Taxi da liberalizzare, IBL e La Repubblica in pista

gufoIl sentiero che porta alle liberalizzazioni è poco esplorato nel nostro Paese. Il cammino che attende il governo Monti e il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, è tutto in salita, nonostante le "lenzuolate" di Pier Luigi Bersani, "strappate" dal governo successivo, e i (timidi) impegni presi con l’Europa dall’esecutivo Berlusconi nei giorni della crisi finanziaria. I settori da liberalizzare rapidamente per smarcarsi dal pressing della Ue sono una dozzina. In cima alla lista c’è il nodo delle professioni e delle tariffe minime, un tema caro a Monti e all’ex presidente dell’Antitrust, oggi sottosegretario di Palazzo Chigi, Antonio Catricalà. Il presidente del Consiglio, in tempi non sospetti, si è più volte speso a favore di una riforma di ampio respiro, che non metta solo all’angolo i professionisti ma dia anche spazio al loro rilancio sul mercato.
Monti, già commissario Ue alla Concorrenza, protagonista dell’avvio del procedimento contro Microsoft, e fautore dello stop alla fusione tra General Electric e Honeywell, nei mesi scorsi ha espresso la volontà di mettere fine alle restrizioni territoriali e al divieto di farsi concorrenza attraverso la pubblicità per alcune categorie. Nelle mani degli ordini professionali, che secondo le prime indiscrezioni muteranno pelle ma non scompariranno, resterà il potere di limitare l’apertura del proprio settore quando si dimostri che alcune delle nuove norme possano causare danni agli interessi pubblici. Come nel caso della "integrità dell’esercizio della professione" o in presenza di una "minore tutela dei consumatori" di fronte ad una eccessiva apertura della professione.
La strada e quindi segnata. Ed entro metà dicembre potrebbe vedere la luce un provvedimento rivoluzionario, che non mancherà di scatenare la reazione di categorie fino ad oggi "protette". È il caso dei trasporti: nel mirino ci sono i taxi a numero chiuso o le tratte coperte dai treni regionali che potrebbero andare a gara pubblica (la Ntv di Montezemolo, Della Valle, Sncf e Intesa-San Paolo, ha già manifestato un certo interesse nella questione). Sotto osservazione c’è poi la separazione delle aziende che gestiscono la rete ferroviaria (Rfï, del gruppo Fs) da quelle che vi circolano (Trenitalia).

Ma il primo vero banco di prova del governo, sarà l’accelerazione sull’addio definitivo alle tariffe minime che andrebbe a colpire innanzitutto notai e avvocati. Le resistenze, in questo campo, sono fortissime e i legali, in particolare, temono che i colpi di maglio della liberalizzazione possano condurre ad un progressivo disfacimento di una professione che già oggi appare sul punto di implodere (gli avvocati sono oltre 230 mila, un record europeo).
All’appuntamento con l’apertura del mercato potrebbero essere chiamati anche la rete di distribuzione del gas e quella dei carburanti, il settore postale (in modo da adempiere agli obblighi imposti da Bruxelles), la privatizzazione di istituti come l’Inail (che gestisce le assicurazioni sugli infortuni dei lavoratori) o la completa deregulation degli orari di apertura dei negozi.
Questi temi, già segnati sull’agenda di Mario Monti e Corrado Passera, trovano conforto nell’indice di liberalizzazione, con il quale l’istituto Bruno Leoni fotografa ogni anno lo stato dell’apertura del mercato alla concorrenza. Dall’ultima edizione emerge un quadro desolante per l’Italia che rispetto al resto d’Europa è ferina al palo dal 2009. Secondo l’ultimo report dell’Ibl, nella media degli ultimi cinque anni l’indice generale che misura il livello di apertura del mercato, è salito soltanto di due punti percentuali dal 47% al 49%.
Siamo a metà del guado rispetto a realtà come Svizzera, Regno Unito, Svezia, Spagna, Olanda e Irlanda. I settori nei quali il Bruno Leoni chiede interventi decisi sono proprio quelli che nell’indice hanno tassi di apertura molto lontani dai migliori Paesi europei. É il caso della Pubblica amministrazione che, fatto 100 il grado di apertura di un Paese virtuoso come il Regno Unito, naviga attorno al 39%. Il trasporto su ferro, ad esempio, non supera il 36% rispetto alla Svezia. In sofferenza, infine, il grado di apertura delle infrastrutture stradali (al 28% sulla Spagna) e dei servizi idrici che non vanno oltre il 19% se messi a confronto col Regno Unito.   Da La Repubblica, 21 novembre 2011

