Roma, in arrivo 2000 NCC in più? Aloisi a RC: ecco come stanno le cose

radiocolonna.it Noleggiatori con conducente che si sfregano le mani vedendo un futuro roseo davanti ai propri occhi e tassisti inferociti che si leccano le ferite e promettono battaglia. È questa la sintesi degli ultimi giorni di cronaca sul tema delle nuove autorizzazioni NCC che dovrebbero arrivare prossimamente nella Capitale. Come racconta il Messaggero, in vista del Giubileo il Campidoglio avrebbe intenzione di triplicare il numero di titoli autorizzativi presenti a Roma passando dagli attuali 953 a circa 3000.

Un’eventualità che, accanto al rilascio di mille licenze taxi, rappresenterebbe una rivoluzione copernicana nel trasporto pubblico non di linea della Capitale, cambiando il rapporto di forza tra il mondo taxi e quello dei noleggiatori e rischiando di aumentare la conflittualità – già alle stelle – che esiste tra le due categorie. Ma la situazione è molto più complessa di quella descritta dalla sintesi brutale dell’incipit, perché la palla che ha in mano l’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri deve prima passare dal Ministero dei trasporti e dal Governo nazionale. A spiegare questa situazione intricata a Radiocolonna è Giulio Aloisi, imprenditore e dirigente Antitrav-NCC che racconta le insidie per i noleggiatori in questa fase cruciale per tutta la categoria.

“Il Comune di Roma può fare i bando quando vuole, ma per il rilascio è necessario che venga sbloccato il Registro Elettronico Nazionale per il trasporto e il rischio è che nei decreti attuativi possano comparire delle novità che nuocciano alla nostra categoria e che piacciano viceversa ai tassisti – spiega Aloisi a Radiocolonna – faccio riferimento soprattutto al foglio di servizio vidimato e compilato, una novità assolutamente inapplicabile perché lesiva della privacy del cliente. Si tratta di una schedatura vera e propria in cui si riportano le generalità dei clienti e il luogo in cui vengono portati, una violazione della privacy su cui s’è espressa in modo chiaro anche l’Europa”.

Aloisi crede che le lungaggini e gli intoppi politici e burocratici non tengano conto delle tempistiche del turismo, linfa vitale per il trasporto pubblico non di linea.

“II noleggiatori da anni si trovano ad affrontare un aumento del turismo con poche risorse. Pur ammettendo che l’impasse si sblocchi e che a giugno arrivi questo bando, le prime novità concrete si inizieranno a vedere solo nel 2025. Tradotto: nella prossima stagione turistica romana nessun problema di mobilità sarà stato risolto e l’unico palliativo potrebbe essere il rilascio di titoli temporanei stagionali da parte del Campidoglio – spiega – tante grandi agenzie turistiche internazionali stanno si stanno spostando da Roma verso altre mete e verrebbe quasi da pensare che l’ostruzionismo sul tpl non di linea sia un modo per mettere in cattiva luce l’amministrazione politica di una città, Roma, che ha un colore politico diverso da quello dell’attuale governo. C’è una cosa che accomuna gli NCC italiani con il Governo – conclude Aloisi – ovvero che entrambi sono ostaggi del mondo taxi. Il decreto Asset di Salvini per i taxi è a mio avviso scandaloso, perché invece di mettere a registro fiscalmente i tassisti gli viene dato un premio derivante dalla vendita delle nuove licenze”.