L’Audizione

principio_di_archimedeChe cosa dire all’Audizione presso la X Commissione del Senato l’abbiamo già scritto (ed inviato al dr. Epifani Presidente della X Commissione alla Camera) il 18 luglio di quest’anno quando una serie di deputati avevano presentato emendamenti in favore di modifiche della legge 21/92, tutte bocciate, che avrebbero portato alla distruzione del nostro lavoro e alla totale deregulation del settore. L’articolo si intitola “la macelleria sociale dei tassisti” e forse vale la pena di rileggerlo ora, ad integrazione di quanto espresso nel comunicato del Parlamentino che tutti condividiamo e sosteniamo come ovvio.

Da allora Uber non solo non ha mutato la sua natura, ma in tutto il mondo è accresciuta la consapevolezza della minaccia di distruzione di posti di lavoro, di vite e famiglie rappresentata dalla cosiddetta sharing economy, significativamente chiamata “uberizzazione del mondo” copertura semantica di un’idea onnivora di pratiche neoliberiste estreme che, spacciate per innovazione tecnologica, mirano esclusivamente alla crescita esponenziale dei profitti, senza alcun investimento di capitale, attraverso la totale destrutturazione del mercato del lavoro e la sostituzione di rapporti regolati con un far west di precariato a cottimo, temporaneo, part time, secondo lavoro, freelance, selfemployement, rapporto di agenzia, e cosi via. 

Uber è infatti diventata a partire dagli USA, il simbolo, come sostiene, solo per citare l’ultimo fra i tanti, Robert Reich (Professore emerito di Public Policy all’Università di Berkeley della California) di quel modello sociale che renderà entro cinque anni il 40 per cento dei lavoratori americani precario. (si veda “Why the Sharing economy is Hurting Workers and What we can do about it“.)

Naturalmente ascoltando l’esposizione del General Manager Uber Italia, Carlo Tursi, qui pubblicata e che invitiamo tutti ad ascoltare, incluse le successive domande dei senatori, in particolare quella decisiva di Stefano Candiani, il mondo che verrà è il Paese delle Meraviglie. Niente di male, fa il suo mestiere. Ed ecco cinquantamila posti di lavoro creati, la domanda di mobilità sostenibile che cresce esponenzialmente, la libertà che avanza, le famose pizze a domicilio e i voti agli autisti, insomma tutto tranne i profitti, il 20/25% di commissioni, la disponibilità immediata di cashflow, le venti pagine in cui la app si sottrae ad ogni responsabilità in caso di problemi.

La solita canzone con in più l’aneddoto dell’origine che ricorda la mela di Archimede: un californiano a Parigi aspetta un’ora un taxi che non arriva, torna a casa e ti inventa la magica app. Peccato che a Parigi non l’abbiano capito, sembra, visto che li hanno messi fuorilegge in un pomeriggio. Come i Giudici di Milano. Ma pare che nel nostro paese qualche seguace l’abbiano trovato, vista la citazione a sostegno dell’idillio evocato, delle audizioni dell’Autorita’ Trasporti e del presidente dell’Antitrust.

Bizzarro che nessuno chieda, a fronte delle modifiche legislative invocate e per cui Uber si propone addiritura come consulente, chi pagherà tasse e contributi allo Stato a cui si chiede di intervenire in nome della Concorrenza e della Libera(lizza)zione degli Animal Spirits del mercato, visto che gli attuali operatori saranno tutti sul lastrico e la sede fiscale della Società rimarrà invece all’estero.

Ci sia concessa un’ultima notazione. E’ il momento di mettere da parte eventuali differenze, nazionali o territoriali, fra i nostri rappresentanti, naturali di fronte alla variegata realtà di 40.000 imprese individuali operanti nel rispetto della legge in tutta Italia. L’unità della categoria nei momenti importanti è sempre stata la nostra forza e nessuno deve dubitare che i tassisti italiani abbiano a cuore, come i loro colleghi francesi, il proprio lavoro, le loro famiglie, il diritto umano ancor prima che costituzionale di vivere onestamente nel proprio paese.

4 commenti

  1. Totalmente d’accordo con una piccola annotazione… siamo sicuri che in questo paese dei balocchi ci sia ancora spazio per chi vorrebbe vivere onestamente?

  2. E arrivato il momento di farsi sentire non può finire così siamo tutti indebitati qui si scatena la rivoluzione

  3. RAGAZZI IN QUESTO MOMENTO STO VEDENDO IN TV BALLARÒ, STANNO PARLANDO DELLE 4 BANCHE CHE IL GOVERNO HA SALVATO, MA CHE CA……O,QUESTO GOVERNO HA AZZERATO TUTTI I RISPARMI DI UNA VITA DI SACRIFICIO DI TANTI RISPARMIATORI;CHE FACCIA DI MINCHIA CHE ANNO,dovevano azzerare tutti i vitalizio e le penzioni d’oro; perché deve pagare sempre il più debole?. QUESTO GOVERNO DEVE ANDARSENE A CASA, dobbiamo andare a votare domocraticamente subito, ci stanno portando allastrico.

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