Uber: il programma Ripley, ostacolo alle indagini?

webnews.it Non è un compito semplice quello ereditato dal nuovo CEO Dara Khosrowshahi. Uber continua ad essere al centro di accese discussioni riguardanti presunte violazioni di proprietà intellettuali, pratiche di concorrenza sleale e attività dannose per la privacy degli utenti. Oggi l’ennesima tegola: si parla di un sistema messo in atto, secondo alcuni, con l’obiettivo di ostacolare le indagini delle autorità.

Noto internamente con il nome in codice Ripley (un richiamo alla filmografia di Alien), il programma consentirebbe a un team di disattivare da remoto l’accesso alle informazioni nel caso di sopralluogo da parte delle forze di polizia. Stando alla fonte della notizia sarebbe stato impiegato oltre venti volte tra la primavera 2015 e la fine del 2016, in occasione di raid effettuati in Canada, in Belgio, a Hong Kong e in altre location a livello globale, tutti risolti in un nulla di fatto per gli investigatori.

Non appena negli uffici si palesano gli agenti, un responsabile compone un numero e, dal quartier generale di San Francisco, personale appositamente addestrato rende impossibile ottenere i dati contenuti nei computer e nei dispositivi mobile esaminati, mediante un’istantanea modifica delle credenziali per il login. Questa la dichiarazione di un portavoce Uber affidata alle pagine di Bloomberg.

Come ogni gruppo con uffici in tutto il mondo abbiamo procedure di sicurezza operative per proteggere le informazioni legate all’azienda e ai clienti. Quando si tratta di indagini governative la nostra policy prevede la cooperazione con tutte le ricerche e richieste valide relative ai dati.

Legittima tutela di informazioni riservate o strumento pensato per costituire un intralcio alle indagini? Il confine tra l’una e l’altra cosa è sottile. Si parla anche di un software sviluppato internamente a partire dal 2016, chiamato uLocker: il programma, che pare non essere mai stato effettivamente impiegato, mostrerebbe una schermata di login fasulla nel caso di visita da parte delle autorità.



 

Informazioni su Marco Taxistory

Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.
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7 risposte a Uber: il programma Ripley, ostacolo alle indagini?

  1. Raoul scrive:

    Non credo si “sparli” di U. per invidia, perché se si ha un po’ di sale in zucca è difficile accettare quella società come modello economico sano e morale, visto che nella sua ancor breve vita sta acquisendo più “membri” di una meretrice. Nemmeno Totò Riina, personaggio tristemente noto, ha avuto tale risalto quando era in vita.

  2. paolo tonani scrive:

    vanno perfettamente d’accordo con i maiali che sono a montecitorio.
    una razza una faccia
    il 4 aprile è alle porte.

  3. Maya scrive:

    Dare dei Mafiosi é diffamatorio,quindi non lo dò.

  4. zaffiro scrive:

    Altro che hacker,pirati informatici .Tutta brava gente.Se lo farebbe un imprenditore italiano sarebbe gia sotto processo,ma si sa,con le imprese miliardarie si “dialoga “

  5. OSLO21 scrive:

    Amici diciamocelo chiaramente! SONO 73 ANNI CHE IL NOSTRO PAESE È STATO PRIMA E ANCHE ORA COLONIA!!!!!!!!!!! DEGLI USA, E ORA SEMPLICE APPENDICITE DELLA SEDICENTE E LIBERISTA UNIONE EUROPEA. Si può cambiare? SI!!!!!! Basta non mettere una X SUI RAGGRUPPAMENTI DEL CENTRO DX E DEL CENTRO SX SATELLITI COMPRESI. Guardate la scheda elettorale e poi decidete come vi sembra giusto. VOGLIAMO TORNATE PADRONI A CASA NOSTRA? Auguri e buon lavoro a tutti.

  6. alby scrive:

    Facesse, ti prego!

  7. zaffiro scrive:

    Con i miliardi superi qualsiasi ostacolo

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