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Pitruzzella (Antitrust): «In Italia troppe reazioni protezionistiche, il mercato riduce le disuguaglianze»

economia.ilmessaggero.it La spinta verso il protezionismo che si affaccia un po’ ovunque nel mondo non è una cura. Anzi. Il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, è convinto che nonostante i mercati e la concorrenza siano sottoposti a critiche sempre più stringenti, la concorrenza resti un caposaldo della crescita economica e lo strumento indispensabile per favorire, innovazione, riduzione delle disuguaglianze, efficienza delle imprese e benessere del consumatore. Quest’anno la relazione annuale del presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato ha più che mai il tono della difesa del “mercato” e del rilancio del ruolo etico dell’Antitrust anche contro le rendite di posizione.

Di qui il dito puntato verso chi marcia contro. «Pure in ambito domestico non mancano le reazioni contro l’apertura dei mercati, dice Pitruzzella. E’ sufficiente pensare, limitandosi all’Italia, al complesso percorso parlamentare del disegno di legge annuale sulla concorrenza, che pare stia approdando per la prima volta alla sua approvazione, sebbene depotenziato rispetto ai suoi iniziali contenuti».

Il garante ce l’ha dunque con «i tassisti e le loro reazioni protezionistiche di fronte alla spinta competitiva proveniente da piattaforme come Uber», ce l’ha con «i tentativi di introdurre freni regolatori all’espansione della sharing economy», ma anche «le critiche provenienti da più fronti, anche molto autorevoli, contro la liberalizzazione del commercio e alle iniziative legislative regionali dirette a contrastarla», e poi con «l’opposizione nei confronti dell’implementazione della direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi». Senza dimenticare «le liberalizzazioni lasciate a metà come quella del mercato elettrico dove il 68% degli utenti domestici è rimasto nel regime di maggior tutela».

Attenzione perchè «l’indebolimento della concorrenza nei mercati nazionali», avverte Pitruzzella, «avrebbe l’effetto di «aumentare le rendite monopoliste, riducendo le possibilità di scelta dei consumatori, innalzando i prezzi di numerosi beni, disincentivando l’innovazione, favorendo il “crony capitalism”» o capitalismo clientelare.

Dunque c’è ancora molto da fare a favore della concorrenza e molti sono i rischi, ma il bilancio dell’Antitrust da inizio 2016 dice che la strada avviata può essere quella giusta. Dal gennaio 2016 alla fine dello scorso aprile l’ Antitrust ha irrogato sanzioni per 306 milioni, in crescita del 21% rispetto all’analogo periodo del 2015 quando le multe erano state pari a 253 milioni. I procedimenti conclusi sono stati 240: ben 145 adottati per la tutela del consumatore. Quanto ai procedimenti in corso presso l’Autorità, sono 91 di cui 26 relativi alla concorrenza e 65 per la tutela del consumatore. Le segnalazioni per restrizioni della concorrenza, sempre al 30 aprile di quest’anno, sono invece 105 mentre i pareri rilasciati dall’Agcm 41, 2077 le pronunce sul fronte del rating di legalità. Infine, sul conflitto di interesse dei membri del governo l’Antitrust si è pronunciato 38 volte (5 le indagini conoscitive). In questa mole di dossier c’è anche la multa comminata alla multinazionale sudafricana Aspen, nel settembre 2016, contro l’abuso per prezzi eccessivi. Il caso riguarda i prezzi di un gruppo di farmaci antitumorali, utilizzati soprattutto da bambini e anziani, individuati con la denominazione complessiva di «farmaci Cosmos».

