Taxi-tax: un confronto fiscale tra le capitali straniere

evasore parassitaUno strano articolo si legge sul sito nuovofiscooggi.it con data 5 Agosto, ma il motore di ricerca Google l’ha indicizzato solo oggi, fatto piuttosto strano che indica due possibilità: il sito in questione è gestito in modo sprovveduto (molto strano), oppure l’articolo è stato immesso ieri con una data antecedente (più probabile). Lasciamo le dissertazioni tecniche e torniamo al testo in questione: si dice che le ricevute dei taxi siano equiparabili alla carta del formaggio, quindi alludendo velatamente al fatto che i tassisti siano evasori fiscali (guardate qui cosa pubblicizza in anteprima nazionale il sito) e cioè “parassiti sociali” si butta a fondo pagina la famosa tabella farlocca della UBS del 2009. Capito il giro del fumo?


Le ricevute dei taxi hanno valore fiscale soltanto in alcuni Stati mentre in altri sono equiparabili agli scontrini dei pedaggi

Il “tassametro” installato sui taxi  deve il suo nome al composto di “taxa” e “metro” dove “taxa” non indica la “tassa” bensì il verbo “percorrere”, dal tedesco (über) taxen. Tassametro, pertanto, indica la “l’importo del percorso” al netto di eventuali supplementi che l’utente deve pagare (importo composto da una parte fissa – costituita dallo “scatto bandiera” o “scatto partenza” – e una parte variabile, in funzione del tragitto percorso, costituita dal costo al chilometro oppure dal costo orario). In linea generale, il servizio reso dai taxi svolge una funzione complementare e integrativa a quella dei servizi pubblici di linea.
Tale attività, pertanto, è prevista per provvedere al trasporto collettivo o individuale di persone ed è, quindi, diretta a concorrere sul piano tariffario ai prezzi dei bus, tram e metropolitane (per i quali, occorre rammentare, il biglietto vale a tutti gli effetti come scontrino fiscale).

Tariffazione disomogenea
Le tariffe taxi sono disposte dai singoli Comuni dei singoli Stati per cui la “tassazione” e le condizioni di trasporto (che devono essere esposte all’interno dell’autovettura) possono variare in ragione della città (non essendoci una omogeneizzazione nemmeno sul medesimo territorio nazionale). Differente è, quindi, anche il meccanismo di tassazione fiscale del servizio (svolto da imprese private in forma cooperativa o individuale e comunque a conduzione diretta da parte del titolare della licenza) ovvero la natura giuridica del titolo di viaggio rilasciato che per alcuni (confronta Barcellona, Praga o Atene) ha valore fiscale a tutti gli effetti mentre per altri (Roma, Parigi o Berlino) è privo di qualsiasi elemento tipico di un documento civilisticamente e fiscalmente probante (quale il percorso effettuato, il numero del taxi, la somma pagata, l’orario di effettuazione del servizio).
 
Disposizioni fiscali in alcuni Stati europei
Ai fini fiscali, quindi, occorre rilevare che le ricevute dei taxi italiani sono equiparabili agli scontrini dei pedaggi. Pertanto, non hanno una specifica valenza fiscale – diversamente da quanto accade all’estero. Ad esempio, il tassista che esercita l’attività a Praga ovvero ad Atene o Barcellona è obbligato a rilasciare il titolo che ha valore fiscale. In particolare, lo scontrino deve contenere il numero della licenza e i dati del tassista per il riconoscimento, l’orario, il costo e i chilometri effettuati per constatare la regolarità della corsa (inizio e fine del tragitto). L’utente che desidera portare in deduzione questo tipo di servizio può quindi presentare tale documento.
 
Il caso Italia
Le disposizioni italiane, in materia fiscale, diversamente, dispongono che le prestazioni di trasporto urbano di persone effettuate mediante veicoli da piazza o altri mezzi di trasporto abilitati a eseguire servizi di trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare sono esenti da Iva (articolo 10, n. 14, del D.P.R. n. 633/1972) e, a partire dall’8 giugno 1994, gli operatori sono esonerati dall’obbligo di rilascio della ricevuta fiscale (articolo 1, D.M. 29 luglio 1994).
Si considerano urbani i trasporti effettuati nel territorio di un comune o tra Comuni non distanti tra loro oltre 50 Km. Fuori dai casi citati le prestazioni di trasporto sono tassate con aliquota Iva pari al 10%.
L’articolo 2, comma1, lettera l), del Dpr n. 696/1996 (recante regolamento recante norme per la semplificazione degli obblighi di certificazione dei corrispettivi), altresì, dispone che non sono soggette all’obbligo di emissione di scontrino fiscale e di ricevuta fiscale le prestazioni di trasporto rese a mezzo servizio di taxi. Pertanto, il tassista è tenuto a emettere la fattura fiscale se la richiesta proveniente dal cliente è formulata non oltre il momento di effettuazione (ultimazione) della prestazione del servizio. Diversamente, non è tenuto a emettere la ricevuta fiscale, in quanto il trasporto a mezzo taxi è una operazione esente.
Di conseguenza la fattura può essere rilasciata contestualmente alla richiesta del cliente ovvero spedita oppure consegnata entro le ore 24 del giorno di effettuazione dell’operazione.La richiesta della fattura può essere fatta anche per i trasporti urbani.
L’articolo 6, commi 1,2 e 4, del decreto legislativo n. 471/1997 dispone poi che il tassista che si rifiuti di emettere, a richiesta del cliente, la fattura fiscale incorre nella sanzione amministrativa.
 