fonte: brunoleoni.com 21/11/2011

39 commenti

  1. E adesso quei quattro morti di sonno che ci hanno detto finora che “a noi non ci toccano” cosa avranno da dire?
    Per quel che mi riguarda sono pronto a scendere in piazza per difendere il mio lavoro.

  2. Sembra quasi che il giornalista di Repubblica abbia letto il Decreto Passera in anteprima…
    Vabbè ragazzi, vorrà dire che faremo un’altra Bersani. In bocca al lupo a tutti.

  3. Chi scrive certi articoli dimostra una certa ignoranza sul servizio taxi, nessuno dice mai ad esempio che nel caso di liberalizzazione del servizio si liberalizzerebbero automaticamente anche le tariffe con danno immediato per l’utenza…senza parlare del precariato che verrebbe a crearsi con autisti sottopagati da società in mano ai grandi gruppi economici, taxi al limite della decenza per pulizia, meccanica e carrozzeria….per non parlare di tutto l’indotto che gira intorno al nostro settore….quindi chiunque si deve render conto di non farsi gettare il fumo negli occhi dall’idea che la libealizzazione sia a favore dell’utente finale, ma serve solo a favorire l’ingresso nel nostro settore dei grossi gruppi economici che magari dopo qualche anno di mancato business si permetteranno anche di decretare lo stato di crisi e chiedere l’intervento dello stato pena il licenziamento di centinaia di autisti….meditate gente meditate!

  4. Beh, no, comunque qualsiasi decreto dovrà essere votato dal Parlamento, lì ci sono i politici. Vorrà dire che, invece di un’altra Bersani faremo un’Atene. Non c’è scelta, non ne va del nostro lavoro, ne va della nostra esistenza, è tutto ciò che abbiamo, è tutto ciò che siamo.

  5. vi faccio notare il passaggio in cui è scritto che vorrebbero aprire le tratte ferroviarie regionali a nuovi attori e dove bellamente si specifica che a questa apertura è interessata anche intesa san paolo. proprio la banca da cui proviene il neo ministro passera. capito l’arroganza di questa gentaglia? ti sbattono in faccia senza pudore la loro occupazione del potere. spero che qualcuno ora si metterà a berciare di conflitto d’interessi come si è fatto negli ultimi vent’anni per il signore del bunga bunga.
    quanto ai taxi, le lunghe code ai posteggi negli ultimi giorni parlano chiaro. non mi aspetto che valuteranno la situazione per quella che è davvero. ci hanno messo nel mirino e spareranno. proveremo, come è giusto, a parlare, a spiegarci. ma prepariamoci e essere respinti. e a quel punto spero che avremo le palle per reagire come si deve.

  6. pure io la vedo male ma molto male questa volta!!!!!!! sarà un disastro,ma pronti anche questa volta a scendere in piazza

  7. Vediamo che succede, nello stesso tempo spargiamo la voce nei posteggi! ************* ma non mollo!

  8. Beh se ci dessimo appuntamento in qualche posteggio ad una certa determinata ora non sarebbe male direi…così,x fare 4 chiacchiere

  9. Ognuno e responsabile di quello ke fa e ke dice io dico ke se distruggeranno la mia famiglia colpendo la mia licenza mi vedrete sui giornali e da li in poi metterete a fianco la mia sigla la mia prima pagina del corriere!!!!

