società di car sharing del Gruppo Ferrovie Nord, sperimenterà tra qualche giorno un servizio di car sharing a domicilio. Se nel car sharing classico è l’utente a dover cercare e raggiungere l’auto, con il nuovo Servizio Aeroporti l’auto sarà consegnata al domicilio del cliente che potrà usarla per raggiungere il Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa dove si potrà lasciare l’auto nei parcheggi eVai senza dover cercare un parcheggio libero. Il car sharing a domicilio unisce la comodità di avere l’auto sotto casa alla praticità del car sharing, e chi spesso deve raggiungere l’aeroporto per un volo la mattina presto è consapevole dei problemi che ci sono con i mezzi di trasporto pubblici. Senza calcolare il costo di un taxi.
Il servizio sarà attivato in via sperimentale in alcuni Comuni tra le province di Milano e Pavia e sono stati scelti posti che soffrono la mancanza di un collegamento pubblico diretto e veloce con l’aeroporto di Milano Malpensa: Abbiategrasso, Bereguardo, Besate, Borgo Sansiro, Cassolnovo, Cilavegna, Gambolò, Gravellona Lomellina, Morimondo-Mortara, Parona e Vigevano. L’utente, dopo la registrazione al sito E-Vai (bastano documento d’identità e patente), può prenotare la macchina tramite il numero verde o dallo stesso sito indicando l’indirizzo dove vuole ricevere l’automobile e l’orario desiderato. L’autovettura verrà consegnata sotto casa. La stessa modalità di utilizzo è valida per il percorso inverso: dall’aeroporto è possibile salire su una autovettura E-VAI e raggiungere la propria abitazione, segnalando semplicemente all’operatore l’indirizzo dove viene parcheggiata l’auto e l’ora di consegna. Il servizio partirà in via sperimentale il 16 ottobre e si protrarrà fino al 15 gennaio 2018 mettendo a disposizione 5 auto, di cui 3 elettriche e 2 endotermiche e costerà 39 euro a tratta. Metà di quanto costa un taxi, di più di quanto costerebbe andare in un punto eVai e ritirare la macchina personalmente. Ma la comodità di aver sotto casa, magari alle 5 del mattino, è impagabile soprattutto se si è più persone e si hanno tante valigie.

12 thoughts on “Car sharing a domicilio: auto sotto casa per andare a Malpensa

  1. Le tre elettriche lasciano il tempo che trovano… le rimanenti due endotermiche sembrano proprio pochine per promuovere questo servizio. Sembra tanto uno splash-spot e nient’altro.

  2. E vorrei aggiungere una cosa: la spaziosità di una MICROCAR è icomparabile, soprattutto se si è più persone e si hanno tante valigie…
    … che ideona !
    Ciaone

  3. Rimane un mistero,come società di questo tipo possano offrire servizi del genere,contando che sono gia in perdita per milioni di euro.Sento puzza di socializzazione delle perdite,contando che come partner hanno Ferrovie Nord (che storicamente non se la passa mai bene!!!).

  4. Dov’è il problema Bravo96? L’importante resta LA SCELTA del cliente. Chiediamoci piuttosto SE sceglierà e preferirà prendere un Taxi oppure no, e perché. Perché si mette in dubbio che il taxi non possiede le sua importanza nel contesto dei trasporti (urbani)? e dell’imprenditoria? Sarà perché è considerato ‘micro’ (percentuale irrilevante: 1% della mobilità nazionale) oppure perché considerato ‘servizio “pubblico”‘?
    È per questo che la Rappresentanza di Categoria (seppur non e chiaro se rappresenta i Tassisti o i soli ‘gestori’ dei Radiotaxi) ‘non riesce a portare a casa’ risultati?
    Noi sappiamo che l’obbligo di ‘garantire la mobilità’ resta in capo alla Pubblica Amministrazione e che i soggetti citati nella Legge n. 21/92 sono le figure professionali cerificate ad assicurarlo secondo modalità corrispondenti agli obblighi che per noi tassisti sono sostare ‘in piazza’ in cambio di ‘tariffa’ e ‘non rifiuto’ della corsa (QUANDO al posteggio appunto) e sostenerne i costi (ma non l’eccesso) SENZA ricevere finanziamenti.
    NOI siamo contemporaneamente micro-imprenditori ďi attività di Trasporto “Pubblico” (Locale) titolari e DIPENDENTI di noi stessi. Perché solo così QUESTO tipo di servizio di trasporto INDIVIDUALE (quindi PERSONALIZZATO!) può offrire un ‘COSTO CONTENUTO’. – La tariffa taxi in ‘ambiente urbano’ risulterebbe difatti un SOTTOCOSTO! (soprattutto se SENZA utilizzare il Servizio Radiotaxi).
    Ciò fa la differenza. Dobbiamo essere rispettati come lavoratori. – Costituzione Italiana art. 3 (diritto di uguaglianza). Diversamente si ipotizzerebbe un illecito – art. 43 c.p.