Poi ci sono gli impegni assunti da Enel cui costi energetici, che permetteranno ai consumatori di risparmiare 500 milioni di euro. O la lotta ai cartelli negli appalti pubblici (come nella gara Consip). A tutela dei consumatori sono da ricordare il caso Volkswagen, o i dossier come quello del recupero credito e del teleselling. Fino ad arrivare ai più recenti casi di sanzioni a Whatsapp, per avere indotto i consumatori a cedere i loro dati a Facebook, fino a TicketOne. La spinta verso il protezionismo che si affaccia un po’ ovunque nel mondo non è una cura. Anzi. Il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, è convinto che nonostante i mercati e la concorrenza siano sottoposti a critiche sempre più stringenti, la concorrenza resti un caposaldo della crescita economica e lo strumento indispensabile per favorire, innovazione, riduzione delle disuguaglianze, efficienza delle imprese e benessere del consumatore. Quest’anno la relazione annuale del presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato ha più che mai il tono della difesa del “mercato” e del rilancio del ruolo etico dell’Antitrust anche contro le rendite di posizione.
Di qui il dito puntato verso chi marcia contro. «Pure in ambito domestico non mancano le reazioni contro l’apertura dei mercati, dice Pitruzzella. E’ sufficiente pensare, limitandosi all’Italia, al complesso percorso parlamentare del disegno di legge annuale sulla concorrenza, che pare stia approdando per la prima volta alla sua approvazione, sebbene depotenziato rispetto ai suoi iniziali contenuti».
Il garante ce l’ha dunque con «i tassisti e le loro reazioni protezionistiche di fronte alla spinta competitiva proveniente da piattaforme come Uber», ce l’ha con «i tentativi di introdurre freni regolatori all’espansione della sharing economy», ma anche «le critiche provenienti da più fronti, anche molto autorevoli, contro la liberalizzazione del commercio e alle iniziative legislative regionali dirette a contrastarla», e poi con «l’opposizione nei confronti dell’implementazione della direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi». Senza dimenticare «le liberalizzazioni lasciate a metà come quella del mercato elettrico dove il 68% degli utenti domestici è rimasto nel regime di maggior tutela».
Attenzione perchè «l’indebolimento della concorrenza nei mercati nazionali», avverte Pitruzzella, «avrebbe l’effetto di «aumentare le rendite monopoliste, riducendo le possibilità di scelta dei consumatori, innalzando i prezzi di numerosi beni, disincentivando l’innovazione, favorendo il “crony capitalism”» o capitalismo clientelare.
Dunque c’è ancora molto da fare a favore della concorrenza e molti sono i rischi, ma il bilancio dell’Antitrust da inizio 2016 dice che la strada avviata può essere quella giusta. Dal gennaio 2016 alla fine dello scorso aprile l’ Antitrust ha irrogato sanzioni per 306 milioni, in crescita del 21% rispetto all’analogo periodo del 2015 quando le multe erano state pari a 253 milioni. I procedimenti conclusi sono stati 240: ben 145 adottati per la tutela del consumatore. Quanto ai procedimenti in corso presso l’Autorità, sono 91 di cui 26 relativi alla concorrenza e 65 per la tutela del consumatore. Le segnalazioni per restrizioni della concorrenza, sempre al 30 aprile di quest’anno, sono invece 105 mentre i pareri rilasciati dall’Agcm 41, 2077 le pronunce sul fronte del rating di legalità. Infine, sul conflitto di interesse dei membri del governo l’Antitrust si è pronunciato 38 volte (5 le indagini conoscitive). In questa mole di dossier c’è anche la multa comminata alla multinazionale sudafricana Aspen, nel settembre 2016, contro l’abuso per prezzi eccessivi. Il caso riguarda i prezzi di un gruppo di farmaci antitumorali, utilizzati soprattutto da bambini e anziani, individuati con la denominazione complessiva di «farmaci Cosmos».
Poi ci sono gli impegni assunti da Enel cui costi energetici, che permetteranno ai consumatori di risparmiare 500 milioni di euro. O la lotta ai cartelli negli appalti pubblici (come nella gara Consip). A tutela dei consumatori sono da ricordare il caso Volkswagen, o i dossier come quello del recupero credito e del teleselling. Fino ad arrivare ai più recenti casi di sanzioni a Whatsapp, per avere indotto i consumatori a cedere i loro dati a Facebook, fino a TicketOne.

14 thoughts on “Pitruzzella (Antitrust): «In Italia troppe reazioni protezionistiche, il mercato riduce le disuguaglianze»

  1. Petruzzella : rimandato a settembre . Compito per le vacanze : studiare a memoria la sentenza del Tribunale di Milano 26 maggio 2015 ( poi confermata il 9 luglio dello stesso anno ) , che sanciva che Ub-er-P-op era illegale e portava avanti una «concorrenza sleale» . Un Governo serio l’ avrebbe chiusa subito quell’ applicazione made Usa , insieme all’ altra che l’ ha sostituita , ma tuttora funzionante .

  2. Pitruzze’… Potresti rilasciare anche un’intervista in cui con la stessa passione analitica descrivi i benefici di una costola della concorrenza ovvero il SOURGE PRICE della tua pupilla???

  3. Pistronzella la liberalizzazione la faccia con il suo di …..vedrà che i prezzi scendurance in …. a lui

  4. Vai a vendere i materassi sei corrotto o incapace stiamo arrivando sarà guerra fino alla fine

  5. Caro Pitruzzilla,il tuo predecessore nell’ultima conferenza stampa quando governava il governo tecnico disse”X QUANTO RIGUARDA IL SETTORE DEI TAXI ABBIAMO VALUTATO LA POSSIBILITA’ CHE CON LA APERTURA TOTALE DEL MERCATO SI POTREBBE VERIFICARE UNA SORTA DI MONOPOLIO DA PARTE DI QUALCHE MULTINAZIONALE “….il liberismo nella storia ha combinato sfaceli e tu sei un figurante adoperato da un sistema a cui non puoi dire di no.Gli italiani sono stufi di questo,state tirando troppo la cinghia.

  6. Questo fa più ….. dello ….. , i soldi che prende non sono vecchi però … liberalizzi anche ciò che fa lui …. e cioè un …..

  7. caro Pitruzzella per la libera concorrenza come ti piace a te i soggetti devono avere tutti le stesse opportunità le stesse regole quindi quando io non avrò più l’obbligo del servizio l’obbligo della prestazione e la tariffa amministrata allora potrò avere la libera concorrenza e concorrenza leale . Ma siccome questo non lo volete perché voi volete una categoria che garantisca il servizio h. 24 e 365 giorni e la tariffa amministrata e dall’altra parte società di capitale di profitto che invece sono libere di fare quello che vogliono senza regole e se questo danneggia un servizio pubblico chissenefrega. Intanto dovrebbe intraprendere contro U… una procedura per concorrenza sleale , scacallaggio visto algoritmo con cui determina tariffe,probabile posizione dominante visto che non ha concorrenti simili. Anche per questo Signore con i mali che subiscono i cittadini per il tanto decantato mercato libero e ossessionato dai taxi. Incompetente levati dal c…. .

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