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Norme anti-abusivi, Uber e MyTaxi in Regione Lombardia

il_giornoilgiorno.it Giovedì prossimo, la regional manager per l’Italia, Benedetta Arese Lucini, è attesa al Pirellone per un’audizione sul progetto di legge firmato Riccardo De Corato che punta a cambiare le regole del trasporto pubblico non di linea con un giro di vite contro chi esercita la professione senza averne i requisiti. Oltre alla Lucini, in Regione arriverà pure un rappresentante di MyTaxi (probabilmente la general manager ad interim Barbara Covili) l’app dedicata solo ed esclusivamente ai tassisti titolari di regolare licenza che si prepara a sbarcare a Milano in vista dell’Esposizione universale. 

Come annunciato nel settembre scorso dalla maggioranza di centrodestra, la riforma si pone due obiettivi prioritari: norme chiare per le nuove applicazioni usate dai noleggiatori con conducente (Uber Black in testa) e controlli più efficaci contro l’abusivismo. In pratica, i quattro nuovi commi da aggiungere all’articolo 24 della legge regionale numero 6 del 2012 si propongono di creare strumenti tecnologici che impediscano ai furbetti» di aggi-rare il divieto di ricevere chiamate lontano dalle autorimesse e snellire le procedure burocratiche per segnalare i fuorilegge.

5 thoughts on “Norme anti-abusivi, Uber e MyTaxi in Regione Lombardia

  1. Non sarà la volta buona. Perchè tutti gli “appari” cazzari e seri, reclameranno il diritto di presenza per dire la loro. I ladroni per eccellenza adesso diventano pure consulenti e pian piano entrano nelle stanze della politica e si sa la carne… è debole.

  2. Non posso crederci. Sono senza parole. D’ORA in poi trasgredisco LE LEGGI, tanto dopo le faccio cambiare a mio piacimento. Ma dove vivo io? Nel paese dei balocchi? Uno invece di essere punito viene accolto da chi viene eletto per far rispettare queste.

  3. La nostra tariffa è legata all’aumento dell’istat sul costo generale della vita e da un’altra parte riservata agli aumenti dei costi del ramo trasporti.é chiaro che queste multinazionali non lavorano gratis e il loro costo andrà a incidere sul nostro reddito. Invece di essere noi a godere dello sviluppo tecnologico crescente all’interno della società saranno altri che furbescamente si approprieranno dei vantaggi che dovrebbero essere da noi goduti.Con ,a Milano,una forza lavoro di cinquemila soggetti siamo propio dei gonzi che amano farsi schiavi.
    Negli anni sessanta si parlava nei convegni politici come si sarebbe dovuto occupare il tempo libero creato dalla tecnologia in continuo sviluppo e quali sarebbero stati i mestieri emergenti per il ludico,la cura della persona,lo sport ecc.ci ha pensato il capitale ha farci lavorare di più a costi inferiori e questo è il destino di chi non sa capire come vada il mondo
    e che non si sofferma a riflettere sul suo destino.Abbiamo perso il tempo dell’autogestione del nostro lavoro e mi auguro che il suo declino significhi anche una maggior presa di coscienza e una realtà a portata di mano se solo dimenticassimo divisioni e steccati innaturali tra chi fa lo stesso lavoro.

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