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CETA Canada-UE, possibili interventi sul TPL non di linea

banner_ceta_share_enIl CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) rappresenta le linee guida economiche per la sigla di un accordo di libero scambio tra Canada ed Europa. Come il TTIP, fa parte di una nuova generazione di trattati economici con l’obiettivo dichiarato di aprire ulteriormente i mercati per favorire crescita e lavoro.

Sono numerosi i settori presi in considerazione dal CETA e non poteva certo mancare il trasporto pubblico locale non di linea, su cui il Consiglio della Commissione Europea  si esprime –in sintesi- nei seguenti termini:

 

allegato

(fonte: Eur-lex.europa.eu pagine 129-130)

Come potete notare, si prende atto dell’esistenza di leggi di regolamentazione già in vigore e le eventuali aperture di mercato “dovrebbero” essere introdotte in base all’entità della “domanda locale” e su verifica della “necessità economica” (a favore di chi, n.d.r. ?).

In realtà – come emerso da diverse inchieste – questi accordi andranno a svantaggio dei piccoli produttori, favorendo le multinazionali che potrebbero persino rivalersi sui singoli Stati in caso di nuove leggi a tutela dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente. Cosa ancora più grave è che fino a poco tempo fa, stavano avvenendo per lo più in segreto, senza la consultazione dei parlamenti.

Grazie alla forte pressione dei movimenti sociali e delle Campagne Stop TTIP/CETA, lo scorso luglio, la Commissione Europea ha deciso di considerare il CETA come un accordo misto. In mancanza di ciò si rischiava di vedersi approvato un trattato così controverso e con competenze anche nazionali con la sola ratifica del Parlamento Europeo.

30 ottobre 2016 è stato firmato l’accordo e per la sua approvazione definitiva è previsto che si esprimano favorevolmente TUTTI i Parlamenti degli Stati membri dell’Unione Europea, con l’intenzione di renderlo già attivo nel 2017

url Qui puoi consultare sul sito  dell’ Unione Europea la documentazione sul CETA riguardante il trasporto pubblico locale (In Italiano, alle pagine 129-130)

url Qui puoi consultare sul sito  dell’ Unione Europea, la documentazione globale sul CETA  (In Italiano)

url Qui puoi consultare sul sito governativo del Canada tutti i dettagli delle line guida del CETA per ciascun paese dell’ Unione Europea (In Inglese)

4 thoughts on “CETA Canada-UE, possibili interventi sul TPL non di linea

  1. Saltati gli accordi sul ttip, ecco che si presenta il ceta; classico dei burocrati di Bruxelles, far uscire una porcata dalla porta e farla rientrare dalla finestra. Sapete cosa c’è? Che questi politicanti pro europa ci hanno rotto le p…
    Spero che si ritorni presto ai nazionalismi.

  2. Da quello che si legge in questo Articolo,
    Si fa’sempre riferimento alla Legge 21/92 (x lo Stato Membro Italia)
    E si fa’riferimento alle ESIGENZE LOCALI.
    Tra l’altro si parla “solo” di Limousine (=Ncc= U***)
    NON VENGONO ELENCATI I VARI SERVIZI ESISTENTI IN ALCUNE PARTI DEL MONDO MA NON PREVISTI DALLA 21/92, COME IL “POP”…
    LA DOMANDA SORGE SPONTANEA DIREBBE QUALCUNO:
    -SE LA MEDESIMA MULTINAZIONALE CHE HA INTRODOTTO IN EUROPA IL BLACK (=U***)…..UN DOMANI CHIEDE I DANNI ALL U.E. x LA MANCATA INTRODUZIONE DEL “POP” ( che negli USA e’Legale)….COME RISPONDONO I SINGOLI STATI MEMBRI CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI? = CHI PAGA IL CONTENZIOSO?

    SEMBRA STRANO CHE UNA MULTINAZIONALE QUOTATA 70 MILIARDI SI “ACCONTENTI” DI APPLICARE IL SERVIZIO “POP” SOLO NEL MERCATO AMERICANO RINUNCIANDO ALL EUROPA….

    MA DA QUESTO ARTICOLO GLI STATI MEMBRI SEMBREREBBERO POTER MANTENERE LA PROPRIA AUTONOMIA ,LA PROPRIA SOVRANITÀ IN MATERIA DI TRASPORTO (anche TAXI)….SPERIAMO….

  3. Sì palesano le nostre prossime difficolta’…spingi spingi, ci pensa l’Europa a legittimare rU… & company, come dicevano sempre…vedremo le ratifiche, non sara’ facile che tutti i parlamenti siano d’accordo ma tutto puo’ essere…almeno abbiamo evitato il tribunale speciale e sappiamo tutti che ci saranno pressioni sui governi per far saltare l’accordo, facciamo la nostra parte e speriamo non passi la riforma costituzionale perche’, in combinata con il CETA, risultera’ fatale per il nostro settore…avanti e protestare a tutto spiano! !

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