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False promesse, Uber dovrà risarcire i suoi autisti

nocomics wired Le promesse si mantengono. Altrimenti, si paga. La pensa così anche la US Federal Trade Commission, che ha imposto a Uber di pagare una tassa di 20 milioni di dollari a titolo di risarcimento per le prospettive di introito decisamente esagerate promesse ai propri driver. Il gigante della sharing economy prometteva infatti cifre da capogiro ai propri autisti: i redditi prospettati raggiungevano i  90mila dollari per i conducenti UberX di New York e 74mila per quelli di San Francisco. Stando alle stime della FTC, meno del  10% dei driver riesce a guadagnare queste cifre.  Ci sono stati molti conducenti che, stregati da queste cifre, si sono accollati un debito per effettuare un leasing su un nuovo veicolo, acquistato proprio tramite il programma Uber Solution. Ai nuovi driver era stato assicurato che la rata settimanale per l’acquisto dell’auto non sarebbe mai salita sopra ai 113 dollari, ma nel periodo compreso tra aprile 2013 e aprile 2015 non è mai scesa sotto i 200.

Le condizioni di pagamento vantaggiose promesse, inoltre, risultavano peggiori di quelle di diverse finanziarie. Oltre al danno, la beffa:  il chilometraggio percorribile non era illimitato come promesso. La Federal Trade ha stabilito che tutti i driver dovranno essere rimborsati e che Uber non potrà più fare promesse simili, fuorvianti e illusorie. L’anno scorso Uber aveva dovuto sborsare 384mila dollari per le stesse ragioni, senza contare i 10 milioni sborsati per le false dichiarazioni fornite in occasione dei controlli in background e i 100 milioni che dovrà molto probabilmente scucire per una class action  dei conducenti di California e Massachusetts attualmente in corso.

6 thoughts on “False promesse, Uber dovrà risarcire i suoi autisti

  1. In pratica il business degli autisti è farsi pagare i risarcimenti milionari da u…

  2. Cioe pagano penali come se mangiassero noccioline e questi stanno ancora sul mercato?
    Continuando a far scrivere valanghe di proposte stupide a giornalisti compiacenti,dalle auto a guida autonoma a auto elicottero…

    Non vedo l ora che questa socita ai quoti in borsa

  3. più che altro che facciamo noi in Italy, o no?! In patria dicono e cantano le messe che vogliono, in Italia non gli è stato possibile fino a ora, noi ce la giochiamo su altri piani, mentre il governo continua a sbattersene, pensa agli home restaurant e a poco altro

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