  5. PAOLA ANCORA CITA LA COSTITUZIONE ! I PRIMI A NON RISPETTARLA SONO LORO . MA DAVVERO TI ASPETTI QUALCOSA ? QUELLO CHE DOVREBBE ESSERE UNA GARANZIA E UNA PROTEZIONE PER IL LAVORATORE E MI RIFERISCO AL ” SERVIZIO PUBBLICO ” E DIVENTATO UN “CANCRO ” DA TOGLIERCI DA DOSSO . MA CI FAI CASO CHE QUELLI CHE DOVREBBERO OPERARE CON I LORO ESCLUSIVI CAPITALI INVECE RICEVONO FINANZIAMENTI PUBBLI CI MAGARI MASCHERATI DA CONTRATTI DI “CO MARKETING ” SECRETATI PER GIUNTA . GLI SI CONCEDONO TUTTE LE APERTURE POSSIBILI, GLI SI PREPARANO EMENDAMENTI NOTTURNI CUCITI ADDOSSO COME UN ABITO SU MISURA . TANTI E “TANTE” CHE NAVIGANO IN QUEL SENSO HANNO “MAGARI” INTETESSI MOLTO “PRIVATI ” . FINCHE AVRANMO UN SERVIZIO PUBBLICO CON TUTTI GLI OBBLIGHI GLI ONERI E I DIVIETI IMPOSTI SE NE FREGHERANNO . TANTO HANNO UNA MASSA LAVORO AI LORO ORDINI A COSTO ZERO. L’UNICA VIA D’USCITA E TOGLIERE QUESTO ORMAI ” SERVIZIO PUBBLICO ” E OPERARE PURE NOI IN LIBERO MERCATO .

  6. Concordo Travis , poi il taxi non lo devi guidare tu. E con 39€ già che che devi guidare puoi andarci con la tua macchina è lasciarla a uno dei tanti parcheggi con navetta li nei dintorni, Solita iniziativa per farsi pubblicità, chissà a quanto ammonta la franchigia in caso di incidente?

  7. @PaolaSDB … Secondo te il taxi come deve essere? Pubblico o privato? Dopo aver risposto a questa banale domanda se vuoi svisceriamo Tariffe, Obblighi e Servizi.

