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Coronavirus: sindacati taxi, via da Spallanzani, c’è Uber

ansa.it “Con enorme dispiacere dobbiamo comunicare che dalla data odierna, i colleghi presenti presso l’area antistante l’ospedale Spallanzani, saranno costretti ad interrompere il servizio fin qui svolto in favore del personale medico. Da ambienti istituzionali sono arrivate pesanti pressioni affinché anche le vetture della multinazionale californiana Uber, siano dislocate in servizio presso l’importante struttura medica”. È quanto annunciano in una nota le segreterie romane di Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Ati taxi, Associazione Tutela Legale Taxi ed Associazione Nazionale Autonoleggiatori Riuniti.

“I tassisti romani non hanno mai avuto alcun problema a svolgere questo servizio gratuito con i noleggiatori, tanto che nelle passate giornate sono stati presenti presso lo Spallanzani, diversi operatori con autorizzazioni rilasciate dal comune Roma – aggiungono – Ma con chi moltiplicava le proprie tariffe mentre scoppiava la tragedia del Bataclan, non vogliono avere nulla a che fare. Dispiace dunque constatare come una lodevole iniziativa di solidarietà – prosegue la nota – nata in modo spontaneo da chi da sempre svolge con passione e rigore un servizio pubblico in favore della collettività, con controlli, regole e prescrizioni precise, sia oggi strumentalizzata per meri motivi pubblicitari, da chi di regole e controlli se ne è sempre infischiato”. Per i sindacati si tratta di una “strumentale ricerca di visibilità con la collocazione in una zona periferica della città di inutili biciclette, sistemate forse per offrire una pedalata ad un personale medico spossato da durissime turnazioni di lavoro. Confondere un servizio svolto dai tassisti in forma totalmente gratuita, con quello fatto da un’organizzazione che può contare sulle enormi risorse economiche di Goldman Sakes e Black Rock è per noi inaccettabile. La nostra presenza diventa dunque incompatibile con quella di chi nel corso del tempo ha fatto anche dell’arroganza una propria bandiera d’azione, infischiandosene delle leggi e delle regole del settore, in tutti i luoghi del mondo in cui ha agito e continua ad agire, incentivando comportamenti spesso abusivi tra le fila di operatori arruolati”.

“Quanto sta accadendo in questo specifico frangente – conclude la nota – nonostante l’emergenza dettata dalla diffusione del Covid 19 e l’enorme difficoltà del sistema sanitario pubblico nell’affrontarla, poiché demolito negli ultimi decenni da tagli indiscriminati e riduzioni di personale, dimostra ancora una volta come da parte di una certa classe politica, persista la volontà di attaccare e smantellare tutto ciò che rappresentano i servizi pubblici nel Paese, per ricondurli a mere logiche di mercato: e la guida politica della Regione Lazio, sicuramente non è immune a questo virus. Ringraziamo la Direzione Sanitaria e tutto il personale dell’ospedale Spallanzani che in questi difficili giorni, ha permesso ai nostri colleghi di condividere un’esperienza umana che porteranno a lungo nei loro cuori”.


3 thoughts on “Coronavirus: sindacati taxi, via da Spallanzani, c’è Uber

  1. concordo al 100%. mi piacerebbe, nonostante il complicato momento e hanno altro a cui pensare, una nota di solidarietà degli operatori sanitari dello spallanzani.
    se la multinazionale vuole fare beneficenza apra il portafogli in incognito e versi 10.000.000 di euro per l’emergenza.

  2. Gli sciacalli sempre pronti a scendere in campo. Ma le bugie hanno le gambe corte!!!

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