Uber, respinto dal Tar il ricorso contro la riforma degli Ncc

«Il legislatore nel 2019 è venuto incontro alle richieste dei gestori di servizi di Ncc, introducendo elementi di maggiore flessibilità anche per impedire l’esercizio abusivo»

roma.corriere.it Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso cautelare presentato da Uber contro la circolare del ministero dell’Interno che fissava le linee operative di attuazione della riforma del settore Ncc approvata in via definitiva dal Parlamento nel febbraio scorso.

A essere contestata la legittimità costituzionale della riforma
Uber aveva contestato la legittimità costituzionale della riforma, nonché il contrasto con il diritto europeo delle nuove disposizioni in materia di noleggio con conducente.

Il Tar del Lazio, in sede cautelare, ha ritenuto non fondate le censure di incostituzionalità e di contrasto con il diritto europeo, ritenendo – contrariamente a quanto sostenuto da Uber – che «il legislatore nel 2019 è venuto incontro alle richieste dei gestori di servizi di Ncc, introducendo elementi di maggiore flessibilità e contemperandole con la finalità di impedire pratiche di esercizio abusivo». Ad aprile del 2017, Tribunale di Roma aveva ordinato il blocco dei servizi offerti dal gruppo Uber in Italia (tramite la app Uber Black) per concorrenza sleale.

«Ribadito il rispetto delle norme»
«Apprendiamo con soddisfazione che il Tar del Lazio ha rigettato l’istanza cautelativa presentata da Uber, con la quale i legali della potente multinazionale hanno provato a contestare le linee guida della recente riforma del settore approvata dal Governo». È quanto dichiarano in una nota le organizzazioni sindacali Ugl-Taxi, Federtaxi-Cisal, Ati-Taxi, Associazione tutela legale taxi, Associazione nazionale autonoleggiatori riuniti che insieme alla Cooperativa radio taxi Samarcanda 065551, hanno sostenuto l’opposizione al ricorso proposto da Uber. «Questa ordinanza stabilisce in modo netto che chiunque voglia lavorare nel comparto del trasporto pubblico non di linea, deve rispettare le norme in vigore nel nostro Paese – aggiungono -. I rappresentanti della potente App californiana con sede fiscale all’estero e che non versa un solo euro di tasse in Italia, hanno così, per l’ennesima volta, dimostrato tutta la loro arroganza. Dopo aver infatti dichiarato in commissione Trasporti alla Camera dei deputati, di voler fare ammenda gli errori compiuti in passato, hanno nuovamente provato a forzare la mano, contestando la legittimità costituzionale e le linee operative della recente regolamentazione del comparto, giudicata invece come uno strumento efficace nel contrasto ai fenomeni di abusivismo e che va incontro alle richieste dei gestori di servizi di noleggio, introducendo elementi di maggiore flessibilità». «Auspichiamo che il ministro Toninelli possa al più presto riaprire il tavolo di confronto già avviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – concludono – al fine di poter concludere il processo di riforma già avviato alcuni mesi fa».


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Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.
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4 Responses to Uber, respinto dal Tar il ricorso contro la riforma degli Ncc

  1. francesco scrive:

    quindi… hanno tempo 15 giorni per chiudere la baracca?

  2. NICO AZZI scrive:

    Con questa sentenza cosa perdono i siliconi?

  3. GIL scrive:

    Cerchiamo di fare chiarezza perché sento colleghi che ancora non hanno ben chiara la situazione. Attualmente con il ripristino della legge Uber non può più contare sugli ncc di fuori provincia e con quelli della provincia deve operare nella maniera che abbiamo già spiegato e cioè affittando una ventina di rimesse in città ove dopo ogni chiamata e prima di raccogliere il cliente l’ncc deve recarsi per vidimare o registrare un foglio di servizio che lo rende autorizzato in caso di fermo. Quindi prende la corsa, valuta dove si trova il cliente, valuta dove si trova la rimessa più pertinente al percorso che deve fare, entra espleta la burocrazia, esce raggiunge il cliente e comincia la corsa. Ricapitolando, su 100 ncc che avevano si stima che almeno 60/65 sono fuori gioco e gli altri 35 devono lavorare in condizioni complesse, In conseguenza di ciò comprenderete che allo stato attuale per Uber è notte fonda e da qui nasce l’esigenza di cercare di ripristinare attraverso ricorsi vari uno status come lo era durante il decreto Lanzillotta o simile. La risposta per nico azzi è che i siliconi hanno già perso due mesi or sono quello che dovevano perdere mentre per i tassisti il mantenimento della legge attuale è una ottima cosa quindi fermo restando che bisogna sempre vigilare, prima di lanciarci in scioperi ci penserei su molto bene.

  4. NICO AZZI scrive:

    Grazie GIL, sei stato chiarissimo però Toninelli ha bisogno di una svegliata

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