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Uber tende il ramoscello d’olivo: data-sharing con le amministrazioni locali

La start-up del ride hailing lancia il sito Movement dedicato alle amministrazioni locali e alla pianificazione urbana mettendo a disposizione i suoi dati sulla mobilità: “Lavoriamo verso obiettivi comuni” di Patrizia Licata corrierecomunicazioni.it

Uber, la start-up simbolo della nuova era della mobilità e della gig economy, è anche una delle società più contestate da lavoratori e amministrazioni cittadine, che faticano a tenere il passo con l’innovazione nei modelli di business portata dall’azienda californiana della popolare taxi app. Ora Uber ha lanciato un prodotto con cui prova a “fare pace” con i governi locali. 

Si tratta di Movement, un sito web dedicato a chi nelle amministrazioni cittadine si occupa di pianificazione urbana e trasporti e che servirà a convincere le città che Uber, pur se non sempre attenta a rispettare le regole vigenti, può diventare una parte attiva e aiutare proficuamente i progetti per una mobilità più fluida e sostenibile.

Il sito permetterà alle amministrazioni locali di studiare l’andamento del traffico e le sue caratteristiche nelle diverse città del mondo utilizzando dati raccolti dalle decine di migliaia di vetture che lavorano per il servizio di Uber. Le amministrazioni possono usare Movement, per esempio, per mettere a confronto i tempi medi di spostamento nelle città o le ripercussioni sul traffico di eventi come partite di calcio o concerti. Per ora è un sito per addetti ai lavori ma più in là Uber potrebbe renderlo accessibile al pubblico.

L’iniziativa mette a disposizione la grande quantità di dati raccolti dagli autisti di Uber (dati resi anonimi e aggregati per salvaguardare la privacy) a chi si occupa di pianificazione urbana con l’idea di contribuire a costruire il futuro che la start-up di San Francisco sogna, in cui le opzioni del trasporto in città diventano parte integrante della pianificazione delle amministrazioni locali.

“Il nostro rapporto con le città non è sempre facile, ma ci sono molti posti nel mondo dove Uber e le città possono cooperare perché hanno obiettivi comuni”, ha dichiarato Andrew Salzberg, head of transportation policy di Uber. “Si opera meglio in un mondo in cui le politiche sono fondate sul supporto dei dati”.

Uber sostiene che i suoi dati sono più attendibili di quelli che le amministrazioni locali solitamente usano per la pianificazione e che sono raccolti da terze parti. I costi del lavoro affidato ad agenzie esterne possono essere alti e i dati potrebbero non essere aggiornati in tempo reale, secondo la società americana, mentre i dati dei conducenti Uber sarebbero più affidabili e meno costosi perché raccolti direttamente dagli smartphone dotati di accelerometri e tecnologia Gps.

8 thoughts on “Uber tende il ramoscello d’olivo: data-sharing con le amministrazioni locali

  1. Non si inventano nulla,soprattutto nelle nostre citta’ italiane con un centro storico fatto da vie strette o cantieri,che rallentano il traffico.
    Inoltre tutti i navigatori hanno ora mai le mappe del traffico in tempo reale,oltre a siti internet di viabilita’

    Non ho parole,l articolo e approssimativo,soprattutto quando si definisce app taxi….loro non sono taxi!,perche si parla di Uxxx da 4 anni e ancora lo si fa in maniera approssimativa!!!

  2. A me ricorda tanto una figura già citata nella Bibbia un sepolcro imbiancato se l’amministrazione locale volesse risolvere o avere dati in maniera gratuita potrebbe oggi come oggi chiedere direttamente agli operatori del trasporto pubblico non di linea e non, locali

  3. Ma a chi la vogliono dare a bere,ora per pararsi il di dietro vogliono passare come i salvatori della patria,loro sono la luce e noi il buio…Sono queste le nuove idee del progresso? I loro dati sono più attendibili? E chi lo stabilisce? E come chiedere al panettiere se il suo pane è buono…Spero che prima o poi finiscano i soldi di dubbia provenienza,a quel punto chiuderà pure la giostra.

  4. Ottima iniziativa! Così le amministrazioni comunali non avranno più scuse per non sanzionare gli scarafaggi che operano abusivamente, non potranno più nascondersi dietro un dito affidandosi solo alle freccia, avranno direttamente a disposizione tutti i dati. Crediamoci

  5. Ci voleva U. per avere a disposizione quel genere di dati? Non credo. Come non credo che, da abili giocatori di poker quali sono, decidano di giocare a carte scoperte mostrando i dati in loro possesso. Hanno gettato fumo negli occhi per tanto tempo, ora devono liberarsi della polvere, da spazzare sotto un “tappeto” virtuale. Perchè dovrei dare fiducia a quei campioni di dubbia virtù?

  6. Ieri leggevo Milano today ed ad un certo punto ho scorto una finestra di quattroruote che con un articolo su U….. denunciava il fato che sono in perdita per svariati milioni di dollari sia in America, che nel resto del mondo dove operano abusivamente.

  7. Oggi ho sostato per una quarantina di minuti allo I.E.O. di via Ripamonti ed ho assistito ad una scena mooooolto straaana ho visto arrivare una BMW di un noleggiatore che scaricava dei clienti, dopo un quarto d’ora si ripresenta con altri clienti e dopo dieci minuti si ripresenta con altri clienti. Quando ho caricato io i miei clienti sono andato al Q….k Due Residence e sorppresa sorpresa la BMW era lì in sosta in attesa di nuovi clienti……. non so con quale prenotazione dalla rimessa……….

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