Rapporto mondiale USB
Circa la comparazione delle tariffe è possibile confrontare differenti documenti che analizzano il costo medio della tassazione delle corse taxi. Al riguardo si possono citare il “costo di cittadinanza nelle città metropolitane d’Italia” (2010) del MISE, o il "Priceoftravel.com Cost of a 3-kilometer ride in April” (2011) o, ancora, il rapporto triennale dell’Unione Banche Svizzere che, sebbene sia aggiornato all’agosto 2009, confronta, tra gli altri, il costo medio di una corsa taxi (sul punto cfr. pagina 20). Infine, il portale offre un servizio di calcolo gratuito del costo medio del tragitto da percorrere selezionando il luogo di partenza, la destinazione e la nazione.
 
Un utile confronto tra capitali europee
Ciò premesso, lo studio “Prezzi e Salari 2009” dell’UBS mette a confronto il costo di una corsa di 5 km in dollari americani eseguita all’interno della città.
Prendendo come parametro di riferimento la tassa taxi media di Roma (11.46$) è possibile osservare che, in ordine decrescente, fra le principali città europee la capitale italiana si attesta dopo Ginevra (24.71$), Zurigo (22.54$),Lussemburgo (21.57$), Amsterdam (19.61%), Vienna (19.18$), Stoccolma (17.96$), Copenaghen (17.28$), Londra (17.09$), Oslo (16.65$), Parigi (15.69$), Dublino (15.57$), Helsinki (15.47$), Francoforte (15.36$), Bruxelles (15.32$), Lione (14.82$), Monaco (14.34$) e Milano (12.64$).
La taxi tax romana risulterebbe, invece, più costosa di Praga (9.61$), Lubiana (9.30$), Lisbona (8.50$), Riga(7.39$), Budapest (7.32$), Bratislava (6.97$), Tallin (5.08$), Atene (3.90$), Sofia (3.79$), Vilnius (3.57$), Bucarest (3.36$) e Varsavia (2.93$).Più o meno uguale l’importo di Nicosia (11.80$), Berlino (11.77$), Barcellona (11.53$) e Madrid (11.33$)
 
Capitali non europee
Relativamente alle tariffe rilevate nelle altre capitali del mondo si segnalano Auckland (11.07$), Bangkok (2.24$), Beijing (2.78$), Bogotà (1.38$), Buenos Aires (5.92$), Cairo (1.60$), Caracas (6.99$), Chicago (11.63$), Delhi (1.63$), Doha (3.69$), Dubai (4,27$), Hong Kong (5.29$), Istanbul (6.05$), Jakarta (2.11$), Johannesburg (2.12$), Kiev (4.23$), Kuala Lumpur (2.18$), Lima (4.42$), Los Angeles (17.52$), Manama (10.61$), Manila (2.17$), Mexico City (2.30$), Miami (21.23$), Montreal (8.18$), Moscow (8.20$), Mumbai (1.37$), Nairobi (5.40$), New York (10.25$), Rio de Janeiro (4.14$), Santiago de Chile (3.66$), Sao Paulo (7.06$), Seoul (2.99$), Shanghai (2.24$), Singapore (5.41$), Sydney (8.68$), Taipei (4.91$), Tel Aviv (10.19$), Tokyo (12.28$), Toronto (11.61$).
Boris Bivona
pubblicato Venerdì 5 Agosto 2011

fonte: nuovofiscooggi.it

6 commenti

  1. …..dei bus, tram e metropolitane (per i quali, occorre rammentare, il biglietto vale a tutti gli effetti come scontrino fiscale).

