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Guerra dei taxi a Torino, l’Antitrust indaga per abuso di posizione dominante sulla Coop Taxi

Aperta un’istruttoria su esposto della concorrente Mytaxi: stamane ispezione negli uffici. Il presidente: “Nessuna violazione, siamo impegnati a migliorare il servizio” torino.repubblica.it

L’unione fa la forza, soprattutto contro la concorrenza. Dopo la notizia che l’Antitrust ha aperto un procedimento per possibile “abuso di posizione dominante” nei confronti della Società Cooperativa Taxi Torino, a cui aderisce oltre il 90% dei tassisti attivi in città, arriva la replica di Alberto Aimone Cat, presidente della cooperativa finita sotto inchiesta. 

“Non siamo sorpresi da questo procedimento – ha spiegato il numero uno di Taxi Torino –  Proprio per migliorare il nostro servizio e acquisire strumenti per essere attivi sul mercato con nostre app, abbiamo creato un’unica centrale Taxi Torino. Stiamo anche cercando di informare il cittadino sulle caratteristiche del nostro servizio e su tanti aspetti poco conosciuti  per tutelarlo da nuove offerte che non sempre rispecchiano le promesse. Crediamo che solo coordinando in modo omogeneo il servizio taxi nella città si possano raggiungere risultati in termini di servizio al cliente”. Secondo Aimone Cat “gli eventuali multiformi sistemi di chiamata, senza coordinamento, potrebbero solo creare disservizi alla clientela”.

Il servizio Taxi Torino  – nato dalla fusione delle storiche cooperative Radio taxi 5730 e Pronto taxi 5737 – dispone di una flotta di 1.400 vetture, di cui 340 ibride. E alla concorrenza tecnologica ha risposto con l’app Wetaxi che permette di prenotare la corsa dal cellulare, visualizzare e pagare in anticipo la tariffa, con promozioni speciali per chi prende il taxi in condivisione su determinati percorsi, come quello che collega il centro all’aeroporto.

Oggi funzionari dell’Antitrust insieme alla Guardia di Finanza hanno eseguito delle ispezioni nelle sedi della cooperativa per acquisire elementi utili ai fini dell’accertamento. Il procedimento aperto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato riguarda le clausole dello Statuto della Società Cooperativa Taxi Torino che individuano obblighi di non concorrenza per gli aderenti alla cooperativa, e le esclusioni di alcuni tassisti soci che hanno violato quelle regole. Obblighi che, secondo l’Antitrust, sarebbero volti ad impedire l’utilizzo simultaneo da parte dei tassisti aderenti alla cooperativa di più intermediari per la fornitura di servizi di raccolta e smistamento della domanda di taxi, vincolandoli a destinare tutta la propria capacità (in termini corse/turno) alla cooperativa stessa. Verrebbe così impedito o ostacolato l’accesso e lo sviluppo di altri fornitori e, in particolare, del nuovo operatore Mytaxi, che offre servizi innovativi di questo tipo e opera secondo un modello di piattaforma “aperta”, nel mercato dei servizi di raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi nel Comune di Torino.


6 thoughts on “Guerra dei taxi a Torino, l’Antitrust indaga per abuso di posizione dominante sulla Coop Taxi

  1. Sala! A Milano non si respira più, adesso che anche tu hai la tua terra dei fuochi sei soddisfatto? Ma come mai gli incendi sono alla bovisasca? Oh granellino stai attento quando accendi le sigarette!!! Poi ci dite di tenere spenti i riscaldamenti mettete L area b e 200 colleghi non possono lavorare? E gli abusivi bulgari cinesi marocchini??? Quando incendierete anche lo stadio di San siro??? Andate a vivere in un centro sociale!!!!!!!!!!!! BOVARIIIIIIIIIIII

  2. Secondo me mi dispiace ma i 200 colleghi dovevano comprare macchine nuove come tutti noi e non auto con più di 10 anni ! Avere i Mercedes usati e vecchi per fare i fighi non serve a nulla . Se vuoi fare il Figo il Mercedes te li compri nuovo se non puoi permettertelo ti compri la dacia come molti altri

  3. Manuel ci sono Mercedes e Bmw di 10 anni tenute in modo maniacale che manco una macchina nuova di una settimana è così pulita. Ma il punto è un altro: se stai giocando una mano di briscola non può intervenire il padrone di casa a inventarsi nuove regole senza preavviso. Così sembra una carognata da sadici, il preavviso andava dato almeno due o tre anni prima per non mettere nei guai decine di padri di famiglia. Ma l’onestà intellettuale sappiamo che non è di questo partito.

  4. Semplice…il servizio taxi è regolamentato e ha tariffe amministrate, nel interesse del público, in modo indifferenziato.
    Se si uniscono 2 cooperative migliorano il servizio.
    Pero per loro non va bene.
    Strano le multinazionali comprano i più piccoli diventando esse sempre più grosse. E togliendosi i concorrenti di torno.
    Ma questo comportamento va bene!

    Se ci fossero solo loro. Che succederebbe?
    Andate in certe città tedesche dov’è sono loro ad avere il monopolio e vedete cosa fanno.
    Ma se sono loro ad avere il monopolio va bene.
    M..y…… i radio taxi non hanno obbligato i tassisti ad aderire. Sono i tassisti che hanno deciso di aderire.
    Se non ce la fate a reclutarne di nuovi pace. Non ci potete obbligare, siamo noi a decidere. Mi dispiace…

  5. M….. ha avuto il coraggio di chiedere al comune di emanare nuovo licenze!!!
    Spero vivamente che dietro non ci sia altro …

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