Lance Armstrong: “La mia famiglia salvata dalla bancarotta grazie a 100.000 dollari investiti in Uber”

sport.sky.it Lance Armstrong è una fonte inesauribile di storie, provenienti dal ciclismo ma anche dalla sua vita privata. Il texano, che ha confessato l’uso di doping e per questo è stato privato della vittoria dei sette Tour de France vinti consecutivamente dal 1999 al 2005 e bannato definitivamente dal ciclismo, è stato salvato dalla bancarotta grazie a Uber. Intervistato da CNBC, Armstrong ha ammesso di aver investito 100.000 dollari a sua insaputa sulla compagnia di trasporto automobilistico privato tramitte app quando era ancora agli albori. 

“Conoscevo Chris Sacca, un famoso broker, quando era sulla cresta dell’onda per Google e Twitter – ha spiegato l’americano -. Ci trovavamo bene insieme ed eravamo amici. Nel 2010 mi disse che stava cercando degli investitori per un progetto interessante, io sapevo che era un uomo intelligente e con dei buoni contatti. Non sapevo nemmeno si trattasse di Uber, pensavo mi facesse investire su Twitter. Gli diedi 100mila dollari, per una compagnia che all’epoca valeva appena 3,7 milioni. Ora il suo valore è molto di più, questo è ovvio. Questo investimento ha salvato la mia famiglia e per questo seguo da vicino le evoluzioni di questa azienda”. Oggi Uber viene valutata 72 miliardi di dollari e nel 2019 le stime la spingeranno a 120 miliardi.

Armstrong, un debito di 111 milioni di $ con gli avvocati
Nella prima intervista televisiva concessa dai tempi in cui confessò a Oprah Winfrey nel 2013 l’uso ripetuto di sostanze dopanti nel corso della carriera, Armstrong ha parlato anche del mostruoso debito che ha accumulato a causa di quelli che molti hanno considerato ‘la più grande truffa’ nella storia dello sport. Lo scorso aprile, Lance ha trovato un accordo con il Governo americano per il pagamento di 5 milioni di dollari in danni in una causa che gli sarebbe costata 100 milioni. Non ha invece avuto alcuno sconto da parte degli avvocati, che gli hanno presentato una parcella record da 111 milioni di dollari. Quando gli è stato chiesto se con l’investimento in Uber avesse guadagnato 10, 20, 30, 40 o 50 milioni, Lance è stato vago: “Una di queste cifre…”.


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Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.
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5 risposte a Lance Armstrong: “La mia famiglia salvata dalla bancarotta grazie a 100.000 dollari investiti in Uber”

  1. MASSIMO 35 scrive:

    Tra ladroni ci si intende a quanto pare!

  2. Luigi Roberto Colombo scrive:

    Ammstrong chi il tossico che rubava i Tour de France ?

  3. Giuseppe scrive:

    Ragazzi buoni, è anche uno che si è portato dietro un tumore, piuttosto mi fa schifo il modo in cui tuner lo sta usando. Si è però una squalifica grossa è vero, ma la malattia a volte è un qualcosa che ti stravolge completamente

  4. MILANO32 scrive:

    Giuseppe, io non avrei tanta compassione.
    Questo sta sponsorizzando U..r per raccattare qualche altro spicciolo.
    Quel tumore se l’è procurato usando anabolizzanti a garganella sempre per doparsi.
    Come noto gli steroidi anabolizzanti danneggiano l’apparato riproduttivo.
    Se te lo ricordi da giovane quando ha vinto il mondiale era grosso come un torello.
    Tipico gonfiore indotto da steroidi anabolizzanti.
    Quando è tornato dopo il tumore aveva un fisico completamente diverso e non perché aveva fatto la chemio ma perché aveva smesso con gli anabolizzanti.
    Nel frattempo era iniziata l’era dell’EPO.
    Col doping (e che livello di doping) il signore viaggiava a botte di 10 e passa milioni di dollari/annui di ingaggio.
    Jet privato, atteggiamento da bullo coi colleghi e da schiavista coi gregari obbligati anche loro a doparsi come tori per stargli dietro in allenamento e poi in corsa.
    Un’altro grande professionista (campione del mondo) dell’era anabolizzanti ha avuto una figlia down e sempre per questo forse anche Basso ha avuto lo stesso tumore di Armstrong. E questi sono solo la punta dell’iceberg perché sono professionisti famosi. Poi c’è tutto il sommerso dilettantistico e amatoriale di cui non si sa nulla perché non riempiono TV e giornali.
    E’ un ambiente dove ballano molti soldi e quindi la tentazione di usare qualsiasi mezzo per vincere è troppo forte.
    D’altre parte il ciclismo è storicamente LA palestra del doping.
    La famosa “bomba” è sempre stata usata alla luce del sole fin dagli albori eroici del ciclismo.
    Se ti interessa ci sono alcuni libri che hanno scoperchiato il pentolone.
    Ad esempio: Il mio doping di Erwann Menthéour (ex prof)
    ma anche: Bestie da Vittoria Di Danilo Di Luca

  5. GIUSEPPE scrive:

    Milano 32, grazie delle delucidazioni e dei titoli che mi procurerò. Conosco L affare doping ma non pensavo che fossimo a quel punto. Sai, ho perso i miei genitori in 5 anni per cancro, uno dei quali probabilmente trattandosi di mesotelioma se lo becco’ EROICAMENTE GUIDANDO UNA GLORIOSA 600 MULTIPLA VERDENETA. A parte questo, fra il ciclista e ruber la complicità mi sembra comunque chiara. Mi procuro i libri ti ringrazio e ti abbraccio.

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