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Multe a Uber, passa la linea dura App sempre sconfitta in Tribunale

corriere.it Il Consiglio di Stato dà ragione a Comune e polizia locale contro gli autisti Ncc di Uber all’indomani della sei giorni di scioperi selvaggi e dell’accordo con il governo per mettere mano al ddl concorrenza. Dal 2013 sono 266 le sanzioni ad autisti Uber, il 45% del totale Ncc. Su 200 ricorsi successivi, 130 sono andati in giudicato, 105 vinti, 15 appellati in Tribunale. Qui il Comune, per ora, ha fatto l’en plein: cinque vittorie. A prescindere dall’emendamento che ha fatto infuriare i tassisti, la linea dura «milanese » contro Uber non si ferma, forte anche di una sentenza del Consiglio di Stato che dà ragione a Palazzo Marino contro gli autisti Ncc. «L’emendamento approvato oggi alla Camera non cambia nulla — spiegano i vigili —: noi sanzioniamo sul testo originale della legge di settore», la 21/1992.

Giudici e sanzioni
Su 130 sentenze contro autisti Uberblack, 105 vedono la vittoria di polizia locale e Comune già davanti al giudice di pace. Degli altri 15 casi in cui il giudice ha dato ragione all’autista Uber (uno su dieci), cinque si sono conclusi con il ribaltamento della sentenza, mentre gli altri sono in attesa di giudizio. In sostanza, è en plein. E non si sta parlando più degli abusivi di Uberpop (senza licenza e messi al bando nel 2015), bensì solo degli autisti Uberblack, vale a dire guidatori con autorizzazione Ncc che violano la legge quando si sostituiscono ai taxi stazionando su pubblica via o applicando tariffe calcolate con un algoritmo assimilabile al tassametro. Dal 2013 a oggi sono state 597 le sanzioni solo per la violazione dell’articolo 85 («Ncc abusivi»), di cui 266 che riguardano Uberblack. L’operato dei due bracci della legge a Milano, a differenza di altre città, è dunque quasi sovrapponibile: i vigili, da una parte; i giudici, dall’altro. E funziona grazie alla sinergia tra il lavoro dell’unità Freccia 1 in strada, l’Ufficio ricorsi della polizia locale davanti all’Autorità giudiziaria e l’Avvocatura comunale per gli appelli in Tribunale.

La vittoria del Comune
Ieri Comune e polizia locale hanno incassato un’altra vittoria a conferma del loro modus operandi. Una sentenza del Consiglio di Stato di qualche settimana fa che conferma la validità degli articoli che sanzionano Ncc e taxi abusivi (85 e 86 del codice stradale) messa in discussione da una circolare del ministero degli Interni che fece infuriare i tassisti nel maggio scorso, dopo la quale Comune e vigili decisero di emettere un’ordinanza ad hoc. Un provvedimento impugnato da nove Ncc prima davanti al Tar (che ha confermato la validità delle norme) e poi davanti al Consiglio di Stato (che ha respinto l’appello). «È la dimostrazione che le norme ci sono e che anche le altre città dovrebbero applicarle» applaude l’assessore Carmela Rozza. All’indomani del blocco record del servizio taxi — durato sei giorni — c’è tuttavia attesa per capire il futuro di settore stretto nella morsa di regole talvolta obsolete, altre volte non attuate, oppure sospese. Ieri anche la Camera ha approvato l’emendamento Lanzillotta contestato dai tassisti, adesso pronto a diventare legge.

L’effetto dello sciopero
Si parte ora con l’iter concordato dai rappresentanti delle auto bianche con il governo dopo la riunione fiume di oltre sei ore, con 21 sigle sindacali, momenti tesi talvolta addirittura drammatici: un tavolo negoziale con gli Ncc, che possa «superare» il decreto Lanzillotta. Doppio il canale d’intervento. Da un lato, con un decreto legislativo che entro 30 giorni riordini il settore nel rispetto della legge quadro; dall’altro con modifiche al disegno di legge sulla concorrenza (anch’esso emendato dalla Lanzillotta con le stesse finalità), a fine mese alla prova parlamentare. «Martedì abbiamo ottenuto due cose importanti — spiega Pietro Gagliardi (Unione Artigiani) —: l’impegno per i decreti attuativi sull’articolo sospeso dall’emendamento e l’impegno a riscrivere parte del ddl concorrenza ». Ma il dubbio dei tassisti è che si tratti di un modo per prendere tempo, come accaduto con i tavoli dell’ex ministro Lupi. O, peggio, che alla fine favorisca app come Uber.

Gli autisti senza licenza
Intanto il mercato delle app dilaga. Uber è salito in 18esima posizione per download su Apple (era 267°), mentre la francese Heetch — che impiega autisti senza licenza nel fine settimana — è già attiva da ieri per il Fashion week. Venerdì era stato sanzionato il primo.

Valtolina

8 thoughts on “Multe a Uber, passa la linea dura App sempre sconfitta in Tribunale

  1. strano,loro sanzionano….e allora ieri quel f….. .. …. cha scaricava e caricava in piazza scala sotto palazzo marino…tutto bene?

    spero sempre che il ….. se li porti

  2. Completamente d’accordo con gige ma io credo di aver capito la sola di questo “accordo ” con Delrio…la scadenza da qui a un mese della sospensiva del milleproroghe con la modifica della Lanz……. …questo ci lega mani e piedi ai voleri di U… in quanto ormai dal 1 Aprile Co mugnaie vada il milleproroghe entrerà in vigore anche per noi

  3. speriamo solo non cada il governo, altrimenti la frittata è fatta, sbrigatevi a trovare la quadra e a far fare questi decreti!

  4. Lo stato non è dalla vostra parte! Sta prendendo solo tempo! Passati 30 giorni non si potrà più fare niente! Ieri in parlamento hanno ritirato il vostro ordine del giorno! Cioè dì scrivere nero su bianco, la Promessa che Del Rio vi ha fatto! Aprite gli occhi! Una vostra sostenitrice!

  5. Noi siamo rimasti i soli che protestiamo e combatteremo fino alla fine per ottenere il diritto al lavoro pulito …. poi martedì eravamo 15 Mila fra 30 giorni saremo 50 Mila ….

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