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Il governo si compatta sulla concorrenza: approvare il ddl entro pochi giorni

unita.tvNonostante sia bloccato in Parlamento da ormai troppo tempo, qualche spiraglio sul ddl Concorrenza sembra esserci. Il suo iter è iniziato da oltre due anni, quando il precedente governo presentava a febbraio 2015 un disegno di legge con l’intento di far scendere le tariffe e aprire parti di mercato a nuove iniziative imprenditoriali. Ad oggi, però, quella legge ancora non c’è. Complici le pressioni delle categorie interessate al provvedimento, certo. Ma la vera causa è attribuibile alla mancanza di una forte volontà politica (colpevoli tutti i partiti, beninteso).

Ecco perché domattina (5 aprile) l’esecutivo arriverà con un chiaro messaggio alla riunione con i relatori del provvedimento e i capigruppo dei partiti: di fronte alla possibilità di rimandare ancora l’approvazione di un testo bloccato da anni, la strada da percorrere è quella di portare a casa quanto prima le cose buone che ci sono. Per far poi rientrare in altri provvedimenti ad hoc gli elementi positivi che si sono persi nel lungo percorso parlamentare.

Ma andiamo con ordine. L’approvazione del testo si trova di fronte al bivio di due strade. La prima, quella preferita dai relatori del provvedimento, consiste nel reinserire alcuni elementi che la stessa maggioranza considera positivi, come il ripristino della possibilità di operare per la compagnia di autobus lowcost Flixbus (precluso con il decreto Milleproroghe), passando però per la Commissione. Stando al regolamento di Palazzo Madama, infatti, per reinserire quel pacchetto di emendamenti si dovrebbe necessariamente tornare in Commissione: non si può modificare un testo già approvato senza riesaminarlo in quella sede. Allo stesso tempo, però, non si può portare nella stessa Commissione un pacchetto di emendamenti blindati senza permettere una riapertura della discussione parlamentare: risulterebbe una forzatura del regolamento. Lo stesso presidente Grasso avrebbe espresso perplessità su questo passaggio. Ecco perché, di fatto, questa strada significherebbe riaprire il vaso di Pandora: ciascun partito sarebbe libero di presentare sub emendamenti o qualsiasi altra modifica, ritardando ulteriormente l’approvazione del testo. Con il rischio di modificarlo radicalmente.

La seconda strada, che secondo fonti governative è quella scelta dall’esecutivo, è invece quella di chiudere il ddl concorrenza così com’è uscito dalla Commissione, mettendoci sopra la fiducia (tra l’altro già autorizzata dal Consiglio dei ministri) e approvando il testo entro l’inizio della prossima settimana. Con l’obiettivo di chiudere definitivamente la partita entro poche settimane nell’ulteriore passaggio alla Camera. Un punto sul quale il governo risulta estremamente compatto: fonti interne confermano che non c’è alcuna divisione tra Gentiloni, Calenda e Finocchiaro, ovvero i protagonisti del provvedimento.

In questo percorso, ci sarebbero tuttavia alcuni aggiustamenti tecnici da fare, visto che nel frattempo l’approvazione del provvedimento è slittata di svariati mesi. Tra questi c’è l’idea di prorogare il termine del mercato elettrico per il passaggio obbligato dalla tutela al mercato libero. Perché è chiaro che avendo spostato in avanti l’approvazione del ddl, c’è meno tempo per preparare l’avvio del mercato libero, previsto inizialmente per luglio 2017. L’esecutivo infatti vorrebbe attendere uno studio attento per consentire che quel passaggio al mercato libero possa davvero portare vantaggi ai consumatori, evitando un eccessivo rialzo dei prezzi.

E poi, scegliere la strada più rapida, secondo Palazzo Chigi, offrirebbe il vantaggio di portare finalmente a casa le cose buone che il provvedimento contiene, mettendo la parola fine a un percorso bloccato in Parlamento da ormai troppo tempo. Al punto che lo stesso esecutivo ne uscirebbe rafforzato.

Da parte del governo rimane comunque la volontà di recuperare i vari elementi positivi che con la questione di fiducia rimarrebbero fuori. E in effetti le strade per farlo ci sono: la “manovrina” che ancora deve essere approvata, il dl enti locali. Si possono addirittura pensare a veicoli legislativi ad hoc che paradossalmente potrebbero avere un iter di approvazione più rapido del ddl Concorrenza.

Va evidenziato infine l’elemento Europa. È chiaro che nel momento in cui si vuole riaprire una trattativa sui conti pubblici, portando la legge a Bruxelles il governo assumerebbe una nuova credibilità. Darebbe l’idea di continuare con le riforme e di andare avanti con i lavori, sbloccando cose che sono ferme da anni.

16 thoughts on “Il governo si compatta sulla concorrenza: approvare il ddl entro pochi giorni

  1. Questo articolo mi sembra quello che era stato publicato ieri sull’Unità online … Chiaro che essendo il bollettino del PD deve uscire con tutte queste affermazioni ‘positive’, non solo , l’unico punto su cui prevedono una marcia indietro è quello dell’energia , proprio il punto chiesto a gran voce da Bersani : il giochino politico è chiaro, litigano sulle ‘cadreghe’ e si ricompattano sugli interessi da tutelare. Io rimango comunque in attesa di capire se gli impegni assunti al MIT dal Vice-ministro con le associazioni tassisti erano seri oppure parole al vento: perchè in questo secondo caso, cari colleghi dovremo tenercelo bene in mente tutti ai prox appuntamenti elettorali… e ricordo che anche le primarie lo sono!!!!
    Poi protestiamo pure, ma togliamogli lo scranno da sotto il sedere.

  2. Magicamente la norma antiscorrerie l hanno messa naturalmente dobbiamo salvare Berlusconi prima che si comprano Mediaset così al senato passa bravi politici siete fortunati perché c’è troppa ignoranza vi salvate per questo! Comunque sciopero nazionale imminente secondo il mio punto di vista

  3. Cito il link di Giovanni qui sopra,
    Eequindi ? spiegate meglio cortesemente…

  4. Questi ci vogliono fregare appena si parla di indennizzo ho ci pagano l intera licenza sciopero a Vita fino a ritiro della licenza è facciamo l abbusivi questi sono convinti che possono comandare su chi ha comprato un lavoro lo vedranno come gli finirà !

  5. scusate, ho il vizio di tradurre in modo comprensibile il linguaggio politichese, da quel che ho letto ho capito che, per questo giro, noi siamo fuori, il testo rimane quello di agosto che è quello che chiedevamo e cioè l’eliminazione dell’art. 71.
    Se non cambia niente se ne riparlerà in altra occasione, credo presto, intanto abbiamo margini per trattare

  6. Grazce il testo originale della legge delega prevede l’entrata del terzo settore e cioè dei conducenti non professionali (U…Pop). Quello che esce dalla porta con la sentenza del tribunale civile potrebbe (anzi, deve) rientrare dalla finestra con la legge delega.

  7. Nessuno si chiede cosa accadrà anche a chi ha da poco preso le 70 licenze rilasciate dal comune di Firenze pagandolo 170.000?? A questo punto parliamo di truffa…?

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