Trieste Prezzi stracciati e pubblicità online: tassisti in rivolta contro gli abusivi a Trieste

ilpiccolo.gelocal.it Esiste un sistema parallelo a quello dei tassisti che, abusivamente, opera a Trieste per brevi spostamenti, piccole tratte o gite fuori porta. Un sistema sempre più affollato. Gli autisti improvvisati che lavorano in nero, senza licenza e praticando tariffe con cui i conducenti in regola non possono competere, stanno aumentando a dismisura. Complici anche i social network, che gli abusivi utilizzano come vere e proprie bacheche dove pubblicizzare le proprie proposte e scovare potenziali clienti.

Uber e le altre, le app che fanno concorrenza ai taxi A Roma sono esplose le proteste dei tassisti contro un emendamento al decreto Milleproroghe che fa slittare a fine anno la regolamentazione di Uber e dei nuovi servizi digitali che stanno rivoluzionando il settore dei trasporti. Ecco come funzionano le app più diffuse in circolazione

«Autista con mezzo proprio offesi a persone anziane e non per accompagnamento visite, spese, piccoli viaggi e uscite serali», si legge in un annuncio.

«Se non vuoi guidare – scrive un altro autista improvvisato -, sono disponibile per brevi viaggi, gite fuori porta, cene e dopocena. Servizio con macchina propria». E ancora c’è chi gioca la carta dell’ironia: «Vorresti andare in centro e non vuoi impazzire a cercare parcheggio? Vuoi andare a fare shopping all’Ikea ma non hai voglia di guidare o sogni una serata di aperitivi e hai paura di perdere la partente? Contattami, passo a prenderti io che sono un autista con esperienza, serio, di bella presenza con prezzi modici e disponibilità immediata». Annunci che, mese dopo mese, si stanno moltiplicando e fanno saltare sul sedile del loro taxi quanti hanno pagato una licenza, praticano tariffe precise e imposte dal Comune, e accendono il tassametro appena un cliente sale in macchina.

Contattati in privato i sedicenti autisti confermano serenamente la loro disponibilità e danno indicazioni precise sulle tariffe. Qualche esempio? Per il tragitto da Trieste all’aeroporto di Ronchi dei Legionari chiedono 25 euro per una sola persona, 30 euro invece se i passeggeri sono due e con bagagli. Per il medesimo tragitto, la tariffa stabilita dal Comune per i taxi è di 58 euro, praticamente il doppio. Da Largo Barriera all’ospedale di Cattinara contattando un abusivo si spendono 7 euro contro i 12 euro previsti dalle tabelle ufficiali dei tassisti (14 euro nei festivi). Per i brevi percorsi in città chi si propone abusivamente contratta la tariffa di volta in volta con il cliente, anche in base ai tempi di attesa.

Le licenze per taxi a Trieste sono 250. A queste si aggiungono 40 autorizzazioni “Ncc”, ovvero di noleggio con conducente. «Dalle informazioni che stiamo raccogliendo, oltre che con gli annunci sui social, gli abusivi lavorano parecchio con il passa parola e il fenomeno è in netto aumento», evidenzia Davide Secoli, presidente della Cooperativa Radio Taxi che raggruppa 214 tassisti. Un’altra ventina opera attraverso la cooperativa Alabarda e una decina di operatori si gestisce autonomamente, quindi senza il supporto dello smistamento delle telefonate dai centralini ma – come previsto da regolamento comunale – imbarcando i clienti nei parcheggi taxi, al volo per strada o attraverso le chiamate alle apposite colonnine. I tassisti non potrebbero pubblicizzare il loro numero di cellulare eppure qualcuno lo fa con tanto di sito internet personale. «Esiste di fatto un servizio parallelo al nostro, – denuncia Secoli -. Servono più controlli e più collaborazione da parte della polizia locale: abbiamo bisogno di maggior tutela e di interventi che servano da deterrente per chi non rispetta le regole».

I tassisti hanno inviato agli uffici comunali competenti – che fanno capo all’assessore Maurizio Bucci – alcuni degli annunci recuperati in rete. «Da poco si è stabilito un sistema di segnalazione, – spiega Antonio Chersi, rappresentante dei tassisti in Confartigianato -. Gli annunci per ora sono ancora lì, ben visibili, vediamo se la collaborazione darà i suoi frutti». Il problema degli abusivi, che va ad aggiungersi a quello della concorrenza sleale in arrivo anche dalla Slovenia, non è nuovo a Trieste. I rappresentanti della categoria avevano già denunciato il fenomeno quando si erano avvertiti i primi segnali «eppure – valuta Mauro De Tela, presidente regionale di Uritaxi – i controlli restano pochi mentre gli abusivi aumentano». «Mancano le verifiche – sottolinea Pietro Cervi, rappresentante della categoria in Cna – il nostro lavoro fa già difficoltà a reggere la concorrenza legale come quella di realtà come Goopti: se non si mette un freno agli abusivi si rischia di creare serie difficoltà al comparto». Il comandante della polizia locale Sergio Abbate, ricordando che chi svolge abusivamente il servizio di trasporto rischia non solo sanzioni ma pure il fermo amministrativo e pure la confisca del mezzo, invita i tassisti a segnalare i casi riscontrati.


2 commenti

  1. Io mi chiedo che ca.z… Di paese è l’Italia. A sta gente gli andrebbe tolta la patente a vita per giuda

  2. Non so se sia stato un errore di dichiarazione, ma i taxisti ‘non aderenti’ a Delle coop, per intenderci chi non ha la radio, non ha app o altro, può eccome pubblicizzarsi come singola impresa esattamente come le coop. Intendo taxisti regolari naturalmente. Chi ha dei dubbi si rilegga la 21/92.

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