  10. Io propongo di prendersi qualche giorno per valutare la situazione…..inuTile predisporre proteste di massa quando ancora non è chiaro se saremo inseriti tra le liberalizzazioni o meno, RICORDIAMOCI CHE ABBIAMO UNA NORMATIVA EUROPEA CHE CI TUTELA.
    I giornali spesso sparano articoli per vendere e senza avere fonti certe, questo non significa non stare con gli occhi aperti, nel caso succedesse l’irreparabile propongo di utilizzare il web (anche questo blog) per mettere in moto una serie di proteste civili, senza violenza ma che mirino a spiegare alla gente quella che è la nostra reatà….completamente diversa da quella che propineranno i mass-media……TUTTI UNITI POSSIAMO DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI….DIVISI DURIAMO MENO DI UNA FIAMMA DI CANDELA!

  11. Gianni4390 Taxi Firenze » Nessuna protesta nè di massa nè di qualcuno, qui si discute e ci si scambia idee e informazioni. per le eventuali proteste (civilmente e legalmente programmate) sono altri i soggetti a cui rivolgersi.

  12. giannifirenze, alla gente del mutuo che hai da pagare non gle ne frega una cippa…credimi, per loro puoi anche morire di fame..per il resto non voglio vivere di favole, ma l’articolo parla di indiscrezioni e finora non ho sentito nulla di certo dalle parole del governo in carica.comunque, oltre alla direttiva europea, c’è una sotto legge appena approvata che ci tutela e monti ha ribadito un paio di giorni fa che deve adoperarsi per rendere operativa la legge di stabilità del governo berlusconi.l’importante è non cedere ad allarmismi non ancora fondati e sopratutto rimane uniti..notte

  13. la repubblica da agosto ad oggi ne ha scritte molte di queste ”previsioni-indiscrezioni-opinioni”….e x fortuna ne ha sbagliate la maggior parte!!…che vada avanti cosi…

  14. nn si può dare per certa una cosa scritta da un giornalista qualsiasi….i giornali ci sn sempre stati contro guardate la frase prima di quella che parla di noi…parla proprio del motivo per cui siamo stati esclusi dalle liberalizzazioni non vi sembra un controsenso?????? magari poi una su mille la indovinano ma nn mi venite a dire che ne sa piu la repubblìca di monti !!!!!!!!!!!!!!i giornali basta che scrivono taxi e sn contenti cosi tutti i tassisti la vanno a comprare ma per me possono chiudere non comprerò piu un giornale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!TRANNE LA GAZZETTA!!!!!!!!!!!

  15. Forse è il caso di decidersi a fare tavoli comuni a livello europeo per la categoria. Il fatto che siamo in agitazione, per esempio, ci ha già fatto dimenticare che cosa è successo ai colleghi greci (io non so più un c….!!!). E invece noi siamo stati qui fino a ieri a fare distinguo tra Roma e Milano. Se attaccano uno attaccano tutti e tutti si deve reagire. Possibile che guardiamo non più in la del nostro ******(neanche più del nostro orto, che sembra già troppo lontano). Qui , spiace dirlo, ma ci sono colleghi che non vedono l’ora che riaprano alle doppie guide per piazzare il disoccupato che hanno in casa. Colleghi che hanno venduto sbandierando fanta attività mirabolanti e che ora aspettano come squali di rientrare a sbafo. Con tutto il rispetto per chi ha in famiglia qualche disoccupato (ce ne abbiamo tutti più o meno vicini) ma con che spirito posso immaginare che affronteremo un eventuale attacco. Ormai siamo al Gran Premio delle pezze al culo, l’Olimpiade dei morti di fame. Già con Albertini c’è stata la gara ad accaparrarsi le licenze (chissà che tresche!!!). Con Bersani sono arrivati i figli, cugini, nonni, affituari etc. Ci sono colleghi che si farebbero tappezzare la macchina di c… adesivi per 30 euro al mese. Dovessero fare manovre strane li vedo già con le pettorine pronti a buttarsi nel calderone. Tutta la famiglia in Taxi, EVVAI!!!!. Pensavo di comprare un’attività e invece ho preso un ente benefico, un agenzia di lavoro interinale. Io pago, qualcuno no (ma va bene lo stesso, bisogna essere solidali; a me in banca tutta sta solidarietà non l’hanno data). A parte tutto, confido in una scintilla che faccia esplodere la situazione (alla quale, se il caso ci accoderemo) e rimandi a casa il governo fantoccio che il nostro caro ********** ci ha imposto con un golpe degno delle dittature sudamericane anni ’70.

