TAXISTORY

Il Blog dei Tassisti

“Ora ti ammazzo come il tuo collega”: il racconto choc del tassista aggredito / VIDEO

ilgiorno.it «L’indifferenza della gente mi ha lasciato senza parole: mi viene da piangere a pensarci». Più delle botte prese. Più di quel morso che quasi gli ha portato via un lobo. Più del dolore per il setto nasale fratturato. «Ho incrociato lo sguardo di una signora che guidava una Mercedes: ero a terra con gli abiti inzuppati di sangue, lei ha rallentato e poi è ripartita come se niente fosse». È ancora sotto choc P.B., 48 anni, da 25 tassista per la centrale radio 8585, aggredito ieri poco dopo le 7 in via Lepetit dal body builder 29enne A. B., poi arrestato con l’accusa di lesioni gravissime dagli agenti delle Volanti. È lui a descrivere al Giorno la sequenza choc: «Perché non accada mai più un fatto del genere e per sensibilizzare l’opinione pubblica: non si può restare inermi davanti a una persona che sta chiedendo aiuto, basta telefonare alle forze dell’ordine, non servono gesti di eroismo ma soltanto un atto di sensibilità che nemmeno un cane randagio ti negherebbe».

Quando è iniziato tutto?

«Verso le 7.10, secondo l’orario segnato dalla telecamera interna del taxi. Ero parcheggiato all’angolo tra via Lepetit e via Vitruvio quando ho sentito qualcuno che inveiva urlando frasi come “Ti ammazzo come il tuo collega” (facendo evidentemente riferimento a Luca Massari, pestato a morte il 10 ottobre 2010, ndr) e altri insulti. Non ci ho dato tanto peso, ho pensato alle parole di un bullo al volante: dopotutto non gli stavo ostruendo il passaggio, poteva tranquillamente attraversare con la sua utilitaria (una Yaris, ndr). Ho deciso comunque di spostarmi di qualche decina di metri per evitare guai, in un posto riservato davanti a un albergo».

E lì cos’è successo?

«Mi ha aggredito la prima volta, armato di coltello. C’è stata una colluttazione, ma ho cercato in tutti i modi di evitare il contatto. Ci siamo separati e sembrava finita lì».

E invece?

«Dopo pochi secondi, mi è venuto ancora addosso cercando di darmi una testata: io l’ho schivato, e a quel punto mi ha morso l’orecchio sinistro. Ho iniziato a sanguinare, non capivo più nulla. Intorno a me vedevo auto passare e totale disinteresse. A quel punto, mi sono messo davanti alla sua macchina per impedirgli di andarsene: mi ha investito e io sono finito con la faccia sul cofano, fratturandomi il naso».

E poi?

«Poi ha accelerato, sono rimasto aggrappato al cofano per qualche metro fin quando sono rovinato a terra dopo la frenata. In quel momento ho incrociato lo sguardo di quella donna: ho mosso gli occhi come a implorarla di darmi una mano, ma lei è sparita dietro la curva. Poi, per fortuna, sono arrivati gli agenti della polizia. Sono salito in ambulanza alle 8 precise, quasi un’ora dopo il primo agguato».

Come sta adesso?

«Sono dolorante per i colpi presi, ma la cosa che mi fa quasi piangere è l’atteggiamento della gente: nessuno si è fermato, quello avrebbe potuto ammazzarmi in tutti quei minuti e nessuno avrebbe mosso un dito. Non è possibile: che ci sia la delinquenza è un fatto, ma che tutti si voltino dall’altra parte senza nemmeno sentirsi in dovere di fare una telefonata lo trovo davvero sconcertante».

23 thoughts on ““Ora ti ammazzo come il tuo collega”: il racconto choc del tassista aggredito / VIDEO

  1. La solitudine del tassista è un problema pubblico. I due morti ammazzati a Milano di giorno, l’aggressione criminale di ieri con intenti dichiaratamente omicidi, le infinite aggressioni notturne sono un problema pubblico. Perché il taxi è un servizio pubblico è il Comune semplicemente non può fregare e xchè se la città diventa una jungla a cosa serve un sindaco, una giunta?

