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Auto, come avere una targa straniera per risparmiare su bollo e assicurazione

liberoquotidiano.it 16-5-2017 Spendere 120 euro all’anno di assicurazione sull’auto. Non è un sogno né una truffa, se hai una targa straniera. Chi ne ha una viene dipinto come evasore o furbetto che vuole evitare le multe. Ma non tutti lo fanno per sfrecciare con un’auto di lusso a 200 chilometri orari sulle autostrade italiane. Grazie a una legge che fa acqua, puoi fare le cose in modo legale, semplicemente per risparmiare. Intendiamoci: di furbetti, tra chi guida le circa 4 milioni di vetture immatricolate all’estero in territorio italiano, ce ne saranno eccome. Il fenomeno, però, è in aumento.

Il Codice della Strada dice che se possiedi un’auto con targa straniera e la utilizzi solo nel nostro Paese puoi farlo per un anno al massimo. Poi devi reimmatricolarla e pagare quindi tasse, bollo e assicurazione italiana, che, ricordiamo, è tra le più care d’Europa. Una riforma del Codice è allo studio: il governo vorrebbe vietare a chiunque sia residente in Italia da più di 60 giorni, di circolare con veicoli immatricolati all’estero. In Commissione Trasporti hanno però specificato pochi giorni fa che resteranno escluse le auto concesse in leasing o in locazione. Quindi se l’auto viene gestita da una società estera con sede ad esempio in Bulgaria, e non da un privato, sarà impossibile appiopparti una multa.

Persino le forze dell’ordine, interpellate da Libero, ci spiegano che in linea del tutto teorica potrebbero andare a controllare il contratto di leasing e fare una serie di verifiche incrociate per capire se l’auto viene utilizzata prevalentemente in Italia, ma per loro stessa ammissione è una procedura quasi impossibile: è la norma italiana ad essere inadeguata. Se la circolazione dei veicoli in Europa è libera, sei libero di intestare la tua auto a una società estera e far felice il tuo portafogli. Disegni di legge bipartisan per cambiare le norme giacciono in Parlamento da anni, nel frattempo è tutto legale.

COME FUNZIONA
Abbiamo contattato alcune società che ti permettono di avere una targa estera. Alcune danno spiegazioni poco chiare, non ci rispondono quando chiediamo un preventivo. Altre, invece, ci mettono la faccia senza problemi. Mauro Barbin, ad esempio, è un imprenditore veneto che ha aperto una società a Sofia, si chiama Revolution Car. Offre due tipi di servizio. Il primo è la gestione conto terzi per chi vuole reimmatricolare l’auto in Bulgaria. Il secondo è il noleggio a lungo termine di auto semi nuove. Niente auto di lusso, quindi. E «i furbetti possono anche accomodarsi alla porta, noi non ne vogliamo», premette quando lo sentiamo al telefono. «Mantenere un’auto in Italia è diventato proibitivo. Mediamente si lavora due mesi all’anno solo per pagare l’auto», spiega Barbin. In Bulgaria, invece, l’assicurazione costa dagli 80 ai 190 euro per un anno intero in base alla cilindrata dell’auto. I bolli si calcolano poi in base al motore e all’anno di immatricolazione, «meno di 100 euro all’anno per una vettura media», fa i calcoli Barbin, che elenca altri vantaggi: «Se alla guida c’è un neo patentato il premio di assicurazione non cambia, non si perdono classi di merito e si può risparmiare il costo del passaggio di proprietà».

LE DUE STRADE
Per immatricolare l’auto in Bulgaria hai due possibilità: prendi due giorni di ferie e ci vai direttamente – i traduttori li mette la società -, oppure la spedisci, al prezzo delle spese di viaggio. «Stipuliamo un contratto con i nostri clienti in cui si dice che intestano la vettura alla nostra società solo per avere dei vantaggi economici sulla gestione della vettura. Ma la proprietà rimane a loro. Dal momento che l’auto arriva in motorizzazione a Sofia, le spese sono di 300 euro, e con l’assicurazione, si spendono in media 420 euro per re-immatricola l’auto». Da quel momento, Barbin promette che l’auto vi potrebbe costare 400 euro all’anno.

La Reddington car di Nicola Pota ha invece sede a Timisoara, in Romania. Si occupa anche di vendita di auto. Pota ci assicura che si può risparmiare un 30% – «con fattura e tutto in regola» – rispetto ai prezzi italiani. «È il mercato italiano, ad essere fuori prezzo», dice. Grazie a costi assicurativi molto più bassi, noleggiare un’auto in Romania costa fino al 40% in meno che qui. «L’assicurazione media è intorno ai 200 euro l’anno, con 7 milioni di massimale minimo. Si può sottoscrivere anche la casco, ovviamente. Il bollo? Dai 25 ai 40 euro». Pota racconta che non sempre è filato tutto liscio: un’auto è stata sequestrata, ma alla fine la causa in Tribunale l’hanno vinta loro e otterranno un risarcimento danni.

IN GERMANIA
Abbiamo poi interpellato chi fa leasing di auto con targa tedesca. Un operatore del settore ci chiede però di non comparire con nome e cognome. «Sa, ormai le trasmissioni tv ci hanno messo nel mirino e dipingono i nostri clienti come evasori, ma è tutto perfettamente legale» dice e spiega che di fatto una targa tedesca non fa risparmiare soldi. In Germania le assicurazioni costano. E fare quindi un contratto di leasing a lungo termine per un’auto a targa tedesca potrebbe essere dettato da una volontà di risparmiare in termini di burocrazia: «In Italia non concedono leasing a società appena costituite, mentre in Germania basta pagare puntuali». Anche il nostro anonimo esperto, però, concorda con gli altri sulle multe: «Ci arrivano tutte e le notifichiamo», assicurano. Quando ti fermano a un posto di blocco con la tua auto con targa straniera, se hai fatto qualcosa che non va, devi pagare subito la contravvenzione, sul posto, pena il fermo amministrativo dell’auto. Se ti pizzica l’autovelox, invece, ci sono buone possibilità che la multa si perda sul confine, ma non è detto. L’Unione europea si sta dotando di un sistema di interscambio informatizzato. Si chiama Eucaris e se oggi sono pochi i paesi che hanno aderito, in tempi brevi dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – aderire tutti in Europa. I furbetti quindi potrebbero avere i mesi contati.

INCIDENTI
Cosa succede se fai un incidente? La procedura è più semplice di quanto si possa pensare. Tutto passa nelle mani dell’Uci, Ufficio nazionale di assicurazione per l’Italia: interviene in caso di incidenti in territorio italiano provocati da veicoli immatricolati all’estero. «L’anno scorso», dice Stefano Re, responsabile dell’ufficio sinistri, «bbiamo gestito 150mila casi. Diecimila di queste vetture avevano targa rumena; al secondo posto ci sono le targhe tedesche e il 10% dei sinistri coinvolge targhe bulgare». Uci si occupa di fare il collegamento con l’assicurazione all’estero, i danni vengono risarciti secondo i criteri italiani. «I massimali in Europa sono uguali per tutti», assicura Re: «Se può capitare ci sia un’auto non coperta al momento del sinistro dall’assicurazione, c’è una garanzia di secondo livello”. Tutto si risolve in modo semplice, insomma. «Le tempistiche previste dalla legge sono di tre mesi».

di Giulia Cazzaniga