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Rider, Orlando: “Bene la Ue, ora pronti a misure nazionali”. Uber: “A rischio migliaia di posti”

repubblica.it Il ministro sulle nuove norme in arrivo dalla Commissione per regolamentare i lavoratori delle piattaforme: “Soddisfatti da risposta tempestiva”. Il gigante digitale: “Ci impegnamo a migliorare le condizioni di autisti e corrieri, ma va mantenuta la flessibilità”.

Accoglienza positiva sulla sponda governativa per le misure che la Commissione europea si prepara ad adottare in difesa dei rider e più in generale dei lavoratori della platform economy. “Nei prossimi giorni la Commissione europea disporrà un pacchetto di interventi” dedicati alla tutela dei rider, i lavoratori delle piattaforme digitali come Uber e Deliveroo, a detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, al termine della riunione con i suoi omologhi europei a Bruxelles. “Non possiamo che essere soddisfatti di questa risposta tempestiva” e “integreremo con strumenti nazionali anche il percorso che si va definendo a livello europeo”, ha detto. “L’Italia – ha aggiunto Orlando – è già intervenuta con un protocollo per contrastare il caporalato, che non riguarda purtroppo solo l’agricoltura ma anche settori tecnologicamente avanzati, ma questo non è sufficiente.

Di segno opposto la reazione di Uber, l’unica delle piattaforme digitali a commentare la diretttiva che Bruxelles dovrebbe approvare mercoledì. «Temiamo che la proposta della Commissione Ue metta a rischio migliaia di posti di lavoro, paralizzando le piccole imprese a seguito della pandemia e danneggiando i servizi vitali su cui fanno affidamento i consumatori di tutta Europa». Così Uber globale commenta la direttiva in arrivo. «Uber si impegna a migliorare le condizioni di lavoro per le centinaia di migliaia di autisti e corrieri che si affidano alla nostra app per il lavoro flessibile», dice ancora l’azienda leader nel settore del trasporto e del cibo a domicilio. «Ma riteniamo che qualsiasi norma debba consentire a conducenti e corrieri di mantenere la flessibilità che apprezzano di più, consentendo allo stesso tempo alle piattaforme di introdurre maggiori protezioni e vantaggi».

Il ministro Orlando ha parlato anche di salario minimo, spiegando che la direttiva Ue che punta alla sua introduzione dà “una risposta forte a due fenomeni che caratterizzano il mercato del lavoro: il dumping salariale e la presenza di molti lavoratori poveri”, che “purtroppo segnano il mercato del lavoro italiano”. Il ministro ha sottolineato che il via libera all’avvio dei negoziati è “una buona notizia per l’Europa ma anche per l’Italia”. Si tratta di “un passo importante nella direzione della costruzione di un’Europa sociale”, ha evidenziato Orlando, spiegando che “la direttiva definisce il percorso attraverso cui i Paesi possono rafforzare la contrattazione”

Sul tema si sono fatti sentire anche i sindacati. “Dall’Europa arriva un segnale molto importante che accogliamo positivamente. Ci siamo battuti tanto negli ultimi anni per il miglioramento delle condizioni lavorative e il riconoscimento dei diritti dei riders. Siamo riusciti a firmare, a marzo dell’anno scorso, un accordo con una delle maggiori piattaforme di delivery in Italia, per l’applicazione del CCNL della logistica, ma nonostante la crescita esponenziale del settore abbia portato il numero di questi lavoratori a superare il milione e mezzo, manca ancora nel nostro Paese una normativa specifica”, ha detto il segretario Uiltrasporti Claudio Tarlazzi. “La decisione europea va quindi nella giusta direzione, ma il lavoro da fare è ancora molto per assicurare regole chiare e vincolanti per tutti affinchè venga scongiurata ogni forma di sfruttamento, troppo spesso incentivato dall’assenza di regolamenti specifici”.

Tridico: “Esplosione di rider, Inps ne ha individuati 60 mila”
Interpellato sulla questione a margine di un evento organizzato dal Cnel, è intervenuto sulla questione anche il presidente Inps Pasquale Tridico. ”Il decreto legge 101 del 2019 è stato un passo avanti straordinario nella direzione delle tutele del lavoro subordinato dei rider e fissa un punto molto semplice, ovvero dove le aziende e i sindacati non fanno una contrattazione, allora si applicano le tutele del lavoro subordinato. Oggi la Commissione Europea sembra riconoscere le tutele del lavoro subordinato. Oggi abbiamo registrato una esplosione di riders, in seguito ad alcune ispezioni l’Inps, ne abbiamo individuato 60 mila ed emesso delle sanzioni perchè abbiamo riscontato dei rapporti di lavoro etero organizzate, mentre non venivano versati contributi per circa 155 milioni a seguito delle indagini della Procura di Milano”, ha detto Tridico. ”C’è una materia in forte evoluzione -ha continuato – ora bisogna che nella pratica le aziende si adeguino e se non lo fanno l’Inps, Inl e corpi ispettivi devono fare i controlli”.

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