Il Trasporto Pubblico Locale non di linea non è solo questione di numeri

-Comunicato stampa- L’incontro dello scorso 31 maggio con il Comune di Milano segna l’avvio di un possibile confronto sul comparto taxi, per rendere il servizio pubblico milanese – già oggi tra i migliori in Europa – ancora più adeguato alle esigenze di mobilità di cittadini e city users che attraversano ogni giorno Milano. L’attenzione dell’amministrazione per il settore è positiva se non si riduce a una semplice questione di numeri, più licenze o meno licenze. L’efficienza del servizio dipende infatti da diversi fattori. Aumentare il numero di licenze lasciando intatti altri nodi è come guidare un’auto potente con il freno a mano tirato. Non necessariamente più licenze, quindi, ma un impiego più razionale di quelle esistenti, così da favorirne un uso flessibile e conforme alle mutevoli circostanze della vita cittadina, ma anche della congiuntura economica.

Miglioramenti del servizio, soprattutto in alcune fasce orarie, si possono ottenere con interventi su diversi fronti. Con una diversa modulazione dei turni, stabiliti da Regione Lombardia, come segnaliamo da tempo senza essere ascoltati.

Con l’aumento delle doppie guide, strumento introdotto dal decreto Bersani, per incrementare l’offerta di taxi facendo circolare le auto sedici ore al giorno. Da studiare anche l’idea, suggerita dal Comune, del taxi sharing. A ben vedere, proprio il taxi è stato il primo mezzo condiviso a girare in tutte le città del mondo: condividerlo abbatte costi e tempi d’attesa. Sull’amministrazione ricade però la responsabilità di garantire condizioni minime per una puntuale erogazione del servizio. Il tema della viabilità è cruciale per determinare l’efficienza di tutto il trasporto pubblico, dai taxi ai tram. Solo il Comune può adottare misure capaci di privilegiare davvero chi sceglie di muoversi con i mezzi pubblici.

La situazione limite del traffico è nota, specie in centro, dove si concentra il maggior numero di spostamenti. Un taxi che impiega più tempo del normale per arrivare a destinazione è un taxi più caro e un taxi occupato troppo a lungo. L’aumento delle licenze non renderebbe le strade più libere… Una riflessione sarebbe forse da avviare anche sugli orari di apertura della metropolitana, diversi da quelli offerti in altre città del mondo. Nelle ore notturne il servizio taxi è delegato a farsi carico di un bisogno di mobilità che altrove condivide con altri mezzi anche nel cuore della notte. Ribadiamo però la comune volontà di mettere in campo gli strumenti necessari previsti dalla legge, quali la Commissione di Monitoraggio, per migliorare la nostra offerta, così che l’utenza continui a scegliere il servizio pubblico per i suoi spostamenti in città. Per questo contiamo sulla razionalità dei provvedimenti da adottare per raggiungere l’obiettivo di una mobilità che sia davvero smart a vantaggio di tutti, tassisti inclusi.

FIT CISL – FEDERTAXI CISAL – T.A.M. – UNIONE ARTIGIANI della Provincia di Milano – S.A.Ta.M – CNA LOMBARDIA – URITAXI – U.G.L. Taxi – UNICA Milano C.G.I.L. – CONFCOOPERATIVE – UIL Trasporti – Yellow Taxi 6969 – Radio Taxi Velasca 8585 – Taxiblu 4040 – Lega Coop –


Informazioni su Marco Taxistory

Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.
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5 Responses to Il Trasporto Pubblico Locale non di linea non è solo questione di numeri

  1. alby scrive:

    Ecco, con questo bel ciclostile pieno di ovvietà che sento dire da 30 anni le nostre gloriose OOSS hanno fatto il loro dovere.
    Come sempre.

  2. Marco Taxistory scrive:

    Come le ovvietà delle amministrazioni di sinistra che vogliono distruggere i tassisti perché, secondo la loro distorta visione, sono un simbolo di destra da abbattere. Alla solita malattia si risponde con la solita cura e se non basta si scende in piazza bloccando democraticamente il servizio. Magari di venerdì, come il trasporto pubblico di linea insegna.

  3. Khoolaas scrive:

    I tempi cambiano. Siamo alle trattative 4.0. Il comune dice taxi sharing, doppie guide e aumento delle licenze. Manco un secondo incontro e già due punti sono condivisi. Sulle nuove licenze invece ” non necessariamente”. Niente di male che si sia tutti D’ACCORDO, anche se immagino bisognerà sentire anche la regione x esempIo, per dire un altro attore necessario. Personalmente, nuove licenze penso di poter almeno dire:preferirei di NO.

  4. MASSIMO35 scrive:

    Come scriveva alcuni giorni fa un altro partecipante alla discussione su questo blog vorrei ricordare a tutti che questa giunta non è di sinistra. Almeno lo fossero davvero, forse non farebbero di tutto per affossare tutto ciò che è servizio pubblico. Questi sono invece sono i paladini del libero mercato in mano alle grosse società private! Sono i guru delle liberalizzazioni e del libero mercato. (In culo agli operai)! Si riempiono la bocca della parola sharig ma lo fanno promuovendo e sostenendo solo le grosse società private. Voglio proprio vedere il taxi condiviso che cosa sarà, mentre ricordo, per esempio, che la tariffa per corse condivise esiste da prima di Facebook. Ma queste sono robe vecchie.
    La sinistra, cosidetta, pensa in grande. È Smart è cool è progresso. Noi siamo antichi…forse perché ancora capiamo che l’unione fa la forza al di là delle bandiere!

  5. aldo scrive:

    ma io non capisco cosè il taxi condiviso ,se io prendo un taxi è perche non voglio nessuno attorno al cazzo semplice ,poi alla sera specialmente già faccio fermate tipo atm 3 persone 3 fermate costo 15 euro diviso tre sono 5 euro a persona cosa devo fare scarico carico in continuazione alle fermate pensate se uno arriva dopo 1 ora perchè invece di dire cazzate non danno qualche incentivo per lavorare con più furgoni ,e magari avere più rispetto dei tassisti e qualche volta ringraziare la categoria invece di considerarci come dei cani senza offesa per i cani .

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