  2. Magari per difenderti gli spari una pistolettata ad aria compressa in faccia e ti arrestano per tentato omicidio. Piuttosto che finire così preferisco farmi la galera

  3. SOLO LESIONI GRAVI ? MINACCIE E TENTATO OMICIDIO ,NO ? SE minacci di ammazzare e scendi con un coltello e poi fai quello che fai come lo definisci ? curiosi di sentire l’avvocato della difesa.

  4. condivido con koolaas… è un problema pubblico. che riguarda tutti i cittadini, dai tassisti ai pedoni, da chi fa la fila allo sportello e si vede scavalcare…
    ogni cosa può scatenare l’inferno.
    è un problema sociale che deve essere in primo luogo accettato, non negato, poi capito, affrontato e risolto.
    ognuno può contribuire a suo modo, ma che il sindaco e gli assessori mettano la testa sotto la sabbia li rende complici di questo degrado.
    se guardate la pagina facebook dell’aggressore vedrete sani principi, amore, gioia, valori positivi, salvo poi scatenare la forza bruta… l’unica cosa che arriva dove non arriva l’intelligenza.
    i miei auguri al collega, riprenditi in fretta.
    i miei auguri all’aggressore… che si si faccia due anni almeno a san vittore violentato dalla peggior feccia… altro che porgere l’altra guancia.

  5. Dopo tre reati ti fai 20 anni di carcere perché evidentemente sei un soggetto non recuperabile.
    Ah no ho sbagliato paese….

  6. ma nel video vedo almeno due taxi con l’insegna accesa passare un cenno di richiamo e forse si sarebbe fermati.

  7. L indifferenza di palazzo marino è la testimonianza del pregiudizio politico verso la nostra categoria. L indifferenza di un popolo cerebroleso è lo specchio del mondo TURBOCAPITALISTA, che tutto nega TRANNE IL BUSINESS. Da un popolo che va fuori di testa per il BLACK FRIDAY, per un rito da PORCILAIA CONSUMISTA cosa vogliamo aspettarci? Un appello alla signora carmela rozza: per favore, se può dica due parole su questo fatto. SIAMO IN TANTI ORMAI A SENTIRCI SOLI, in tanti a non avere FIDUCIA. Grazie e auguri al nostro collega anche per il DOPO, visto che il suo aggressore NON VERRÀ MAI!!!!! CONDANNATO!….. neppure a due mesi di lavori socialmente utili.

  8. Roba da matti…..
    Comunque senza fare commenti pro o contro comune per motivi politici…., si può seriamente affrontare dal punto di vista legale la questione se è lecito portare un arma per legittima difesa all’ interno della propria auto perchè la nostra auto è per noi una seconda casa oltre che essere il nostro posto di lavoro, dato che la nostra auto è addibita al servizio pubblico e non privato.
    E se la risposta è del tutto positiva penso che in casi del genere usare un arma per legittima difesa sia del tutto normale.
    Della serie meglio affrontare un bel processo piuttosto che andare da morti al proprio funerale !!!!

  9. Spiace ciò che è successo,ma cosi è…purtroppo gli esaltati,i pazzi e i drogati ci sono sempre stati.
    Certo viviamo un periodo che sotto ogni punto di vista porta ognuno di noi a farsi i fatti propi.
    La violenza è spaventosa da un po di anni a questa parte e l’indifferenza/ paura della gente c’e sempre stata.
    Certo come dice il collega,qualcuno che ha visto,tipo la signora,un colpo di telefono ai carabinieri poteva darlo.
    Noi ci troviamo maggiormente esposti lavorando in strada e x questo bisogna premunirsi.
    Siamo attaccati da tutti,persino da quei rappresentanti della legge che invece di tutelarti vanno giu più pesanti…abbiamo sempre colpa noi,non ve ne siete accorti?
    Mi auguro che questo faccia un annetto di carcere,ma con le leggi italiane un aggressione fatta a mani nude viene punita in maniera ridicola,peccato che il soggetto visto cosi è già una arma,e al collega è andata bene stavolta,perchè un pugno dato bene da un soggetto cosi grosso ti può uccidere….rimedi?
    Procuratevi lo spray che vendono anche in tabaccheria,è legale ed è l’unico modo di difendersi in situazioni gravi come questa……sarebbe caduto come un sacco di patate.

