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Pochi pazienti, stop al taxi Covid a Milano: «Ora siamo pronti ma serviva prima»


milano.corriere.it La fase calante dei contagi ha frenato l’urgenza d’impiegare anchei taxi per il trasporto di pazienti Covid asintomatici (o lievemente sintomatici) dai pronto soccorso al luogo della quarantena (casa, Covid hotel o altre strutture). Media di quattro corse al giorno da martedì, ieri si è preferito sospendere il servizio, comunque d’ora in avanti già rodato nel caso di necessità. In piena emergenza, la richiesta dell’Areu era di 18 auto bianche, tre per ognuno dei sei presidi ospedalieri cittadini (Sacco, Policlinico, Niguarda, Fatebenefratelli, San Paolo e San Carlo). Ma il servizio è partito in settimana con un taxi per ogni pronto soccorso, anche se — visto l’alleggerimento delle pressione sulle ambulanze — due di loro non hanno mai portato pazienti. «Ne avremmo avuto bisogno prima ma va bene così — spiega Fabrizio Polverini, responsabile della Coi, la centrale operativa dell’emergenza-urgenza regionale —: sarà una freccia in più al nostro arco in caso di terza ondata».

Con le prime corse, era peraltro calata anche la diffidenza dei tassisti verso un servizio contestato dai sindacati: «Vedendo che si può fare, anche gli altri hanno preso fiducia». A oggi sono una quindicina gli autisti che hanno risposto all’avviso del Comune, dando la loro disponibilità. Raddoppiati in pochi giorni. Tra i primi sette coinvolti c’era Matteo Invernizzi, 34 anni, Alfa 99, per tre giorni di stazione al Fatebenefratelli. «Abbiamo le mascherine, i guanti, i divisori all’interno, il paziente ha il camice, abbiamo dei lenzuoli per i sedili in ecopelle, lavabili più facilmente: personalmente non ho paura, al massimo potrebbero dare un camice anche a noi». I colleghi chiedono più garanzie? «Dicono che ci sono troppi rischi, ma non è il momento di fare cavilli e dire sempre di no. Piuttosto bisogna fare la propria parte: nessuno obbliga nessuno». Anche perché la giornata in ospedale frutta 150 euro. «Sono cifre che non vediamo da marzo. Ultimamente si riuscivano a concludere tre corse per 50-70 euro. Sia la mia fidanzata sia sua madre hanno preso il virus, ho visto che cosa significa. Troppi dubbi tra i colleghi quando secondo me oggi è più pericoloso caricare clienti asintomatici a bordo di un taxi normale…».

2 thoughts on “Pochi pazienti, stop al taxi Covid a Milano: «Ora siamo pronti ma serviva prima»

  1. …”troppi dubbi trai i colleghi”….no!…no!..la mia è una CERTEZZA …caro il mio Alfa 99….NON RACCONTARE FREGNACCE A USO DELLA STAMPA…TACI CHE E’ MEGLIO !!!!

  2. D accordissimo con Smartfart invece di tutelarci ci mandano per quattro soldi a fare i monatti negli ospedali perché non ci va sala e tutta la giunta

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