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Il Blog dei Tassisti

I taxisti di Bologna respingono Uber

A differenza di Roma e Milano, l’accordo nazionale qui è stato rigettato. Sulla app americana restano solo gli Ncc di Cosepuri. I taxi bolognesi bocciano Uber. L’accordo quadro raggiunto a livello nazionale dal consorzio ItTaxi è stato infatti rigettato dalla sigla felsinea potenzialmente coinvolta – il Consorzio Autonomo Taxisti (Cat), la cui assemblea degli associati martedì sera ha rifiutato la proposta praticamente all’unanimità. Risultato: a differenza di altre città d’Italia come Roma e Milano, dove le auto bianche saranno a breve prenotabili sull’app di San Francisco, sotto le Due Torri gli utenti della piattaforma statunitense continueranno a trovare, almeno per il momento, soltanto le macchine a noleggio con conducente (Ncc) di Cosepuri.

L’intesa raggiunta poche settimane fa da ItTaxi e dal colosso americano prevede in sostanza l’integrazione delle rispettive applicazioni: nelle città in cui è attivo il servizio, infatti, i tassisti aderenti possono scegliere se accettare o meno le chiamate in arrivo da Uber in cambio di una commissione del 7% Iva compresa. Una piccola rivoluzione, specie se si considera l’aperta ostilità che finora ha regnato tra gli autisti e la piattaforma statunitense, a tutt’oggi ancora malvista dalla maggior parte dei radiotaxi e dai sindacati di categoria. Tanto che la bocciatura dell’accordo da parte di Cat (consorzio aderente a ItTaxi che a Bologna raccoglie circa 170 tassisti) non ha di certo sorpreso.
“Sapevamo già qual era l’umore dei nostri soci – commenta Giordano Pedrucci – l’assemblea ha deciso democraticamente di tenere fuori la nostra sigla”. Per Ermanno Simiani, presidente regionale del sindacato Uri Taxi, si tratta di una presa di posizione” anche a difesa del nostro lavoro nel mondo cooperativistico, per non rischiare di diventare dei dipendenti, dei rider, come avvenuto negli Stati Uniti. Bologna non ha consegnato ad Uber le chiavi di accesso al mondo dei taxi”.
Insomma: per ora sotto i colli la multinazionale statunitense deve “accontentarsi” della sola offerta di mobilità premium Ncc, attivata nel 2020 grazie ad una convenzione siglata con il consorzio Cosepuri. Le virgolette, però, sono d’obbligo, dato che si tratta di una partnership “di cui siamo molto soddisfatti e su cui continueremo ad investire” , spiega il general manager di Uber Italia Lorenzo Pireddu. Una soddisfazione condivisa anche dal presidente di Cosepuri, Gino Onofri: “La domanda di Uber è esplosa da quando sono ripresi i voli e i flussi turistici, attualmente siamo sulle 300 corse al giorno”.
Per i servizi di noleggio con conducente il momento è molto impegnativo: “Il lavoro si è risvegliato in maniera molto forte dalla fine di marzo – continua Onofri – perché in città si stanno recuperando tanti eventi posticipati nei due anni di pandemia. Registriamo una domanda superiore a quella che è la nostra capacità”, che a Bologna è di circa 180 mezzi (200 nei momenti di picco). “A volte abbiamo qualche difficoltà a servire i nostri clienti storici non convenzionati. Quando chiamano tutti in una volta facciamo fatica, ma si tratta di un momento eccezionale. Credo che in un mesetto torneremo alla normalità”.
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