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Il Blog dei Tassisti

Milano. Coronavirus, massimo 2 passeggeri in taxi. E non si parla al tassista

Le proposte del Comune alla categoria, che denuncia: “Siamo stati abbandonati da tutte le istituzioni” di Giambattista Anastasio ilgiorno.it

I rappresentanti dei tassisti hanno incontrato ieri in Prefettura l’assessore comunale alla Mobilità, Marco Granelli, funzionari della Regione Lombardia e dell’ATS Milano per fare il punto sulle misure necessarie a garantire il servizio in queste settimane di emergenza Coronavirus. Nel corso dell’incontro ATS e Regione si sono impegnate a mettere a punto un protocollo ad hoc per il trasporto taxi.

«Dallo scoppio dell’emergenza Coronavirus Comune e Regione hanno ignorato il servizio pubblico non di linea. Il settore è stato abbandonato a se stesso nel pieno di una crisi sanitaria senza precedenti», scrivono in una nota congiunta e in riferimento all’incontro i delegati dei tassisti: Claudio Severgnini (TAM), Nereo Villa (SATAM), Silla Mattiazzi (UIL Trasporti ) e Giovanni Levrè (UGL). «Nella più completa assenza di linee guida – proseguono – gli operatori hanno fino ad oggi dovuto provvedere autonomamente a gestire il rischio sanitario, esponendosi in prima linea per garantire un servizio pubblico essenziale in condizioni di incertezza che aggravano ulteriormente le preoccupazioni per le ricadute economiche dell’emergenza.

La tutela della salute pubblica impone ora interventi chiari da parte delle autorità». «In seguito all’incontro – spiegano i rappresentanti delle auto bianche – ATS predisporrà un protocollo sanitario per garantire i principi base per il trasporto taxi, questo protocollo sarà assunto dalla Regione che disporrà al più presto una delibera in deroga al regolamento vigente. Chiediamo che i Comuni adottino finalmente tutte le decisioni formali necessarie per garantire agli operatori condizioni di lavoro idonee. Deve essere garantita la costante e professionale sanificazione dei mezzi. Gli operatori devono essere dotati di appositi dispositivi individuali di protezione. Mai come in questo caso la tutela dei lavoratori è anche una questione di salute pubblica. Ricordiamo che è vigente un accordo con AREU per il trasporto in taxi di personale sanitario per esigenze di servizio. Per questo motivo,  aspettiamo un urgentissimo provvedimento regionale».

Quindi ecco Granelli: «Abbiamo avanzato alla Regione, ente che ha la competenza sul servizio taxi e che in base all’ultimo decreto del Governo può fare ordinanze sul trasporto pubblico, alcune proposte da inserire nell’ordinanza: esporre nel taxi un cartello con le raccomandazioni su come comportarsi per contrastare la diffusione del Coronavirus, limitare la presenza in taxi a soli due clienti per corsa, così che nessuno possa sedersi davanti, troppo vicino al conducente, e che dietro possano stare distanti e, terzo, prevedere che eventuali clienti affetti da evidenti sintomi di malattie influenzali possano salire solo con mascherina».


10 thoughts on “Milano. Coronavirus, massimo 2 passeggeri in taxi. E non si parla al tassista

  1. Quindi se sono in tre, mamma papà e figliolo, devo lasciarne giù uno, se starnutiscono devo dargli la mascherina (al massimo ho quella di carnevale, perché quelle sanitarie sono introvabili) e devo tenerli distanti. Distanti? Metto i passeggeri nel baule e i bagagli sui sedili posteriori? Ma questa gente pagata fior di soldi dai lavoratori, sta scherzando? Siamo su scherzi a parte? Oppure al manicomio? Perché se così si tratta credo che sia il caso di abolire la legge Basaglia e rinchiudere certi personaggi che danno evidenti segni di squilibrio mentale.

  2. Io la mascherina non la sopporto, per cui se mi obbligano a metterla, a parte il fatto che è introvabile, avranno una macchina in meno sulla strada.

  3. Come faccio a stare a 1 m dalla vecchietta che non riesce ad aprire la porta e ha bisogno di un aiuto fisico per entrare in auto?Signori che decidete le regole, voi immaginate già il taxi come servizio a guida autonoma,ma per il momento è ancora gestito da persone che si ritrovano a stretto contatto l una con l altra in un un’ambiente molto ristretto…..Per quanto riguarda il non parlare al conducente, il cliente dovrà pur dirmi dove vuole andare e che preferenze ha sul percorso ecc….e se dovesse ricevere una telefonata importante non dovrebbe rispondere?Non credo che persone come assessori non riescano ad arrivare a capire queste piccolissime considerazioni, in tal caso dovrebbero umilmente ammettere di avere detto delle castronerie e magari trovare altre soluzioni ammesso che ce ne siano.Un saluto a Marco e a tutti i colleghi, coraggio.

  4. Sì ragazzi va bene tutto, ma non si parla mai di un contributo economico per tutti noi? Siamo piccole imprese, dove li peschiamo i soldi senza clienti? Gli autisti del trasporto pubblico sono stipendiati e a noi dicono che possiamo garantire il servizio…. ma chi ci paga??? Ciao e scusate lo sfogo ma onestamente non so quanto potremo campare ancora.. ..

  5. Spiegatemi cosa vuol dire 2 persone alla volta ne basta una per essere contagiati i taxi devono essere messi in sicurezza non si può essere considerati carne da macello vergogna assoluta da parte di sindacati e comune

  6. E poi questo mese stiamo avendo delle spese assicurazione, macchina rata , mutuo, radio taxi, etc..senza q
    Guadagnare un soldo , e aprile e maggio non, saranno migliori

  7. Abbandonati come sempre a noi stessi, e anche in questa drammatica situazione offrono soluzioni che non stanno ne in cielo ne in terra, figuriamoci dentro un Taxi, Auguri a tutti cari Colleghi

  8. Al di la di tutti i problemi economici che ci sono e ci saranno. Sky ha mandato un servizio in cui intervistano tassisti al carico in stazione Centrale, oggi c’è stato un ulteriore incremento di contagiati e di morti. Lo volete capire che in macchina non vi è alcuna garanzia di sicurezza a meno di non avere una tuta completa che copra tutta la testa. STATE A CASA che fate ancora in giro come potenziali vettori del virus. Non ho più parolacce da dirvi

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