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Area B a Milano, la protesta per i nuovi divieti: “Costretti ai turni di notte 350 taxi”. Critiche anche da artigiani e bus turistici

milano.repubblica.it Chi chiede di posticipare ancora per un altro anno i nuovi divieti. Chi sollecita il Comune per avere una deroga. Chi punta persino il dito contro la legittimità della misura, minacciando di sollevare la questione davanti al governo. Le proteste contro la nuova fase di Area B non coinvolgono solo i cittadini. Anche alcune associazioni di categoria si vedono penalizzate dai divieti che da lunedì impediranno l’ingresso nella grande Ztl ai mezzi Euro 2 benzina e agli Euro 4 e 5 diesel.

È il sistema dei trasporti a subire le maggiori limitazioni. I tassisti, infatti, sono stati tra i primi a sollevare la questione. “A Milano sono circa 350 i mezzi che sono colpiti dalle limitazioni di Area B – spiega Paolo Gagliardi, delegato dell’Unione artigiani di Milano -. Non capiamo perché per alcune categorie il Comune ha previsto delle deroghe, mentre per noi no. Siamo considerati un servizio pubblico solo quando è comodo”. Molte delle auto bianche che non rispettano i limiti imposti da Area B, non rinunceranno per questo a lavorare nell’attesa di sostituire il veicolo. “Molti faranno i turni di notte, quando le telecamere di Area B sono spente”, spiega Gagliardi. Infatti, la Ztl è in vigore fino alle 19,30, orario oltre il quale le automobili inquinanti possono riprendere a circolare all’interno della città.

Il portavoce dei tassisti mette sul tavolo anche il problema della difficoltà a sostituire i veicoli inquinanti entro un tempo ragionevole. “Non hanno tenuto conto – spiega – che in questo momento occorre più di un anno per entrare in possesso di un nuovo veicolo: i tempi di consegna sono infiniti. I tassisti saranno molto in difficoltà”.

Sullo stesso punto batte Marco Accornero, segretario dell’Unione artigiani Milano Monza e Brianza. A essere colpiti tra gli artigiani sono alcune categorie specifiche: “gli artigiani che utilizzano il mezzo per lavorare come gli idraulici e gli elettricisti: per loro i veicoli sono dei laboratori”. Di qui un appello al Comune a rivedere il sistema di deroghe per alcune categorie più in difficoltà: “Per una parte degli artigiani la deroga di un anno, prevista per alcuni, non è sufficiente. Chiediamo uno sforzo in più per venire incontro a chi è in difficoltà”. ù

A protestare ci sono anche gli autisti degli Ncc e le aziende dei bus turistici. Secondo l’associazione di categoria la maggior parte dei veicoli verrà colpita dai divieti. “Le aziende degli autobus turistici hanno una flotta composta prevalentemente da euro 5 diesel – spiega Francesco Artusa, presidente dell’Associazione sistema trasporti – . Cambiare la flotta, nel loro caso, è un costo esorbitante: parliamo di 250mila euro a veicolo”. Per questo l’associazione di categoria ha già scritto una lettera indirizzata al sindaco “perché a nostro parere le misure sono illegittime, non tengono conto dell’interesse pubblico degli operatori del trasporto non di linea. È una delibera illogica e sproporzionata che vieta la circolazione all’80 per cento del territorio cittadino”.

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