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Concorrenza, Usb Taxi : “non c’è mediazione possibile, art.8 ddl va stralciato”

adnkronos.com “Non c’è mediazione possibile. Va stralciato l’articolo del ddl concorrenza perché altrimenti assisteremo a un peggioramento del servizio. La concorrenza in un settore che è soggetto a tariffe regolamentate e a prestazioni obbligatorie non è possibile”. Ad affermarlo all’Adnkronos è il coordinatore dell’Usb Taxi, Riccardo Cacchione sottolineando la necessità, una volta stralciato l’articolo, “di completare l’iter avviato a febbraio 2019 che prevede l’emanazione dei decreti attuativi legati alla precedente riforma del trasporto pubblico non di linea che prevedono il Registro elettronico nazionale (Ren), il foglio elettronico di servizio e la regolamentazione delle App”.

“La nostra posizione rispetto alle proteste di novembre scorso – spiega ancora Cacchione – non è cambiata. Abbiamo chiesto al presidente della Commissione Industria del Senato di convocarci per un’audizione. Stiamo aspettando una risposta che finora non è ancora arrivata”. Cacchione, spiega inoltre, che “sempre più enti locali, regioni, come Lombardia, Piemonte e Campania e città metropolitane condividono la nostra posizione e chiedono la stessa cosa. Ora la palla è alla Commissione che sta approfondendo la questione. Il confronto ci deve essere”, aggiunge Cacchione.

“Introdurre regimi di concorrenza se non obbligato a prestare un servizio” è una contraddizione nei termini, spiega Cacchione: “non decidiamo noi le tariffe o le corse che piacciono a noi. Abbiamo dei vincoli di cui non ci possiamo liberare. Siamo un servizio pubblico”. Oggi, poi, rileva, “ci ritroviamo in una situazione economica insostenibile con l’emergenza covid che colpisce in particolar modo il settore del turismo e tutto il suo indotto di cui i taxi rappresentano un pezzo importante. Negli aeroporti arrivano ancora solo un terzo dei passeggeri che arrivavano nel periodo pre covid; alla stazione Termini si registra una diminuzione dei passeggeri del 60%; un terzo degli alberghi a Roma è chiuso o a rischio chiusura. In una città come Roma che vive del turismo, del business e dei congressi siamo drammaticamente fermi. La stessa situazione la registriamo anche nelle altre città come Milano, Torino, Napoli…E prima di ritornare a una situazione normale ci vorrà molto tempo”, sottolinea Cacchione. “Se non arriverà lo stralcio dell’articolo 8 del ddl concorrenza torneremo a farci sentire”, conclude.

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