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«Uber? A Bologna non passerà». Parola di Merola

corrieredibologna.corriere.it A Bologna non passeranno». Richiamandosi a lotte di resistenza di memoria storica il sindaco Virginio Merola chiude le porte (forse meglio dire le strade) della città a Uber, la piattaforma di mobilità urbana spauracchio dei tassisti. La presa di posizione è arrivata durante l’inaugurazione della nuova sede di Cotabo (in via Stalingrado 61), la cooperativa di auto bianche più importante sotto le Due Torri: 539 taxi iscritti sui 706 totali a Bologna. 

L’ATTACCO – Senza mai nominare Uber, ma facendo un chiaro riferimento a chi «vuole offrire questo servizio senza tutelare il lavoro di chi lo svolge», il primo cittadino è chiaro nel dettare la sua linea: «Alla richiesta dei cittadini di avere una qualità sempre più alta bisogna arrivarci con la cooperazione, cercando la condivisione degli obiettivi. Ma garantendo la sicurezza e e i diritti dei lavoratori». C’è poi il discorso sulla trattativa in corso con i rappresentanti sindacali dei tassisti per avere un aggiornamento sul piano tariffario comunale, fermo al 2008. «I tavoli di trattativa possono essere anche duri, ma sono importanti perché creano dialogo e puntano raggiungere sintesi positive».

LA TRATTATIVA – Sul tema infatti continua a prevalere uno stallo, anche se l’assessore Priolo si dice fiduciosa di chiudere il tavolo nel mese di luglio. Il punto è il seguente: i taxi chiedono un aggiornamento che a causa dell’inflazione dovrebbe portare a un aumento delle tariffe del 12%. La Priolo però non sembra intenzionata ad andare oltre il 10% e per farlo chiede degli sconti per alcune categorie di cittadini. Senza la dovuta copertura economica però gli autisti non sono intenzionati a cedere. Intanto la Regione, attraverso l’assessore ai Trasporti, Raffaele Donini, annuncia l’intenzione di portare nel 2018 in Assemblea legislativa una legge regionale di riordino del trasporto pubblico non di linea.

L’EDIFICIO – La nuova sede di Cotabo rappresenta una svolta tecnologica e ambientalista per la cooperativa. Alimentata quasi totalmente grazie ai pannelli fotovoltaici installati sul tetto, permetterà con i nuovi impianti di migliorare anche la stazione dei radio taxi. Dentro aprirà al pubblico dalla fine di agosto un locale gestito dalla Next Opening, società già attiva (con soci) in 7 ristoranti America Graffiti (2 a Bologna) e lo Scrambler Ducati Lamborghini Factory di via Stalingrado.

6 thoughts on “«Uber? A Bologna non passerà». Parola di Merola

  1. Non so se il sindaco riuscirà nel suo intento di bloccare i ladroni certo comunque per i lavoratori regolari fa piacere sentire queste parole da un uomo delle istituzioni.Qui a Milano invece passa il messaggio “tutto è permesso “che tristezza…..

  2. così bisogna ragionare leggi regionali che si possono fare,maroni che cazzo fai sei o no con noi devi vietare lo stazionamento dei ncc non fare usare loro le corsie preferenziali mettere degli orari fare un permesso speciale per quelli regolari e quelli fuori dalla provincia solo scarico .

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