Cina, il de profundis dei taxi E spuntano i cimiteri di auto gialle

italiaoggi.it Distese di auto gialle parcheggiate, una a fianco all’altra, in grandi piazzali. In Cina spuntano i cimiteri dei taxi: i cab, infatti, vengono soppiantati dal noleggio con conducente fornito da servizi online, con i tassisti che abbandonano le società per lavorare in proprio grazie agli Uber in salsa cinese. Del fenomeno si è occupato anche il Quotidiano del Popolo, il giornale ufficiale del Partito comunista cinese, che ha preso ad esempio il caso di Nanchino, l’importante capoluogo della provincia di Jiangsu, una metropoli di oltre 8 milioni di abitanti. 

Qui, nell’ex capitale della Cina, più di 3 mila taxi – circa un quarto di quelli in servizio nella città – sono fermi da tempo perché inutilizzati. I cittadini, ora, scelgono i servizi di autonoleggio con conducente online per gli spostamenti in area urbana. Il ricorso a questi servizi è esploso lo scorso anno, impattando sul mercato cinese del trasporto privato: solo a Nanchino, come spiega il segretario della locale Associazione dei tassisti Ling Qiang, lo scorso anno le auto a noleggio con conducente sono aumentate di duemila unità, comportando una fuga degli autisti dalle compagnie di taxi. Queste società hanno provato a porre un freno all’uscita dei tassisti, tagliando di oltre il 30% i canoni mensili per l’utilizzo dei mezzi, tuttavia questa misura si è rilevata inefficace.

«Il processo è inevitabile», ha spiegato al Quotidiano del Popolo Zhu Wei, docente dell’Università di Scienze politiche e Legge della Cina. «I consumatori preferiscono i servizi di auto online, questo è il responso del mercato».

L’industria dei taxi tradizionali è in crisi: i cinesi optano per aziende online come Didi Chuzing – la principale piattaforma di questo tipo al mondo, che nel 2017 ha registrato 7,43 miliardi di corse – oppure Meituan Dache. Società come queste hanno contribuito a ridurre le tariffe e a fare una forte concorrenza al mercato dei taxi. Tornando a Nanchino, per esempio, i viaggi sulle auto gialle nei primi mesi del 2018 sono diminuiti del 50% rispetto allo scorso anno e di conseguenza il reddito mensile in un tassista – che in media lavora 12 ore al giorno – è sceso da 6 mila yuan a circa 4 mila (poco più di 500 euro), spingendo così gli autisti a preferire le compagnie online, che garantiscono guadagni maggiori e anche più flessibilità nel lavoro. «Questa guerra dei prezzi», conclude il professor Wei, «deve essere fermata dal governo prima che possa causare danni ad altre società e alle industrie del settore».


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Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.
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5 risposte a Cina, il de profundis dei taxi E spuntano i cimiteri di auto gialle

  1. Raoul scrive:

    Vedo che anche il comunismo cinese è dalla parte dei più deboli 🙁 …
    Comunque è un segnale MOLTO preoccupante per chi di taxi ci vive e su di esso ha pianificato il proprio futuro; di fatto gli smartphone e le app collegate stanno distruggendo con gran voracità il tessuto produttivo della società sana di molti Paesi. Non illudiamoci, noi italiani, di essere immuni dal fenomeno.

  2. roberto scrive:

    la fine che faremo noi se non ci svegliamo

  3. francesco scrive:

    giusto per capire… il tassista abbandona la compagnia di taxi per andare con un’app?
    in cina il tassista è titolare di licenza o è l’autista schiavo della compagnia di taxi? non mi è molto chiaro l’ipotetico confronto con la situazione italiana

  4. Marco Taxistory scrive:

    In Cina vige un sistema ex comunista per cui lo Stato dà l’appalto del trasporto pubblico taxi a delle aziende private, le quali assumono poveri disgraziati che lavorano per due cicche e un peperone. Chi sgarra viene tagliato fuori con punti di demerito e sospensioni della patente di tassista fino a 5 anni e oltre.

  5. Stefano scrive:

    Grazie Marco per la tua delucidazione, ma una cosa non mi è assolutamente chiara in questo articolo .
    Cioè le licenze di noleggio con conducente sono aumaentate di ben 2000 unità nell ultimo anno e allo stesso tempo oltre 3000 taxi sono fermi per inattività .
    Cioè che significa ?? Hanno emesso ben 2000 licenze di noleggio con conducente nuove ??
    I quasi 3000 taxi sono fermi perchè gli stessi driver dei taxi sono alla guida delle 2000 licenze di autonoleggio suddette ?? A chi sono in mano queste licenze ? Alle varie Didi o Meituan oppure agli ex driver tassisti che collaborano con questi colossi dandole la percentuale ( direi tangente…..) sulla corsa effettuata modello Ruber ??
    Grazie per una eventuale risposta.

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