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Il Blog dei Tassisti

Milano «Mi aiuti a trasportare il televisore?» La trappola per rapinare i tassisti

Mi aiuti a trasportare il televisoreilgiorno.it TASSISTI ancora nel mirino dei rapinatori. Dopo i casi del marocchino che assaltava i conducenti al distributore di benzina e del pregiudicato napoletano che li derubava in via Nikolajewka, negli ultimi giorni c’è una nuova banda a terrorizzare i padroncini. Tre colpi tentati, per quanto ne sappiamo, di cui uno a segno. Partiamo proprio da questo, l’ultimo della serie. Sono le 11.20 di ieri, l’auto bianca guidata da Franco, 49 anni associato al 6969, è quasi all’incrocio tra corso XXII Marzo e piazza V Giornate: «A quel punto – ricostruisce la vittima – ho visto un ragazzo che mi chiamava: ho accostato e l’ho fatto salire». La richiesta del (finto) cliente, italiano sulla trentina: «Puoi aiutarmi a trasportare un televisore?». «Certo», la risposta di Franco. Partenza per la prima destinazione: viale Premuda, a due passi. 

IL CONDUCENTE racconta: «Mi ha detto: “Chiedo conferma a mia zia per l’acquisto e poi andiamo”. Si è infilato in un bar uscendone qualche secondo dopo. “Ok, portami al centro commerciale Bonola”». Giunti nel parcheggio sotterraneo, il passeggero mette in scena la seconda parte del copione: «Compro la tv e torno, aspettami. Anzi, ti serve per caso un nuovo smartphone? Qui lo vendono col 70% di sconto, se mi dai i soldi te lo prendo…». E Franco: «No grazie, non mi serve nulla». Poco male. Il ragazzo scende e sparisce. «Intanto il tassametro andava – prosegue il conducente –. Ricordo che aveva già superato i 50 euro…». A un tratto, ecco la brutta sorpresa: la portiera posteriore destra si apre all’improvviso, Franco non fa in tempo a girarsi che qualcuno gli punta un coltello alla gola e gli ordina di consegnargli l’incasso. Era sempre lo stesso? «No, il primo l’ho visto bene in faccia: era un’altra persona ». Il tassista non ci pensa su due volte: tira fuori il portafogli e consegna agli aggressori circa *** euro. «Non mi ha fatto nulla, è scappato subito». A fine turno, Franco ha presentato denuncia ai carabinieri della tenenza di Bollate. E il ragazzo-esca? Volatilizzato.

Un seriale? Sembrerebbe di sì, a giudicare da quanto riferiscono dalla centrale del 6969: «Un episodio identico si è verificato il 6 maggio, anche se in quel caso il tassista si è insospettito dopo essere arrivato nei sotterranei del centro commerciale Portello e si è rifiutato di aspettare in auto». Per tutta risposta, il cliente (lo stesso, pare, di piazza V Giornate) è andato via senza pagare la corsa. «È la persona che è salita anche sulla mia auto», afferma sicuro Franco. Il suo volto è stato ripreso dalla telecamera interna del primo taxi. Finita? No. In serata un altro padroncino ha riferito alla centrale di aver ricevuto la stessa richiesta dei colleghi. Il presidente del 6969 Vincenzo «Gegè» Mazza lancia un appello: «Servono telecamere su tutti i veicoli». A tal proposito, due mesi fa il Comune ha stanziato 500mila euro per l’acquisto di occhi elettronici da installare in macchina.

nicola.palma@ilgiorno.net

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6 thoughts on “Milano «Mi aiuti a trasportare il televisore?» La trappola per rapinare i tassisti

  1. Ma come? Non eravamo una Lobby di Privilegiati…???
    Siamo sputtanati da molti giornalisti/giornalai a libro paga del padrone x gettare fango sulla nostra categoria…
    Che ci andassero loro ,in un sotterraneo di un ipermercato,a rischiare una coltellata da un balordo!…
    Personalmente rimango del parere che al giorno d’oggi servono ALMENO TELECAMERE SU TUTTI I TAXI…E MEGLIO ANCORA…IL DIVISORIO IN VETRO STILE NEW YORK O TAXI INGLESE…
    Almeno li Filmi e tu autista sei protetto…poi ovvio…se ti sparano in una gomma quello e’un altro discorso…ma oggi i balordi sono diventati troppi…tanto che gli succede se li arrestano?Niente.

  2. Circa tre settimane fà al posteggio di via Pirelli si è avvicinato un ragazzo con la stessa richiesta e stessa destinazione. Avendogli detto che doveva essere sicuro che i televisori ci stessero si è allontanato senza prendere il taxi..

  3. “Chiedo a mia zia”, “si infila nel bar”, “ti serve un telefono”… la corsa era partita già un bel po’male.

  4. Penso che il problema non sia tanto la dinamica del reato ma semplicemente l’istinto criminale dell’individuo a commettere crimini come le rapine o altro. Chiudersi non serve, come cercare di percepire da frasi sospette o ancora vetri e telecamere . Certo queste ultime sono ottime sia come deterrente sia come mezzo per risalire al criminale. Ma se al posto di un sotterraneo ti portano in una via chiusa e li c’è un complice con pistola giocattolo? A cosa servono tutte le precauzioni come chiudersi, vetro, la telecamera riprende un cliente ( complice ma da dimostrare ) che scappa ( o finge di scappare ) impaurito!?! La verità è che il nostro è anche un mestiere pericoloso ed i criminali non hanno paura delle pene in cui potrebbero incorrere.

  5. In questo caso se si chiudeva sela sarebbe scampata, nei casi che dici tu chiaramente li l’ unica cosa da dire è che Dio ci aiuti

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