sortiraparis.com Nel mezzo delle proteste contro la riforma del trasporto sanitario, i taxi continuano la loro mobilitazione venerdì 23 maggio, causando disagi a Parigi e nelle regioni, in particolare alla Gare de Lyon. Sabato è previsto un incontro decisivo con François Bayrou al Ministero dei Trasporti.
Venerdì 23 maggio i tassisti si sono arrabbiati per la quinta volta. Dopo una serie di blocchi a Parigi e nella regione dell’Ile-de-France, così come in altre parti della Francia, i tassisti continuano a protestare contro il nuovo accordo sul trasporto dei pazienti. Mentre le azioni sul campo continuano, è stata annunciata una riunione di governo per sabato 24 maggio con il Primo Ministro François Bayrou.
Interruzioni a Parigi e nella regione dell’Île-de-France
Taxi in sciopero: gli automobilisti e gli utenti dei trasporti dovranno probabilmente affrontare ulteriori problemi di traffico questo venerdì. A Parigi, gli autisti hanno in programma di bloccare le stazioni e rallentare diverse strade principali, in particolare sui grandi viali. Giovedì il Boulevard Raspail era già paralizzato, così come l’accesso all’aeroporto Charles-de-Gaulle, dove è stato istituito un blocco stradale.
Questo venerdì i tassisti stanno paralizzando l’area intorno alla Gare de Lyon. Circa quaranta taxi stanno bloccando i prelievi alla stazione di Parigi. Il blocco è stato effettuato congiuntamente da autisti parigini e savoiardi a partire dalle 9 del mattino.
Le proteste si stanno estendendo anche alla regione dell’Île-de-France, con blocchi mirati che potrebbero interessare le aree intorno agli ospedali e alle strade principali. Le autorità temono che il movimento possa crescere se l’incontro di sabato non produrrà soluzioni concrete.
Mobilitazione nazionale persistente
Da lunedì i tassisti manifestano contro la riforma del trasporto sanitario che mira a razionalizzare l’impennata della spesa per la previdenza sociale (6,74 miliardi di euro entro il 2024). Nel mirino: l’espansione del trasporto condiviso e la revisione delle tariffe, che potrebbe avere un forte impatto sul loro reddito.
Giovedì 22 maggio sono stati mobilitati quasi 1.700 taxi in tutta la Francia, di cui 960 a Parigi, secondo la prefettura. Sono stati segnalati raduni anche a Pau, la città di François Bayrou, e a Marsiglia, dove il movimento continua questo venerdì. Le operazioni di escargot si stanno svolgendo sulla A36 tra Belfort e Besançon e in diversi punti chiave della regione Bouches-du-Rhône.
Incontro ad alta pressione con François Bayrou
In risposta a queste pressioni, il governo ha annunciato una riunione interministeriale per sabato 24 maggio presso il Ministero dei Trasporti, alla quale parteciperà il Primo Ministro François Bayrou. Secondo l’entourage di Bayrou, egli “aprirà” l’incontro con i rappresentanti dell’industria, che si sono mobilitati negli ultimi cinque giorni.
I sindacati dei taxi sperano di fare progressi significativi. “Se sabato non otterremo qualcosa di concreto, ci aspetta un lungo periodo”, avverte Rachid Boudjema, presidente del Sindacato nazionale dei taxi. L’esecutivo sta quindi giocando una partita delicata: rispondere alla rabbia senza abbandonare la riforma.
Una riforma difesa dall’Assurance maladie
Da parte sua, l’Assurance maladie cerca di rassicurare. Il suo direttore generale, Thomas Fatôme, afferma a Le Parisien che la riforma andrà a vantaggio della maggior parte degli automobilisti, grazie a una tassa unificata (13 euro ovunque, 28 nelle grandi città) e a un minor numero di corse a vuoto. Aggiunge che la porta rimane aperta agli aggiustamenti, pur difendendo la necessità di rendere il sistema più sostenibile.
Verso un weekend di tensione
Alla vigilia dell’incontro, la mobilitazione rimane forte, soprattutto nei grandi agglomerati urbani. Secondo i sindacati, la situazione a Parigi potrebbe peggiorare se non si raggiunge un compromesso. Gli utenti sono quindi invitati a prevedere possibili disagi, in particolare nelle stazioni, negli aeroporti e negli ospedali.