  16. Signori… e’ un articolo di giornale… e ben sappiamo da che parte sta questo quotidiano! Non e’ un disegno di legge ne un decreto legge. L’i***** che lo ha scritto crede che per farci concorrenza basterebbe aumentare i taxi in circolazione: questo dovrebbe gia’ farci capire con quale esemplare di lobotomizzato abbiamo a che fare! Una cortesia: non spargiamo nessuna voce nei posteggi… Grazie.

  17. Chi non vede la tempesta che arriva e’ in malafede oppure cieco, era lampante che con questi soggetti al governo la situazione si sarebbe fatta dura per noi, hanno sempre tuonato contro i taxi ma non avevano potere. Adesso possono agire e anche duramente con la scusa della crisi, noi possiamo solo combattere e, sopratutto, resistere

  18. daccordo civilmente ma quanto ti toccano lavoro e famiglia è dura stare tranquilli, sono quasi daccordo su tutto con rimini77 ovvio che se si protesta bisogna farlo con le dovute maniere!!!!!!!

  19. Caro Paolo io la macchina la tappezzo anche volentieri perché la considero un attrezzo da lavoro che, come tale devo sfruttare al massimo, malgrado questo la licenza l’ho comprata, non ho seconde guide e quando sara’ il momento mi vedrai in piazza ( o meglio in tangenziale/autostrada) a protestare, mi riconoscerai leggendo sulla fiancata Sierra96. Per tagliare corto, ti pregherei di non generalizzare, distinguendo un tassista da un’altro in base alla pubblicità che ha sull’Auto!

  20. Scipoereremo in smoking e tailleur!!!!! Signori, a memoria, non mi ricordo proteste fatte con le dovute maniere che abbiano sortito effetti. Non si va alla guerra civile *****, ma non possiamo neanche pensare di scuotere certi palazzi portandoci dietro le pattine per non sporcare!!!

  21. Signori, nel caso c’è poco da discutere e molto da fare. Strade, tangenziali e autostrade. Monti andrà in elicottero. Catricalà andrà ……

  22. @Paolo hai perfettamente ragione, lo vado ripetendo da tempo: siamo circondati, squali,vermi,corvi e avvoltoi, in tanti aspettano la nostra fine per spartirsi un pezzettino. Io spero che quella che sta arrivando sia la battaglia finale e se dovessimo vincerla nessuna Pieta’, (omissis)
    Nota del webmaster: Mi spiace, ma il resto non te lo passo!!!

