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Liberalizzazioni: l’authority dei trasporti non ha potere legislativo

titti silvestroDopo soli pochi giorni dalla sentenza del tribunale di Milano che conferma l’illegalità di UberPop e che obbliga il blocco del servizio, l’ AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) in un dispaccio pubblicato sull’agenzia Agenparl informa:   –  ”In merito all’ordinanza con cui il Tribunale di Milano ha bloccato il servizio di trasporto urbano passeggeri effettuato da UberPop, per “concorrenza sleale” nei confronti dei tassisti titolari di regolare licenza, fonti dell’Antitrust precisano che “a norma del Codice civile, questa materia non è di competenza dell’Autorità, ma del giudice ordinario”. “Internet – prosegue la nota dell’Agcm – rappresenta un grande fattore di sviluppo economico che non può essere fermato, ma occorrono regole per definire soluzioni equilibrate fra i vari interessi in gioco”    –   Quindi il suo presidente Pitruzzella sulla base di una sentenza di un giudice di tribunale, ridimensiona le sue affermazioni espresse un anno fa dove egli sembrava “non avere dubbi a schierarsi dalla parte delle ‘nuove piattaforme online’ – Uber in testa anche se, naturalmente, nella segnalazione non viene mai citata espressamente – che devono poter operare liberamente nel nostro Paese e, soprattutto, lasciar lavorare le autovetture con conducente che, grazie ad esse, possono aumentare la concorrenza nel settore del trasporto pubblico locale non di linea” (come riportato da “il fatto quotidiano” del 7 luglio 2014). Ma in queste ultime ore, arriva lo scossone che smorza entusiasmi e allontana le certezze dei tassisti:

L’Autorità di Regolazione  dei Trasporti ha inviato  a Governo e al Parlamento un Atto di segnalazione sull’autotrasporto di persone non di linea    (taxi, noleggio con conducente e servizi tecnologici per la mobilità), contenente proposte di modifica normativa della “Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea” del 15 gennaio 1992, n° 21. Assieme alla segnalazione, sono stati prodotti due allegati in cui vengono prospettate tutte le modifiche alla legge attualmente in vigore, introducendo norme a favore delle nuove tecnologie informatiche per la reperibilità del servizio (gli smartphone e le app) , aggiungendo commi e togliendone altri, nell’ottica di una deregulation quasi selvaggia. Fermo restando che la stesura delle leggi è stata finora materia di Camera, Senato e Parlamento, è bene ricordare il ruolo di codesta Autorità di Regolazione, nata nel 2011 su volontà dell’allora capo del governo Mario Monti, con incarichi espressi in dettaglio all’ articolo 37 del decreto legge n.201/2011 tanto per smorzare i toni trionfalistici di buona parte della stampa che ha già preparato il nostro necrologio e scavato le fosse comuni:

nel settore del trasporto con taxi, l’ autorità deve monitorare e verificare la corrispondenza dei livelli di offerta del servizio, delle tariffe e della qualità delle relative prestazioni alle esigenze dei diversi contesti urbani, secondo i criteri di ragionevolezza e proporzionalità, allo scopo di garantire il diritto di mobilità degli utenti. Comuni e Regioni, nell’ambito delle proprie competenze provvedono, previo acquisizione di preventivo parere dell’Autorità, ad adeguare il servizio dei taxi, nel rispetto dei principi dettati dalla legge in vigore.

In poche parole non è l’Autorità dei Trasporti a decidere, ma le due Camere secondo il normale iter legislativo, anche se si è premurata di servire “in via del tutto eccezionale” su un piatto d’argento al Governo e Parlamento più che una proposta, quasi la bozza della nuova legge con accanto la penna per la firma! Fermo restando in ultima discussione le autonomie Regionali e Comunali sul TPL non di linea

9 thoughts on “Liberalizzazioni: l’authority dei trasporti non ha potere legislativo

  1. Potrebbero esserci gli estremi per denunciare l’ Autorità dei Trasporti per abuso d’ ufficio ? … in parole povere sono usciti dal seminato e anche di molto .

  2. Con questi personaggi le denunce non servono sono protetti dallo stato ma non conosco 50000 mila taxi sotto l autority i pro

  3. Chiediamo al garante se stesse regole si potessero applicare a giustizia,
    sanita,credito,energia, etc. di quanto si abbattebbero i costi per i consumatori?
    Di quanto migliorerebbe la qualità?
    Saremmo ancora un paese avanzato o conquisteremmo il terzo mondo?
    Sempre più incredibile.

  4. Leonardo……vorrei avere un commento da parte tua sul Vergognoso articolo di Stefano Feltri vicedirettore del fatto quotidiano.
    Non è la prima volta che questo qua……non aggiungo altri termini…in maniera spudorata ed vergognosa prende apertamente posizione a favore di Rub.. senza conoscere a fondo la materia trattata.
    Ha fatto una vera “marchetta ” a favore dei nostri farabutti americani…… mi sorge il dubbio se ha qualche scheletro nell’armadio………

  5. Sino a che non abrogano il Parlamento e proclamano la monarchia assoluta, il parere dell’autorità vale meno della sentenza di un giudice che è esecutiva.

  6. Si, ma la parola dell’ authority verrà data in pasto al pubblico e verrà diffusa tra i popoli come il Verbo.

  7. @ Stefano, ti stupirai sicuramente se ti dico che quell’articolo non l’ho letto e forse ti deluderò dicendoti che non lo leggerò! E’ presto detto: ci sono troppi personaggi della carta stampata che presi da deliri di onnipotenza confondono la libertà di opinione con la libertà di stampa e sono più che convinti di cambiare (esclusivamente a parole) il corso della Storia. Ma da che mondo è mondo, la Storia non l’ha mai fatta un giornalista. La qualità dell’informazione quella si che dipende dai giornalisti, che abitualmente generano “click whore”, articoli prodotti con il solo scopo di attirare traffico al sito del quotidiano che badano alla quantità invece che alla qualità dell’informazione. Nella classifica mondiale attuale, siamo posizionati al 73esimo posto su 180 osservati (fonte rsf.org), lo scorso anno occupavamo il 49esimo posto !!!

  8. Un Giudice dello Stato ci ha dato ragione , ha disposto la chiusura dell’ app … adesso io invito chi di dovere ad indagare , qualcosa verrà fuori , troppo evidente la presa di posizione di ……. a favore di ….

  9. rischiamo tangenti come se piovesse, questi ci provano in ogni modo, anche la petizione online, iostocon rub…per cercare di influenzare l’opinione pubblica e i governanti, allettandoli con buoni regalo….e poi a me fa paura questo trattato TTIP, con questo gli USA faranno di prepotenza quel che vogliono, riguarda tutti i settori, trasporti compresi….l’assedio è notevole, dobbiamo resistere!

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