    Balle allora se io alle fermate raccolgo 10 biglietti usati del tram li di porto in detrazione secondo questi valgono fiscalmente!!?
    Se non ricordo male se vuoi la ricevuta la chiedi ad ATM e credo valga solo per gli abbonamenti..
    Non vorrei sbagliarmi.

    Poi visto che sono così precisi si sono DIMENTICATI di di dire che se vuoi la fattura il cliente deve pagare 1,81 euro di bollo per fattura esente IVA.
    Che su una corsa di 8 euro vale ben il 23% in più.
    Attenzione per i non addetti ai lavori 8 euro è il prezzo medio di una corsa!!!
    In questo periodo una GRAN BELLA corsa.

  2. Mi devono spiegare come si puo’ mettere sullo stesso piano le tariffe di questi Stati e Citta’ cosi’ diverse tra loro e con diversi costi di gestione primo fra tutti il carburante.Una cosa e’ certa di sicuro non siamo dei Parassiti…

  3. Chiaramente e’ solo FUMO per l’opinione Pubblica,questo è il motivo che la nostra arma migliore deve essere una CONTROINFORMAZIONE precisa e puntuale per sbugiardarli…… siete d’accordo?

  4. Sarò Bastian Contrario, ma a me questo articolo sembra scritto in maniera abbastanza onesta!
    Non ho capito perchè la tabella UBS sarebbe farlocca: non ho confrontato i dati riportati con quella originale del sito UBS (che ho salvato da qualche parte…), ma quella riportata qui dimostra solamente che le tariffe taxi italiane (Milano e Roma) sono tra le più basse in assoluto tra i paesi europei (e non) con un costo della vita equiparabile a quello italiano (certo potevano scrivere “tariffe taxi”, invece che “taxi-tax”, sarebbero stati più chiari).
    Non riporta niente di falso: l’impressione è che, invece di sottolineare una presunta volontà “evasiva” dei taxisti italiani, voglia portare all’attenzione dei cittadini (soprattutto di chi usa il taxi) che in Italia le spese sostenute per il servizio non sono deducibili, mentre all’estero, in alcuni casi, lo sono.
    Mi sembra che, riportando tutti i corretti riferimenti di legge, si sottintenda che il taxista, rilasciando la ricevuta che rilascia, stia coerentemente rispettando le leggi italiane, nulla di più (come infatti E’).
    PS “locale”
    a Bologna, fino a poco tempo fa, avevamo in dotazione, per i clienti che la richiedessero, solo la tipica ricevuta compilabile a mano con i campi data-n.taxi-importo-percorso-firma.
    I tipici campi compilati erano quelli n.taxi-importo-firma, lasciando perdere la data (molti clienti ti chiedevano di ricompilarne per favore un’altra, senza data, sa com’è…), e il percorso (perchè 1-a tutti i clienti interessa solo scendere dal taxi il prima possibile e 2-provate voi a scrivere “ospedalesantorsolapadiglione5-aeroportoGMarconi” su uno spazio di 4cm).
    Da quando il nuovo radiotaxi ti stampa la ricevuta -modello scontrino, moolto più professionale 🙂 – molti ti chiedono se, invece che quella, gli puoi compilare quella a mano vecchio stile!
    Sapete perchè: perchè la nuova è più bella a vedersi, ha la data della corsa, il n.del taxi, l’importo totale e la specifica dei supplementi e delle eventuali mance, l’orario di inizio corsa e quello di fine corsa, la/le tariffa/e usate dal tassametro durante la corsa, i km totali percorsi, il luogo d’inizio e di fine (riconosciuti mediante GPS integrato), i ringraziamenti della cooperativa per aver scelto proprio una sua auto, il numero radiotaxi se ti serve un’altro taxi, però…
    tra tutte queste fantastiche cose riporta anche la dicitura
    NON VALIDO AI FINI FISCALI
    dicitura che, invece, la vecchia ricevuta fatta a mano su di un foglietto di carta riclata non ha!!
    Questo mi porta a pensare che, in Italia, la ricevuta dei taxi (almeno quella vecchio stile, che poi è ancora l’attuale stile in molti casi, anche a Bologna) sia DEDUCIBILE, sempre se compilata in tutti i suoi campi.

  5. mah sinceramente non so se siamo i meno cari d’europa,qualche dubbio mi viene,in Spagna fai dei giri lunghissimi e il tassametro non arriva a 10 euro,in primavera ero vicino Londra e l’hotel mi ha chiamato un taxi per la stazione,non è arrivato il classico taxi che mi aspettavo ma un tizio,arabo, con un van sgangherato ma dotato di regolare tassametro e lui aveva affissa una licenza,penso siano una specie di semi-taxi beh alla fine della corsa il prezzo non era neanche di 5 sterline

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