  23. Non è un’accusa la pubblicità. È semplicemente una constatazione della scarsa abilità contrattuale, sempre portata al ribasso, che abbiamo come categoria. Al netto delle tasse gli portiamo in giro una pubblicità per tutta la città (e non solo) a cifre irrisorie. Piacerebbe sapere l’ATM quanto si fa pagare anche uno spazietto sui suoi mezzi. A certe cifre la macchina la riempirei di qualsiasi cosa anch’io. Ma a noi devono sempre offrire al ribasso. E noi, forse a volte, dovremmo declinare l’offerta e/o rialzare


  24. Anonimo:

    Non è un’accusa la pubblicità. È semplicemente una constatazione della scarsa abilità contrattuale, sempre portata al ribasso, che abbiamo come categoria. Al netto delle tasse gli portiamo in giro una pubblicità per tutta la città (e non solo) a cifre irrisorie. Piacerebbe sapere l’ATM quanto si fa pagare anche uno spazietto sui suoi mezzi. A certe cifre la macchina la riempirei di qualsiasi cosa anch’io. Ma a noi devono sempre offrire al ribasso. E noi, forse a volte, dovremmo declinare l’offerta e/o rialzare

    esatto,e’ il volgar monile dell’operazione che si discute,non il fatto in se’!

  25. massima ragione a paolo. da qualche parte sta scritto che c’è un momento per tutto. ripeto: prima di tutto il dialogo e la civiltà. ma se poi nessuno ti ascolta? però nessuno dimentichi che la resistenza costa tanto denaro, fatica, amarezze e l’esito è sempre incerto. per quanto mi riguarda sono pronto a stare fermo mesi, se serve. ma come risolviamo il problema di chi non può? perché poi al governo lo sanno che una categoria come la nostra non regge compatta uno sciopero lungo e non appena perdiamo pezzi siamo fottuti.

  26. Vogliono INPS, tasse, INAIL, canoni radiotaxi e quote associative. Tutti questi aspetteranno, in ***** ci sono priorità. Tu mi togli l’aria e io smetto per un po’ di respirare. Se mi vuoi morto io faró qualunque cosa per sopravvivere….che sia civile o no arrivati a un certo punto mi importa poco

  27. purtroppo saremo inseriti nel decreto monti del 5 dicembre prossimo .
    tutto ciò dovuto al fatto che si vuole creare un
    numero x di posti di lavoro.
    la concorrenza non ha nulla a che vedere.
    siamo arrivati alla madre di tutte le battaglie.
    e 20anni che ogni 2×3 sento parlare dei taxi liberalizzati.
    non se ne può più.
    Questa volta saremo molto ma molto piu duri dei taxisti greci.
    mastrolindo

  28. Mastrolindo—- Se sarà come dici speriamo di vedere tutti, ma proprio tutti, i colleghi in piazza a protestare. Succederà se capiranno che si rischia di morire di fame…

  29. ho già detto che questa è la madre di tutte le battaglie.
    non ci sono se nè ma, una vita di lavoro per trovarci con un pugno di c….a in mano.
    E le migliaia di giovani che si stanno pagando la licenza?
    Dopo i quanto è successo in grecia da parte dei taxisti, tre funzionari europei si sono recati in loco,
    e riferiscono alla commissione europea che probabilmente non è il caso di liberalizzare.
    Quando si stà perdendo tutto credetemi le consequenze sono inimmaginabili.
    Questione di qualche giorno, poi sapranno di che pasta sono fatti i taxisti.
    Di questo non ho dubbi
    Mastrolindo milano

  30. Mastrolindo piano a dire che saremo inseriti sicuramente nell manovra del 5/12….se non si hanno fonti certe io andrei più cauto. Di certo potremmo rientrare ma se non erro di taxi nessuno ha mai parlato sinora (a parte qualche pseudo giornalista), ma ciccia non ne vedo.
    Io pure sono preoccupato però caspita abbiamo tutto il tempo per essere catastrofisti! Io a oggi ho sentito parlare di pensioni, aumento aliquote irpef, tassa sui beni di lusso e forse sulle 2 e 3 case. Liberalizzazioni si ma non nello specifico. Aspettiamo lunedi dai!

  31. d’accordo con andrea siamo i primi noi a metterci ansia….la repubblica è una vita che ce la gufa neanche fossimo i suoi piu’ grandi nemici aspettiamo a parlare che qua per ora nessuno ci ha nemmeno preso in considerazione

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