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Usa, accordo tra Facebook e Uber. Un messaggio e arriva l’auto

messenger-locationquotidiano.net New York, 16 dicembre 2015  – Brutta sorpresa per i tassisti americani, Facebook ha stretto un accordo con Uber che consentirà ai suoi utenti di chiamare un’auto appartenente al popolare servizio di ‘ride sharing’ con un semplice messaggino inviato tramite il servizio ‘messenger’ del social network. Il ‘product manager’ dell’azienda, Seth Rosenberg spiega: “Con questa nuova funzione, si può chiedere un passaggio senza nemmeno dover scaricare un’applicazione o lasciare una conversazione. E’ facilissimo e non ti distoglie nemmeno dai programmi che stai facendo con i tuoi amici o la tua famiglia”. 

“Con la possibilità di chiedere, trovare e pagare per un viaggio in macchina tramite Messenger, stiamo rendendo muoversi semplice come mandare un messaggio”. Il servizio sarà al momento disponibile solo in Usa e verrà successivamente esteso ad altri Paesi.

Un altro schiaffo ai tassisti statunitensi era arrivato proprio ieri a Seattle che sarà la prima città americana che permetterà agli autisti di Uber di formare sindacati e trattare salari e condizioni di lavoro.

4 thoughts on “Usa, accordo tra Facebook e Uber. Un messaggio e arriva l’auto

  1. Questa tragica notizia chiarisce una volta x tutte agli ultimi ritardatari che U… non è un altro radiotaxi con cui fare accordi cosi come FB non è la casella postale del tuo narcisismo: U… vuole SOSTITUIRE i taxi, facebook è la tua fedina penale quella che studiano x decidere se puoi entrare o meno negli USA.

  2. Ma quà siamo tutti fuori di testa………altro motivo per il quale bisogna cancellarsi da FB ….altra grande cazzata mediatica inventata per tenerci tutti sotto controllo e per far arricchire pochi personaggi al vertice dell’azienda.
    Comunque speriamo che il discorso di Seattle sia solo l’inizio per metterli in regola i driver di RU… negli USA , a quel punto voglio vedere se riescono a stare sul mercato fra spese e tasse da dare allo Stato.
    Comunque gli USA non sono L’Europa , quà si venderà cara la pelle se la cassazione accetta quella forma abusiva del POP e se questo pseudo governo proverà a cambiare le leggi a favore di una multinazionale che per entrare nel settore vuole delle leggi a Personam.

  3. Lo abbiamo sempre detto la nota multinazionale fa sempre due passi avanti e uno indietro. Stavolta tocca a FB ma tutto il resto dove lo mettiamo? Mi riferisco a Google Map, TripAdvisor e molti altri, tutti hanno l’opzione per chiamare gli abusivi. Secondo me la colpa è anche dei Radiotaxi, tanto è solo una questione di denari, basta sganciare ti pare che se gli offri di più TripAdvisor e altri non accetterebbero di mettere il bottoncino per chiamare un vero Taxi?.
    Comunque i vari giornaletti online, si dimenticano sempre di dire che in patria la nota ditta presto o tardi dovrà regolarizzare i propri schiavi, ossia farli diventare dipendenti e finirla col caporalato.

  4. Cari colleghi, qui si combatte con un colosso non con una piccola società. Sarà dura ma ricordiamoci che chi decide poi è l’utente o per chi vuole “il mercato”. So che per alcuni è difficile ma dobbiamo toglierci alcune croste. E temi sono sempre gli stessi: gentilezza, correttezza, pulizia e servizi ( tipo bancomat). So che si parla di una risicata minoranza, ma purtroppo poi, per colpa di pochi finiamo tutti nello stesso calderone. Non è risolutivo di tutto, ma almeno non prestiamo il fianco a facili speculazioni.

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