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Il Blog dei Tassisti

Torino, la tragedia del tassista-musicista schiacciato da un albero sradicato dal vento

torino.corriere.it Quando il taxi di Ezio Cauda è uscito dalla galleria del Pino è stato investito da una tempesta di acqua e vento. Era da poco passata la mezzanotte tra sabato 6 e domenica 7 agosto e la Fiat Bravo del 56enne di Borgaro Torinese si stava dirigendo verso Torino. Una corsa lunga, doveva portare in stazione una 29enne di Castelnuovo Don Bosco, ma il destino aveva programmi diversi. Una raffica violentissima, fra le tante che hanno causato ingenti danni in tutta la provincia, ha sradicato un albero a qualche centinaio di metri dal tunnel.

Il tronco si è abbattuto sul cofano dell’auto e poi ha sfondato il parabrezza schiacciando Cauda all’interno dell’abitacolo. Senza però fermare la marcia della vettura, che ha invaso la corsia opposta e ha colpito — a bassa velocità — una Panda, prima di impattare frontalmente contro una Polo. Tuoni e fulmini non si sono fermati neppure quando sulla regionale 10 sono arrivati i carabinieri di Pino Torinese e i vigili del fuoco, che hanno dovuto tagliare le lamiere per estrarre il tassista dal posto di guida, ma per lui non c’era più nulla da fare. Secondo i primi accertamenti del medico legale, Cauda è morto sul colpo, mentre la passeggera è rimasta incredibilmente illesa. «Sono viva per miracolo», ha detto la giovane, ricoverata in stato di choc all’ospedale Maggiore di Chieri, dove tutti gli accertamenti, compresa una Tac, hanno escluso ulteriori traumi. Nessuna conseguenza anche per gli occupanti delle altre due vetture coinvolte nell’incidente, mentre la strada è rimasta chiusa per alcune ore per permettere la rimozione dell’albero e dei mezzi dalla carreggiata.

La notizia della morte di Ezio Cauda, sposato con Marzia, padre di due figli e chitarrista molto conosciuto negli ambienti musicali torinesi, si è diffusa rapidamente e in rete sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio. «È stato ed è tutt’ora un amico con cui ho condiviso veramente tante cose — ha commentato l’ex assessore M5S Alberto Unia, con cui aveva frequentato l’istituto Bodoni —. Compagni di classe alle superiori e poi tanti anni di musica insieme nelle Bestie Rare. Concerti, bevute, litigate, gioie e dolori. Sono veramente senza parole». Il 56enne di Borgaro aveva cominciato a suonare a soli 6 anni ed era considerato un virtuoso della chitarra e un ottimo compositore: «Un uomo di altri tempi, un marito innamorato e un padre fedele ai suoi valori — ricorda Flavio, amico e compagno di concerti — Un talento ultraterreno, capace di evocare dalla sua Ibanez il ruggito di un demone e il canto degli angeli».

 

 

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