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«Sui taxi non sale più nessuno, in 12 ore facciamo due corse»: l’allarme di una categoria allo stremo


leggo.it
Taxi vuoti anche nella Fase 2 dell’emergenza Covid-19. I passeggeri sono spariti. Alle principali fermate della città, ai posteggi degli aeroporti e delle stazioni ferroviarie, da Centrale a Garibaldi, sono incolonnate decine di auto bianche, ore e ore ferme, ad attendere clienti che non arrivano.

Prima dell’emergenza, non aspettavano più di 15 minuti – quando andava male – prima di caricare un cliente. «Ora, invece, gli autisti in un turno di lavoro di 10, 12 ore contano una media di una, due corse», spiega Nereo Villa segretario generale del Satam. Dal 4 maggio speravano di veder tornare i passeggeri. Ma nulla di fatto: per loro la Fase 2 non è proprio iniziata. Di certo pesano la paura di chiudersi in un abitacolo con uno sconosciuto e il fatto che i milanesi in questa fase di convivenza con il Covid scelgono altri mezzi di trasporto, più economici. Ma si sono azzerate anche le corse predefinite, più fruttuose, come quella Milano-Malpensa a 95 euro: «Perché atterrano circa mille passeggeri al giorno, vale a dire 7, 8 aerei contro i 142 di prima», precisa Villa.

Di quanto si sono ridotte le corse?
«Ad oggi dell’88 per cento. Abbiamo garantito il servizio anche in piena emergenza con circa il 30 per cento delle vetture, salite all’85 per cento dal 4 maggio. Ma nessun aumento di clienti, sebbene garantiamo un viaggio in sicurezza con tutte le regole anti-contagio».

Quali?
«Dalle barriere in plexiglass a separare autista dai clienti al numero massimo di due passeggeri da trasportare sui sedili posteriori; alla sanificazione, pulizia del mezzo con disinfettante e finestrini aperti per cambiare aria ogni fine corsa. Siamo molto attenti perché conosciamo i rischi, visto che il Covid non ha risparmiato nemmeno la nostra categoria: sono due i colleghi deceduti per il virus».

La ripartenza è in salita.
«Sono molto pessimista sul futuro. Se continua così per la nostra categoria è un disastro. Il lavoro è quasi ridotto a zero perché i nostri clienti abituali, uomini d’affari e turisti, non ci sono più a Milano e non si vedranno per molto tempo».

Quali strategie potrebbero essere utili?
«È urgente un confronto con Regione e Comune per ripensare i costi nelle tratte predefinite, come appunto Milano-Malpensa; e per l’emissione di ticket mobilità da distribuire alle persone più esposte, come gli anziani, che così potrebbero utilizzare i taxi a costi agevolati».

Come funzionerebbero?
«Pensiamo a un ticket finanziato e distribuito da Palazzo Marino: in pratica, l’autista andrebbe a scalare dal prezzo di fine corsa il valore del buono».

Palazzo Marino potrebbero proporvi di applicare sconti e convenzioni ai clienti?
«Ne parleremo. La nostra parola d’ordine è resistere, ma chiediamo alle istituzioni di sostenerci perché siamo un’alternativa al trasporto pubblico. E ricordo che non tutti sono in grado di utilizzare una bici o un monopattino».

Disposti a garantire un servizio diversificato?
«Fino al 31 maggio la Regione ha disposto che possiamo anche trasportare spesa, pasti e farmaci a domicilio. Ristoranti e supermercati ci consegnano i pacchi e al costo di 10 euro li recapitiamo. Ma non è sufficiente per ripartire. E tre volte gratuitamente abbiamo consegnato i pranzi ai bisognosi».


4 thoughts on “«Sui taxi non sale più nessuno, in 12 ore facciamo due corse»: l’allarme di una categoria allo stremo

  1. Non ho mai sostenuto Villa, ora non posso che appoggiare ciò che ha detto nell intervista. È stato anche molto educato dicendo che ci mancano uomini d affari e turisti. Ripeto, siamo o amati o odiati. In giro c è gente che non salirebbe sulle nostre auto neppure a prezzo fisso di 3 euro con obliteratrice, per cui consiglio a Villa e Granelli di non sprecare il loro tempo con soluzioni inutili. chi vuole VENGA A CERCARCI ALLA CARITAS.ringrazio dell interessamento comune regione e Nereo, ma mi sembra tutto inutile.

  2. La situazione non ha precedenti ma noi come categoria siamo assolutamente disintegrati senza un intervento concreto da parte delle istituzioni nessuno sarà in grado di sostenere le spese per molto

  3. Bisogna guardare in faccia la realtà…APRIAMO UN DIBATTITO CERCANDO DI RIMANERE LUCIDI,PRAGMATICI E CONCRETI……Oggi a Milano l’offerta TAXI è sovradimensionata e lo sarà per chissà quanto tempo….l’utenza che caratterizzava la città si è dissolta…gli sparuti clienti ci possono assicurare solo una misera sopravvivenza ( assai tenue peraltro)….il Comune (la Regione) deve incentivare i conducenti che percepiscono pensione avendo superato i limiti di età previsti dalla legge….L’INCENTIVO potrebbe essere un offerta di ritiro licenza dietro il pagamento di una sorta di indennizzo aumentabile per ogni anno di pensionamento anticipato (si possono trovare formule appropriate).È evidente che tale indennizzo non potrà rappresentare quanto auspicato dalla categoria in tempi pre-covid ma tant’è….scordiamoci un mercato delle licenze vivace per i prossimi anni. Tutto questo per sfoltire in maniera per quanto possibile indolore il novero di licenze ed adeguarlo ai tempi grami che ci aspettano

  4. La situazione è drammatica e non può essere risolta con inutili incontri fra le associazioni sindacali e il Comune di MIlano.
    Si deve essere un azione congiunta fra le Regioni e lo Stato Centrale insieme nell erogare dei sussidi mensili per aiutarci a svolgere la nostra attività almeno sino a questo autunno periodo Ottobre / Novembre.
    Tutto questo sempre che non ci siano ricadute gravi con una seconda ondata dell epidemia , perchè altrimenti in questo caso sarebbe un disastro sociale ed economico per questo Paese pari solamente al periodo della II guerra mondiale.

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