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Capitreno e macchinisti aggrediti, i sindacati: «Impossibile andare avanti». Oggi sciopero di due ore sulle linee Atm

milano.corriere.it Un dipendente Atm aggredito da cinque ragazzi alla fermata del metrò San Donato, venerdì sera. Un capotreno colpito con le catene alla stazione di Belgioioso, lunedì pomeriggio. Ancora, altri due ferrovieri presi a spintoni e schiaffi il 19 giugno a Mortara. Un’infilata di violenza che i sindacati chiedono di fermare. «Impossibile andare avanti» scrivono in una nota Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Faisa Cisal, Ugl, Orsa. E annunciano per lunedì 27 giugno uno sciopero di due ore, tra le 11 e le 13, sulle linee Atm. «Il trasporto pubblico locale è diventato il Far West, dove non ci sono più regole e dove ci si può permettere di tutto» spiegano in un comunicato congiunto.

L’appello alle istituzioni
Le sigle parlano, riferendosi all’episodio di San Donato, di «un pericoloso salto di qualità nei comportamenti di questi gruppi organizzati di adolescenti e non, nel voler dimostrare, anche attraverso l’utilizzo dei social network, che possono fare qualsiasi cosa». Parlano di lavoratori abbandonati a sé stessi, che devono confrontarsi con un «aumento generale di aggressività sociale». Da qui l’appello alle istituzioni per un «impegno definitivo, forte e continuativo» insieme alle forze dell’ordine e alle aziende.

I dati delle aggressioni
Il tema sicurezza è periodicamente monitorato. Secondo gli ultimi dati condivisi da Atm con la Prefettura le aggressioni agli operatori dell’azienda di trasporti sono in diminuzione. Ne sono state registrate 300 nel 2009, contro le 50 del 2019, le 29 del 2020 (numero fortemente condizionato dal lockdown) e le 47 nel 2021. Trenord invece ha fatto il punto della situazione in Regione lo scorso 16 giugno, in seguito alle molestie subite due settimane prima da alcune ragazzine su un treno proveniente da Peschiera del Garda e diretto a Milano. La control room security della società ferroviaria nei primi 5 mesi del 2022 ha raccolto 2.708 segnalazioni di diversa gravità da parte di macchinisti e capitreno. Si va dagli atti vandalici (655) ai viaggiatori che hanno atteggiamenti intemperanti (404) fino alle minacce (170), alle molestie (44) e alle aggressioni (132) .

Gli interventi in corso
Tra gli interventi già in corso d’opera, Trenord ha ricordato alla commissione mobilità al Pirellone i circa 50 presìdi giornalieri a bordo delle corse e il progetto «Assistenza e controllo», che prevede la presenza in 10 stazioni strategiche di addetti al «filtraggio» dei viaggiatori sprovvisti di biglietto. Terzo punto, la videosorveglianza in carrozza, oggi disponibile su 246 convogli. Esiste poi un sistema già rodato che permette alla Polfer di intervenire tempestivamente in caso di aggressioni sui treni e nelle stazioni.

Centrodestra all’attacco
Eppure i recenti episodi dicono che sono necessarie ulteriori azioni. L’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) rilancia chiedendo più militari nelle stazioni e attaccando la giunta comunale di centrosinistra. «Ogni giorno c’è un nuovo episodio — dice —. Mi chiedo dove siano finiti i vigili del Nucleo tutela trasporto pubblico, che col centrodestra al governo della città era composto da 50 persone e ora è stato falcidiato».

Palazzo Marino: attenzione alta
Marco Granelli, suo omologo a Palazzo Marino, replica: «Ho sentito il direttore generale di Atm Arrigo Giana a proposito del caso di San Donato e chiedendo dati completi per avere il polso della situazione». Cita il piano di coordinamento dei controlli sui mezzi pubblici a cui fa capo la Questura e sottolinea: «Per noi quello dei trasporti è un ambito dove è sempre necessario tenere alta l’attenzione. Bisogna continuare a essere presenti e a rispondere a queste situazioni che spesso coinvolgono i giovani e avvengono la sera. Con l’arrivo dei nuovi vigili urbani, 240 tra luglio e novembre, potenzieremo le azioni».

I sindacati: no alla militarizzazione
Sì ai controlli, ma no alla militarizzazione secondo i sindacati. «Impossibile e non risolutivo avere una guardia su ogni mezzo — per Angelo Piccirillo della Filt Cgil —. Bisogna capire quali sinergie mettere in campo. E lanciare una campagna comunicativa che spieghi quali sono le conseguenze per chi compie queste aggressioni».

 

 

 

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