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Milano, ecco il numero unico. Ma la categoria conferma il fermo

ilgiorno.it Il numero unico del Comune è pronto a (ri)partire. Dopo una lunghissima gestazione e un inizio poco incoraggiante, sta per prendere definitivamente forma il progetto «Milano in Taxi» messo in piedi da Fastweb su mandato dell’amministrazione per sostituire le vecchie colonnine ormai in disuso. L’altroieri, il sistema è stato presentato dai tecnici ai rappresentanti sindacali della categoria: 35 secondi di tempo per rispondere alla chiamata, in caso contrario si passerà all’altra auto bianca in coda; al momento, non è prevista alcuna «black list», vale a dire un elenco di persone che hanno «prenotato» la macchina senza poi presentarsi all’appuntamento.

L’applicazione, scaricabile gratuitamente dai conducenti, servirà sia a smistare le richieste dell’utenza (via tablet o smartphone) che a gestire i turni. A proposito di turni, l’assessore alla Mobilità Marco Granelli ha inviato una lettera all’omologo in Regione Alessandro Sorte per chiedere una proroga tecnica per l’entrata in vigore del nuovo sistema di turni: dal 1° dicembre all’8 gennaio, così da consentire l’implementazione del nuovo sistema informatizzato. Si vedrà. Intanto resta confermato il fermo nazionale del servizio dalle 8 alle 22 di martedì per protestare contro la paventata «liberalizzazione da parte del Governo»: garantiti come sempre i servizi straordinari per anziani, disabili e donne in gravidanza, presìdi nei principali posteggi della città. Ultima nota per segnalare un evento a suo modo storico per il mondo del trasporto pubblico non di linea: per la prima volta, i rappresentanti dei tassisti e dei noleggiatori con conducente hanno condiviso un documento inviato all’esecutivo, quello sul decreto legislativo di riordino del settore.

di NICOLA PALMA


 

9 thoughts on “Milano, ecco il numero unico. Ma la categoria conferma il fermo

  1. UN SUCCESSONE !
    Direi
    Meno male che le proposte di aria preistorica ci sono!
    Ora siamo tutti più tranquilli:::::::
    Questo sì che farà fuggire le multinazionali!

    Che bello numero unico e Myt…!!

    IPOCRISIA TOTALE

  2. Ma che caso! Tutto adesso a ridosso dello sciopero . A parte che con la nostra protesta “NON CENTRA NIENTE ” ma l’accordo di cui parlano lo hanno proposto alla categoria ?LA BASE ha avuto modo di esaminare questo accordo ,discuterlo e eventualmente approvarlo ?Forse sono stato disattento . LO SCIOPERO NON PUO ESSERE REVOCATO A QUESTE CONDIZIONI. Non cadiamo nell’ennesima trappola ! Lo sciopero si fara e se non ci saranno risposte concrete ci saranno ALTRE FORME DI PROTESTA .O forse pensano ancora a qualche protocollo di intesa ,qualche altro rinvio , tanto per prendere tempo e manipolare ulteriolmente la normativa a loro piacere. LO SCIOPERO SI DEVE FARE !!!!

  3. Ad angosciare il sig.Giada ,fra U..r e le varie App. e’solamente my..i ..forse perche’ non vuota il portafoglio al momento dell’,iscrizione,forse perche’ si prende una piccola percentuale solo sulle corse effetuate, forse perche’ rispettando. tutte le regole non puo’, essere eliminata. o forse perche’le varie (troppe) cooperative stanno perdendo clienti?…

  4. Qualcuno. sa. dirmi il motivo x il quale il comune di mi. ha messo il num. unico eliminando tutte le colonnine tel.?.

  5. @Roberto.uno è una lunga storia che inizia con un contratto di manutenzione colonnine in scadenza. Contemporaneamente con una metodica opera di vandalismo durata mesi e mesi durante i quali scientificamente una ad una, quasi tutte le colonnine sono state distrutte. Per opera di chi? Non è dato sapere però stranamente era proprio il periodo in cui U..r ha fatto la massima pressione mediatica (secondo la strategia della cetacea bionda) comparendo quasi quotidianamente su giornali e TV e incolpando ai taxisti di tutto di più compreso il “sistema” preistorico delle colonnine. A quel punto il Comune di Milano (Maran quello che per agire bisognava prima capire U..r) decide di imboccare la strada “dell’innovazione” e fa il bando per un servizio “moderno”. Il primo bando va deserto. Il secondo prima viene impugnato dalle RTX (perdendo il ricorso al consiglio di stato) e infine vinto da Fastweb che ha pensato bene di incamerare le sovvenzioni pubbliche e fornire un servizio zoppicante, con una flotta ridotta ai minimi termini grazie al boicottaggio delle RTX e per nulla pubblicizzato convogliando di fatto la clientela delle ex-colonnine nelle braccia delle RTX.

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