Taxi, ora è scontro fra Regione e Comune di Milano

ilgiorno.it Il piano con il quale il Comune di Milano punta ad aumentare l’offerta di taxi in città dovrà superare l’esame della Regione Lombardia. Ieri il Consiglio regionale ha infatti approvato la mozione presentata da Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia, con la quale si chiedeva alla Giunta lombarda di intraprendere studi e approfondimenti autonomi in base ai quali valutare l’opportunità del piano messo a punto da Palazzo Marino.

Solo una volta condotta questa ricognizione, la Regione farà sapere se i provvedimenti previsti dall’amministrazione di piazza Scala potranno veder la luce o se sarà necessario rivederli e correggerli. Inutile sottolineare che in questa fase sembra più probabile la seconda opzione. Il punto più critico del piano milanese è la previsione di 450 nuove licenze. La mozione è stata approvata con 38 voti favorevoli (tutti della maggioranza di centrodestra), 17 contrari (Pd e Lombardi Civici Europeisti) e 3 astenuti. Il Movimento 5 Stelle non ha partecipato al voto: «Mozione strumentale» l’ha definita il pentastellato Dario Violi. Ad esprimere la posizione della Giunta lombarda, prima e durante la discussione in Consiglio, è stata Claudia Terzi, assessore regionale ad Infrastrutture e Trasporti: «La mozione trova il favore della Giunta perché non si schiera né contro né a favore di una parte ma invita invece ad una valutazione complessiva. L’obiettivo non è quello di fare il lavoro che dovrebbe fare il Comune di Milano né di procrastinare le decisioni, ma formare una valutazione per arrivare ad una decisione basata su dati concreti. Per questo – conclude Terzi – voglio sentire tutte le parti, sia le organizzazioni dei tassisti sia il Comune. Stiamo calendarizzando una serie di audizioni in commissione. Vogliamo capire se i numeri indicati dal Comune sono rigidi o no e approfondire le altre misure previste dal piano».

Ma Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità, non ci sta e replica con un lungo post sulla sua pagina Facebook nel quale rivendica l’autonomia: «Il Consiglio regionale vuole bloccare di nuovo la crescita di Milano. Lunedì abbiamo approvato l’accordo con Areu per fornire i taxi per trasportare i dializzati all’ospedale Niguarda, con le risorse del sistema sanitario. Un servizio in più al cittadino, lavoro in più per i taxi, la prima azione delle 5 del piano di potenziamento dei taxi proposto da Milano. Ma intanto la Regione mette i bastoni fra le ruote: per questo vogliamo l’autonomia. Vogliamo che a Milano i taxi siano più numerosi perché la città sta crescendo. La popolazione è aumentata dell’8% in 10 anni, i turisti del 100% in 15 anni, i passeggeri del trasporto pubblico del 12% in 7 anni, le auto circolanti sono diminuite del 12% in 15 anni e i taxi… sono sempre gli stessi: 5.398. Le nostre 5 azioni sono ampie e complementari: migliore gestione dei turni, doppie guide a partire da quelle dei famigliari dei taxisti, taxi-sharing, taxi per trasporti inerenti i servizi sanitari e sociali, 450 nuove licenze, meno del 10% in più. La Regione chiede uno studio? I dati – spiega ancora Granelli – li abbiamo mandati all’assessore Terzi il 2 agosto, e siamo disponibili ad illustrarli a chiunque ce lo chieda. E poi è proprio la Regione che ogni anno fa un’analisi del servizio, l’ultima l’ha presentata a luglio 2019, ma ora vuole ancora studiare: basta che non diventi un modo per prendere tempo, accaparrarsi qualche voto e bloccare Milano solo perché non è governata da Lega e centrodestra».

Giambattista Anastasio