Roma, tariffe differenziate per i taxi? Ora è possibile modulare gli aumenti in base al servizio

roma.corriere.it Invece di una maggiorazione orizzontale, i rincari potrebbero essere tarati in base alle fasce orarie di maggior traffico. I conducenti delle auto bianche, però, dovrebbero condividere i dati registrati dalle centrali e dalle app. Le tariffe del servizio dei taxi romani sono state riviste l’ultima volta nel 2011. Sono passati 12 anni e soprattutto negli ultimi anni l’inflazione ha picchiato forte, oltre all’aumento di una serie di costi che tutti registriamo.

È quindi logico che i rappresentanti dei tassisti romani richiedano nella trattativa in corso con Roma Capitale anche un adeguamento tariffario. Fermo restando che il primo punto rimane quello di un abbondante aumento delle licenze di esercizio.

I parametri che si potrebbero utilizzare
Detto questo un adeguamento può essere fatto in vari modi. Quello tradizionale e secondo me ormai insufficiente prevede solitamente per la maggior parte un aumento uguale per tutti e per tutti i servizi. Sarebbe invece utile e cambierebbe molte cose modulare gli aumenti in relazione alle condizioni del servizio. Oggi siamo in grado grazie alle diverse tecnologie di conoscere esattamente l’andamento del servizio. Le ore e i luoghi di maggiore o minore richiesta. Gli affollamenti e i tempi morti. Perché allora non modulare le tariffe in modo tale da incentivare l’offerta di taxi quando e dove si registra una maggiore domanda di servizio? Perché una corsa alle 12 di mattina deve essere pagata come una alle 8 di sera?

Gli algoritmi regolano automaticamente il livello dei prezzi
Un principio di tariffe differenziate funziona già per il festivo e il notturno, ma esso premia il disagio e non l’affollamento. Modulare invece le tariffe servirebbe a far incontrare meglio domanda ed offerta. In altri servizi vi sono algoritmi che regolano automaticamente il livello dei prezzi. Può essere fatto in questo modo o attraverso la definizione di fasce orarie prestabilite sulla base dei dati storici. Probabilmente più semplice e trasparente il secondo sistema.

Garantire l’accesso condiviso ai dati
Contemporaneamente però le organizzazioni dei tassisti devono mettere a disposizione «on line», vale a dire garantendo l’accesso condiviso all’Autorità dei servizi pubblici, tutti i dati registrati dalle loro centrali e dalle app collegate. Andamento della domanda e dell’offerta, tempi d’attesa, luoghi di svolgimento del servizio. Trattandosi di servizio pubblico è il minimo indispensabile per vedere come stanno esattamente le cose in tempo reale.

[Nota di Taxistory: sembra un articolo scritto a comando per far piacere alla nota multinazionale]