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Uber, tassisti: “La Regione Piemonte non vuole la legge? Siamo pronti alla guerra”

La Regione prende tempo e dichiara di non esporsi in merito a Uber finché l’Autorità garante non avrà espresso precise linee guida sulla questione. Federico Rolando: “Chi getta benzina sul fuoco se ne assume le responsabilità” torinotoday.it

Corteo durante lo sciopero nazionale dei taxisti che protestano contro Uber, Torino, 17 Febbraio 2015 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Corteo durante lo sciopero nazionale dei taxisti che protestano contro Uber, Torino, 17 Febbraio 2015 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Non si arresta e anzi si preannuncia ancora più aspra la lotta smodata tra tassisti torinesi e Uber Pop, il servizio di trasporto low cost promosso dall’app californiana che negli ultimi mesi ha assunto i caratteri di una vera e propria guerra. Un po’ tra tassisti e driver “abusivi, un po’ tra driver “abusivi” e Palazzo Civico espressosi più volte a favore dei conducenti delle auto bianche. Ora, tuttavia, sembra aprirsi un nuovo fronte: quello della Regione. 

Dopo che la II Commissione ha rimandato a mere “consultazioni online” la proposta di legge regionale sull’inasprimento delle sazioni ai driver Uber, la palla è passata al governatore Sergio Chiamparino che, in un’intervista alla Stampa, ha dichiarato che la Regione non farà alcuna legge su Uber senza il parere dell’Autorità garante appositamente istituita. “Serve chiarezza sul regime fiscale e le regole devono per forza valere su tutto il territorio nazionale – ha dichiarato Chiamparino -. E’ necessario chiarire i dubbi relatvi ai conducenti Uber per evitare che ci siano violazioni del libero mercato e un abbattimento delle barriere all’ingresso”.

Insomma, una presa di posizione precisa che mina gli sforzi fatti dai consiglieri Vignale e Marrone che hanno presentato la proposta di legge. Sul punto non ci sta Federico Rolando, portavoce dei tassisti torinesi che minaccia una guerra spietata contro le istituzioni.

Rolando, come ha reagito alle dichiarazioni fatte dal presidente Chiamparino in merito alla proposta di legge contro Uber?

Fa piacere leggere che un presidente di Regione liquidi un argomento importante come il contrasto all’abusivismo sul territorio definendo una proposta di legge come una “banderuola politica”. Del resto basta percorrere via Garibaldi per capire cosa intenda il PD per libero mercato e di come il sistema Torino, battezzato così nell’89 dall’allora assessore Matteoli, sia divenuto, grazie agli stessi epigoni di allora, “Sistema Piemonte”.

Secondo il presidente Chiamparino, la Regione, prima di esporsi in merito a Uber, dovrà attendere le linee guida espresse dall’Athority.

Chiamparino fa il Ponzio Pilato quando sostiene che dev’essere l’Autorità regolatrice a decidere, ignorando che la stessa non ha potere legiferatore e le regole “di acceso al libero mercato” come le chiama lui ci sono già e si chiamano legge 21/92 e successive modifiche. La verità è che, come sempre, nessuno vuole prendersi le responsabilità per le proprie competenze e tarare sul territorio una legge nazionale chiara ed esaustiva.

Relativamente alla proposta di legge regionale contro Uber, la Regione ha chiesto le consultazioni online. Quale sarà il risultato alla luce di quanto di dichiarato dal presidente Chiamparino?

Alla luce delle dichiarazioni del presidente del Piemonte che quando parla di “banderuole” dovrebbe guardarsi più vicino, visti i colloqui delle settimane scorse di ben altro orientamento, proporrò ai sindacati Taxi di non inviare alcun parere alla Commissione regionale, perché alla luce delle sue dichiarazioni, mi pare onestamente una gran presa in giro e una inutile perdita di tempo. Anche perchè i destinatari delle consultazioni non hanno nulla a che fare con noi. A partire da un’app operante a Bolzano e in Sud Tirolo, fino ad arrivare all’Associazione delle professioni intellettuali, passando per cooperative che di tpl non di linea non si sono mai interessate. Cosa centrino questi enti con una legge anti abusivismo lo sa solo chi ha inviato le richieste.

Mentre Palazzo Civico ha disposto un servizio mirato contro Uber a partire dai posti di blocco della Polizia Municipale, la Regione sembra prendere tempo. Come reagirete voi tassisti?

I Taxisti Torinesi prendono amaramente atto che gli sforzi del sindaco di Torino sembrano essere stati gli unici, mentre quelli della Regione e dei suoi due assessori al Commercio e Viabilità rispondono a chiari veti imposti dall’alto. Se questa è la volontà di tutela e dialogo con le imprese legali italiane, non ci siamo e se è stato solo un modo per tenerci buoni in occasione dell’esposizione della Sacra Sindone sapremo sorprendere chi sembra far di tutto per provocare una nostra reazione forte, magari in occasione di una visita importante.

6 thoughts on “Uber, tassisti: “La Regione Piemonte non vuole la legge? Siamo pronti alla guerra”

  1. C’è una grande differenza tra libero mercato e libera evasione…questi soggetti ‘poppanti’ non pagando tasse fanno dei prezzi alla buona e nel frattempo creano ingenti danni ad una categoria di professionisti che ogni giorno vede diminuire il lavoro legale e aumentare le tasse da pagare.

  2. Siamo diventati dei burattini se non ci fermiamo il problema non si risolve dopo expo il governo ci fa la sorpresa dopo sarà tardi

  3. Milano è un assopita.Non si discute addirittura alcuni non sanno di una sentenza in arrivo.Torino spero serva a riaccendere la fiammella.

  4. Dani altro che fiammella , io comprerei un lanciafiamme … a parte gli scherzi ho da dirvi una cosa importante : ho scoperto stanotte , tramite una cliente che ha un amica che usa RU… , che le tariffe non sono basse come quando avevano iniziato a novembre , altro che rimborso spese : da via Feletto a piazza Campanella 9, 50 euro , sono circa 6 km … stessa cosa mi aveva detto una ragazza di Milano (per lavoro a Torino) mesi fa , non usava più RU… perché rispetto agli esordi si era accorta che spendeva di più

  5. Condivido pienamente l’opinione di Bravo96…….adesso aspettiamo la sentenza di Milano, anche se la cosa è talmente palese per motivi giuridici e fiscali a danno dello Stato che l’esito è abbastanza scontato…cioè U…P è fuorilegge !!
    Per il resto aspettiamo di combattere per non far modificare l’obbligo di rimessa per gli NCC , perchè si rischia seriamente di danneggiare noi Tassisti ed gli NCC che onestamente lavorano con delle licenze emesse nelle grandi metropoli a favore di di Ncc che verrebbero a lavorare nelle grandi città con licenze emesse chissà dove ( già questo accade……..ma non in maniera cosi rilevante se dovesse venire meno il principio della rimessa del comune di appartenenza )

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