Esprimiamo grande soddisfazione e ci complimentiamo con i colleghi fiorentini che hanno visto riconoscere il loro interesse diretto, concreto e attuale rispetto ai documenti relativi agli accessi nel territorio comunale di ncc di fuori comune richiesti all’amministrazione comunale.
Nel caso di specie l’interesse è dato dal collegamento di detti atti con la particolare aspettativa di lavoro dei conducenti di taxi e con le connesse esigenze concorrenziali rispetto alle autovetture che rendono il servizio di noleggio con conducente.
Lo stesso processo che abbiamo costruito sul territorio di Roma Capitale attraverso l’articolo 29 del Regolamento Capitolino.
Articolo da noi sostenuto tanto da aver proclamato una giornata di sciopero, che abbiamo difeso insieme a Roma Capitale sia al TAR Lazio che in Consiglio di Stato e che ora pretendiamo venga messo in atto cancellando per sempre le vergognose liste bianche annuali per l’ accesso nel territorio di Roma Capitale.
Questo, di concerto con quanto sentenziato dalla Corte Costituzionale con il provvedimento n. 56 del 2020 che stabilisce che i noleggi debbono operare prevalentemente nel territorio del Comune che ha rilasciato l’autorizzazione, sarà determinante per dimostrare e combattere quello che è sotto gli occhi di tutti.
Come sempre mentre altri a Roma insultano e perseguo strade da noi aperte anni fa come fossero dei novelli Magellano, noi andiamo avanti e abbiamo concretamente indicato la strada per i colleghi di tutta Italia.
Complimenti ai colleghi fiorentini.
Direttivo Ass. tutela Legale Taxi.
https://www.firenzetoday.it/cronaca/sentenza-consiglio-di-stato-taxi-ncc.html
Di seguito un approfondimento e una spiegazione ad opera di Gemini:
Ecco un approfondimento dettagliato del comunicato.
Il testo celebra una vittoria strategica su due fronti: uno giuridico (l’accesso ai dati degli NCC) e uno normativo (il controllo degli ingressi in città), rivendicando la primogenitura di queste battaglie contro altre sigle sindacali.
1. Il “Caso Firenze”: Tassisti come “controllori”
Il comunicato si riferisce a un orientamento giurisprudenziale (confermato dal Consiglio di Stato) che ha riconosciuto ai tassisti un interesse diretto e qualificato a vedere gli atti amministrativi riguardanti gli NCC.
Cosa significa: Normalmente, un privato non può chiedere al Comune “fammi vedere i permessi del mio concorrente”. In questo caso, invece, i giudici hanno stabilito che, poiché il numero di licenze è contingentato per legge per proteggere il servizio pubblico, i tassisti hanno il diritto di accedere ai dati degli ingressi ZTL degli NCC di altri comuni per verificare che non stiano svolgendo un’attività abusiva o irregolare (es. operando stabilmente a Firenze con una licenza presa in un paesino della Calabria).
Il precedente: Questo si collega a decisioni recenti (come la sentenza del TAR Toscana e successive conferme del Consiglio di Stato, ad esempio la n. 9886/2023 o similari di quel periodo) dove si afferma che i tassisti non sono semplici concorrenti, ma titolari di un servizio pubblico che va tutelato da chi opera in modo sleale.
2. L’Articolo 29 e la battaglia su Roma (“Liste Bianche”)
Il riferimento è al Regolamento Capitolino per gli autoservizi pubblici non di linea. L’articolo 29 è lo strumento che il Comune di Roma ha adottato per arginare il fenomeno degli NCC “falsi” (che prendono la licenza fuori ma lavorano solo a Roma).
Il problema delle “Liste Bianche”: Fino a poco tempo fa, gli NCC di altri comuni potevano iscriversi a liste annuali (le “white list”) per entrare liberamente nella ZTL di Roma. Questo, secondo i tassisti, rendeva impossibile i controlli: una volta in lista, l’NCC entrava e usciva senza dover giustificare ogni singolo servizio.
Cosa chiede il sindacato: L’applicazione rigida dell’art. 29 prevede che ogni singolo ingresso debba essere comunicato e giustificato (con una piattaforma digitale), cancellando i permessi permanenti. Questo renderebbe tracciabile se un NCC di un altro comune lavora prevalentemente a Roma, violando la legge.
3. La Sentenza della Corte Costituzionale n. 56 del 2020
Il comunicato cita questa sentenza come pietra miliare.
Cosa dice la sentenza: La Consulta ha dichiarato incostituzionale l’obbligo per gli NCC di rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio (ritenendolo troppo gravoso), MA ha ribadito con forza il vincolo territoriale. Ha confermato che l’attività dell’NCC deve avere un legame effettivo con il comune che ha rilasciato la licenza.
L’interpretazione del sindacato: I tassisti usano questa sentenza per dire: “La Corte ha detto che non dovete tornare in garage ogni volta, ma ha anche detto che dovete operare prevalentemente nel vostro comune”. Incrociando i dati degli accessi (punto 1) con questo principio (punto 3), vogliono dimostrare l’abusivismo di chi sta sempre a Roma o Firenze.