  8. Innanzitutto dovremmo iniziare a separare la ‘percezione’ dalla ‘realtà’ e quindi ciò che è effetivamente ‘pubblico’ da ciò che è di ‘interesse pubblico’. Se fossimo ‘pubblici’ saremmo ‘pubblici ufficiali’ mentre siamo considerati avere meno diritti di un lavoratore dipendente. Eppure siamo imprenditori (Sentenza Corte di Cassazione n.222/1975). ‘Pubblico’ è ciò che fa il medico, l’avvocato, il notaio, l’infermiere, il farmacista, il panettiere, il meccanico responsabile della revisione, il caldaista, l’elettricista, il geometra, l’ingegnere… il controllore del treno. quest’ultimo è persino riconosciuto essere un ‘pubblico ufficiale’ perché ciò che loro, noi tutti svolgiamo è di ‘interesse pubblico’.
    CHIUNQUE CERTIFICATO ad eseguire un SERVIZIO d’Interesse Pubblico è REGOLAMENTATO DA UNA LEGGE dipendente dall’assegnato Ministero che è tenuto a VIGILARE su CHIUNQUE coinvolto con la professione incluse le Associazioni di Categoria, la Pubblica Amministrazione Locale, i Tecnici delle e le Centrali Radiotaxi.
    Per essere su un mezzo di trasporto e soli dovremmo essere riconosciuti come ‘pubblici ufficiali’. Ciò limiterebbe le aggressioni.
    SorprendeteVi! Ci sono valide ragioni del caos che viviamo. La Legge 21/92 REGOLAMENTA LA PROFESSIONE di CONDUCENTE NON L’ATTIVITÀ che è la LICENZA o l’AUTORIZZAZIONE.
    L’ATTIVITÀ NON VIENE RISPETTATA. SPECIE PER IL TAXI. La piazzola è considerata ‘suolo pubblico’ e la nostra attività ‘COMMERCIO’!! Quando le TARIFFE SONO AMMINISTRATE! per uno SCOPO d’Interesse PUBBLICO!
    Bravo96, hai focalizzato perfettamente! Volentieri svisceriamo Tariffe e Obblighi e Servizi. MA… attenzione, lo ‘scopo pubblico’ già lo esercitiamo, CI SI DEVE solo RIAPPROPRIARE dell’IDENTITÀ della nostra ATTIVITÀ PRIVATA sul posteggio concesso in cambio del prezzo calmierato e SENZA ricevere COMPENSAZIONI.
    Dico subito che sono per la suddivisione Taxi e NCC (come per dire medici e chirurghi, architetti e ingegneri) e quindi per i rispettivi OBBLIGHI di SOSTA in Piazzola ed in Rimessa, il NUMERO ‘CONTROLLATO’ (che è praticamente uguale seppure diverso dal dire ‘chiuso’ e più realista) delle licenze e delle autorizzazioni.
    Tenete presente la ‘forte criticità’ della ‘gestione dei picchi’ della domanda che NON PUÒ giustificare il rilascio a priori di un qualsiasi nuovo titolo di esercizio.
    Le INFRASTRUTTURE soprattutto URBANE SONO LIMITATE. I ‘treni veloci’ non possono sostituirsi ai ‘treni regionali’ e le navi da crociera ai traghetti, I voli charter alle compagnie aeree di linea. La garanzia della tariffa taxi è data da un efficiente funzionamento del SISTEMA ‘servizio RADIOTAXI’ e, potremmo aggiungere, dalla promozione dell’intermodalità.
    Quindi PRIVATO con responsabilità PUBBLICHE. Come di fatto è sempre stato, ma dimenticato e, diciamolo, non promosso anzi soffocato in favore di interessi di terzi e politici.

  9. @PaolaSDB..,” CI SI DEVE solo RIAPPROPRIARE dell’IDENTITÀ della nostra ATTIVITÀ PRIVATA sul posteggio concesso in cambio del prezzo calmierato e SENZA ricevere COMPENSAZIONI.” In questo tuo passaggio ritieni che il fatto di avere un posteggio con la scritta Taxi obblighi tutti i tassisti a rispettare la tariffa amministrata. Io invece negli ultimi anni ho notato che in quel posteggio i tassisti trascorrano sempre più tempo. Aggiungo che se l’amministrazione a cui fai cenno non garantisca il lavoro agli operatori su auto bianca, questi ultimi non hanno più interesse economico ( se non vengono sovvenzionati ) ad adottare una tariffa amministrata. Bensì un prezzo di opportunità come fanno i treni, gli alberghi, l’elettricista, il fabbro, il fruttivendolo, l’NCC ecc. ecc. quando ci sono emergenze o eventi, molto frequenti in grandi città.

  10. Noto che tutti non avete colto il succo, i comuni voglio il car sharing per il semplice motivo, che ogni scatoletta (500/Smart) paga ai comuni belli denari per la ZTL 24h/su 24.
    E questo è uno dei motivi per cui almeno qui a Roma lo fanno passare come un dono del cielo, peccato che sono alla canna del gas per i più svariati motivi, il primo ai clienti non frega un fico secco del car sharing, secondo i continui episodi di furti e/o vandalizzazione hanno costretto queste ditte a restringere sempre più il servizio in centro/centro, peccato che il 90% dei cristiani vive al di fuori.

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