Vittoria per Uber in Francia, il giudice conferma: “Gli autisti non sono dipendenti”

lastampa.it Un tribunale del lavoro francese ha riconosciuto che gli autisti di Uber sono lavoratori autonomi e non dipendenti della società. La sentenza in un processo avviato da un autista che aveva chiesto al giudice considerare il suo rapporto di lavoro con Uber come quello di un dipendente. «Gli autisti che utilizzano Uber sono liberi di scegliere se, quando e dove guidare, non sono soggetti a turni o ad orari minimi di lavoro», ha commentato un portavoce di Uber.

Per la società americana la sentenza è una buona notizia, perché il modello economico che promuove potrebbe essere messo a rischio da un eventuale obbligo di assumere tutti gli autisti, compresi quelli che scelgono di guidare con Uber per poche ore alla settimana.

La sentenza ha anche stabilito che l’app di Uber opera «nel business dell’intermediazione e non in quello del servizio taxi» e pertanto non va considerata un datore di lavoro. La sentenza francese va contro quella della Corte europea del Lussemburgo, la quale nel dicembre scorso aveva affermato che Uber non è un gruppo tecnologico ma un servizio taxi.

Il Tribunale «sostiene che le parti non sono vincolate da nessun contratto di lavoro e che si tratta in realtà di un contratto commerciale concluso tra il signor Menard e Uber». Ora l’autista ha un mese di tempo per presentare ricorso.


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8 risposte a Vittoria per Uber in Francia, il giudice conferma: “Gli autisti non sono dipendenti”

  1. francesco scrive:

    la vittoria del caporalato…
    in ogni caso il sig. menard può sempre scegliere di abbandonare il suo attuale intermediario se non si trova bene… magari scegliendo un tradizionale rtx sempre ammesso che abbia una licenza… ma non conoscendo la normativa francese non mi pronuncio.
    una cosa è certa: l’intermediario non obbliga nessuno. se il driver accetta le condizioni dell’intermediario è complice e non ha alcun senso lamentarsi.
    il sig. menard mi sembra che faccia il paraculo tanto quanto il suo intermediario.

  2. Bravo96 scrive:

    … si tralascia un aspetto fondamentale, che l’ intermediario nella fattispecie stabilisce il prezzo della prestazione il che fa di lui un datore di lavoro.

  3. JUNIO VALERIO scrive:

    Bravo 96 purtroppo non è come dici. Il procuratore di un calciatore di fatto intermediario come RU… ET SIMILIA NON È IL SUO DATORE DI LAVORO. Bisogna vedere comunque se il sig. Menard è un professionista, il che può dargli legalità, oppure è un POP. E allora. Comunque sia pur non conoscendo la legislatura Francesca questa sentenza è sospetta in quanto ci domandiamo: PERCHÉ VA CONTRO IN MANIERA TRANCIANTE CONTRO LA SRNTENZA DELLA CORTE EUROPEA?

  4. Bravo96 scrive:

    @ Junio Valerio … non potevi scegliere esempio meno calzante… il procuratore sportivo mette in contatto un giocatore con una società previa ampia contrattazione e definizione di condizioni lavorative e retributive, quindi il giocatore propone chiaramente le sue richieste e quindi da lì parte la trattativa dove il procuratore perfeziona un contratto. Se mi permetti in questo caso di intermediazione digitale, la multinazionale non solo impone il prezzo della corsa al driver ma lo obbliga a offrire e acqua minerale e cioccolatini ai clienti. Non parliamo poi delle percentuali di intermediazioni che sfiorano il 25% al contrario ad esempio di un agenzia di intermediazione immobiliare in cui le percentuali del servizio variano dal 2 al 4 %. Sottolineo che l’agenzia immobiliare non impone a chi vende a quanto deve vendere!!!

  5. JUNIO VALERIO scrive:

    Quello della moto doveva fermarsi, era coinvolto indirettamente, il problema è a questo punto: se mi trovo nelle vicinanze dell incidente con un cliente a bordo come devo comportarmi in una situazione del genere?????? Il nome lo immagino, chiamiamolo pure L INNOMINABILE. Io sono sempre del parere che noi siamo ormai PERSEGUITATI(e mi perdonino tutte le vittime di tutte le persecuzioni). VOGLIO METTERCI NELLE CONDIZIONI DI AVERE PAURA. E allora se hanno deciso di metterci al rogo come i poveri ERETICI ALBIGESI siano almeno corretti e ce li dicano. NON SI PUÒ CONTINUARE A LAVORARE CON LA SANTA INQUISIZIONE ALLE CALCAGNA.

  6. JUNIO VALERIO scrive:

    BRAVO 96, chapeaux. Ho sbagliato ad esprimere il concetto. Sottoscrivo in pieno la tua replica

  7. lele scrive:

    MA SI TRATTA DI UN “NCC” FRANCESE oppure di un POP ?

  8. zaffiro scrive:

    Junio Valerio non mi pare che vada contro sentenza europea che stabiliva no dipendente o meno ma se faceva trasporto persone o meno e quindi necessita di licenza e rispetto della normativa in tal senso vigente nei paesi dove opera di conseguenza se ti avvali di ncc il tale deve operare secondo tale disciplina ,cosa ovviamente che non fanno ecc ecc .Nel caso specifico come dice Francesco il sig. Menard puo rifiutare collaborazione . Tranquillo che in Francia se necessario si fanno “sentire “i colleghi

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