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Come cambiano trasporti e mobilità a Roma (taxi rossi inclusi)

insideevs.it La storia dell’auto non è di certo millenaria come quella di Roma, anche se gli anni alle spalle sono già tanti. In ben oltre un secolo di vita, però, le quattro ruote non hanno mai vissuto un cambiamento come quello di oggi, che vede il motore a combustione prepararsi a lasciare le strade in eredità alle batterie. Anche per una città eterna è quindi il momento di adattarsi. Di questo cambiamento, che trasformerà la Capitale per l’ennesima volta, abbiamo parlato con Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità di Roma Capitale, durante gli Electric Days 2022, seconda edizione dell’evento sulla transizione organizzato da InsideEVs e Motor1.com Italia in collaborazione con Ansa, Wired e Vanity Fair.

Roma come Londra
“Alcune città, come Londra e Parigi, hanno saputo coniugare il passato con il presente e il futuro. Roma non ha avuto questa capacità, ma dobbiamo lavorare per andare in quella direzione”, è la summa degli obiettivi di Patanè, il cui intervento è disponibile nel video in cima alla pagina in forma integrale. Secondo l’assessore, uno dei prossimi passi è dare alla Capitale una sua identità, visibile non più “solo” nell’arte e nell’architettura, ma anche in chiave più moderna. Proprio come quella che si vede sulle sponde del Tamigi: “Londra – spiega – ha dei suoi asset e uno di questi è il cab”, cioè l’inconfondibile taxi londinese (diventato anche elettrico). Obiettivo di Patanè è portare un qualcosa di simile anche a Roma, ma con delle sue “specificità”: “Deve essere elettrico e utilizzabile dai disabili”. E poi, continua, dovrebbe avere una sua “riconoscibilità”. Una caratteristica che andrebbe incontro agli stessi tassisti, perché c’è un fenomeno di “abusivismo importante e i taxi sono la porta della città”. Quale elemento risponderà alla missione? Il colore, uguale al rosso degli autobus. L’assessore aspetta solo il necessario via libera del Ministero.

Problema culturale
Durante l’intervista, Patanè affronta, fra gli altri, anche quello che lui chiama “un problema culturale” di Roma: “Dobbiamo smarcarci da una visione ‘autocentrica’, dimostrata dal fatto che il numero di veicoli in città ha superato quello delle patenti. Le vetture sono entrate culturalmente nelle nostre teste e hanno occupato tutte le strade”. Come risolvere? “Il punto è tentare il disincentivo all’uso dell’auto privata e incentivare l’utilizzo dei trasporti pubblici e dello sharing per diminuire il numero di vetture in proprietà”. Per vedere l’intervento completo, fate click sul video in alto.

 

 

 

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