  10. Un sindaco e una giunta che non dicono una parola che vergogna
    SOLO DOVERI E NESSUNA TUTELA UN SERVIZIO CHE AL COMUNE DI MILANO NON COSTA NULLA.
    AUGURI AL COLLEGA

  11. siete sicuri che sia già ai domiciliari, Spada per una testata al giornalista è ancora dentro dopo un mese, ingrandendo le immagini ho individuato uno dei due coraggiosi colleghi che non si sono fermati, per essere precisi quello che ha pure rischiato di investirlo, non poteva non essersi accorto di nulla. Non dirò chi è ma due parole a lui, quelle si.

  12. Episodio molto grave.
    L’indifferenza purtroppo regna sovrana in questi tempi…la gente ha la testa al black friday (neo rito di rimbecillimento di masse già ultra rimbecillite) non si può mica fermare per soccorrere.
    Nel video si vede che sono passati due taxi probabilmente non avranno capito che stava accadendo.
    Blade runner è ormai realtà: degrado urbano, indifferenza totale, multinazionali sovrane

    Solidarietà al vs. collega

    Saluti

  13. Guido, quando gli dirai due parole, chiamami, che 2 più 2 fanno 4 parole, e comunque………aspettiamo ancora 2 parole dagli eroi di palazzo Marino. Forza soviet, solo un paio di paroline di SOLIDARIETÀ(voi che della SOLIDARIETÀ) ne avete fatta UNA PROFESSIONE DI FEDE!

  14. Solidarietà al collega ed è vero…Il comune dov’è???Sanno solo mandare in giro auto in borghese a controllare i taxi…..ma chi controlla i balordi i tossici gli ncc irregolari e chi più ne ha più ne metta.Una parola sola.Che schifo

  15. …e intanto è già ai domiciliari,in fondo come detto dal pluripregiudicato siciliano della scorsa settimana in un audio rivolto ad un giornalista,se scrivi ancora su di me,vengo li e ti massacro con le mie mani,tanto lo sai che se ti massacro con le mani non mi fanno niente…..eccone un altra dimostrazione,a mani nude puoi ammazzare qualcuno che te la cavi con poco.
    EVVIVA L’ITALIA E LA GIUSTIZIA ITALIANA.

  16. Oggi sono stato fermato dai vigili i quali mi hanno invitato a cambiare la targa causa un pezzettino di nero staccato. Sono dovuto correre in via Messina e motorizzazione. Entro domani targhe nuove o sequestro vettura. GRANELLA? Hai capito? Mi presti la JAGUAR VAN 27 POSTI?

  17. reagire a un sopruso non si deve con tutte le telecamere che ci sono a Milano, si prende la targa e si sistema con calma più in avanti.

  18. Martedì mattina c’è il processo per direttissima all’energumeno che ha massacrato il collega. Attualmente è provvisoriamente ai domiciliari, io direi di presentarci in aula per far sentire la nostra solidarietà e magari inscenare una bella protestai in caso di mancata pesante condanna o quant’altro. ci troviamo al nostro posteggio verso le 8.30/9.

  19. Ciao Marco, potresti pubblicare questo annuncio? Domani mattina alle 8,30 è stato calendarizzato il processo per direttissima al tizio che ha picchiato il collega staccandogli mezzo orecchio. le udienze sono a porte aperte, chi volesse venire a dare la sua solidarietà si trovi nel nostro posteggio fronte tribunale dopo le 8.

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