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Torino. I vigili a caccia di “Uber” con i detector, nella rete finisce come cliente un giudice onorario

guardie_e_ladrirepubblica.it Per andare a caccia dei driver Uber la polizia municipale ha messo in campo anche i detector. Sì, proprio i radar piazzati sulle auto dei civich che servono a scannerizzare le targhe dei veicoli che circolano attorno al mezzo dei vigili. Così hanno “pinzato” una Ford Escort in piazza Rebaudengo su cui viaggiava un “Vpo”, un vice procuratore onorario. Insomma, una giudice non di carriera e non vincitrice di concorso che in alcuni processi, dipende dal tipo di reato, sostituisce il procuratore. E quando gli agenti hanno bloccato il mezzo con la Vpo, da parte del procuratore “onorario”, c’è stato un po’ di imbarazzo. “Avevo bisogno… dovevo muovermi… volevo provare il servizio”, avrebbe detto agli agenti. Poco male, il trasportato non rischia nulla. Peccato che nel caso di specie c’è stata pure l’aggravante. 

Sì, perché la targa dell’auto del driver, non compariva solo nella lista nera degli ipotetici autisti di Uber, lista messa a punto dalla polizia municipale negli ultimi mesi sulla base delle indagini e delle rilevazioni fatte sul campo, ma pure nell’altra black list, quella dei mezzi già sottoposti a fermo amministrativo. Ossia delle auto che non possono muoversi e devono rimanere chiuse in box o ferme sotto casa perché il proprietario, in questo caso un cittadino di origine senegalese, ha qualche arretrato da pagare al fisco. Ma la Vpo di questo, naturalmente, non sapeva nulla. E così la pattuglia, mentre la Vpo ha dovuto chiamare un taxi, hanno potuto sequestrare il veicolo procedendo sia per “servizio taxi abusivo” sia perché il veicolo circolava nonostante fosse sottoposto a fermo amministrativo.

Questione che lancia un’ombra sulla possibilità di controllo da parte di Uber dei driver e soprattutto dei mezzi. Per verificare che un’auto abbia o meno le ganasce fiscali è necessario fare una visura al Pra, al Pubblico Registro Automobilistico. Insomma, non si tratta di un dato irrintracciabile. Uber, la multinazionale statunitense che offre passaggi attraverso la sua “app”, lo controlla? Il problema principale è quello assicurativo: la compagnia, in caso di sinistro, potrebbe fare storie e a quel punto il trasportato di turno si troverebbe scoperto.

A Torino siamo ormai a tredici mezzi sequestrati e il giro di vite promesso dal sindaco Fassino ai tassisti c’è stato, tanto da arrivare ad una lista di possibili auto da inserire negli autodetector per controllare centinaia di mezzi contemporaneamente. Non basta che il computer segnali la vettura per riuscire a fermare il driver Uber. Se è da solo i civich non gli possono contestare nulla, se è in compagnia è necessario che il trasportato non si spacci per zio, fratello, cugino o amico a cui si dà un passaggio. Bisogna che dichiari di aver “chiamato” la vettura attraverso Uber

9 thoughts on “Torino. I vigili a caccia di “Uber” con i detector, nella rete finisce come cliente un giudice onorario

  1. Davvero zelanti questi qui di *ber nel selezionare i partner, si vede che la loro priorità è la sicurezza dei “clienti”, non verificano un fermo amministrativo (o una revisione), chissà come verificano tagliandi, identità dell’autista, ecc

  2. Un vice procuratore onorario su un taxi abusivo , cose da pazzi !!! , però conferma il fatto che RU… non porta solo ragazzini , è un fenomeno in crescita … secondo me se non viene oscurato completamente a livello nazionale o europeo , nel giro di un paio di anni avremo davvero poco lavoro … comunque i vigili della Task Force un po’ si stanno impegnando … forza ragazzi , la multinazionale non ha ancora vinto …”partita finita quando arbitro fischia ” (Vujadin Boškov , un grande )

  3. io dico che se *berpop è illegale commettono un illecito anche i clienti (incauto acquisto) PERCHE’ IL TRASPORTATO NON RISCHIA NULLAAAA!!!???

  4. In un momento delicato con un tema scottante, come questo un giudice usa illegalmente tale servizio.Viva l imparzialità

  5. Il nostro VPO usare lo usa, ma lo paga pure o viaggia con Vaucer gentilmente offerti per perorare la causa???????

  6. Una Ford Escort? Ma da quant’è fuori produzione? Forse più dei 7 anni di vetustà previsti dagli americanoidi.

  7. il “cliente” deve rischiare, giusto, noi, per incauto acquisto veniamo puniti come chi ce lo ha propinato, e ma per RU… gira tutto al contrario, privilegio dato a zio Sam, che renzi si ostina a scimmiottare…..non siamo l’America, siamo l’Italia e in italia le leggi ci sono, peccato che abbiamo tutti imparato a fregarcene…e cominciamo noi a farglielo presente, vinceremo NOI!

  8. … Prima erano solo abusivi, ora grazie ad una applicazione oltre a fare gli abusivi hanno l’opzione se hanno difficoltà a raggiungere l’incasso, di pagare il 20% e avere uno sprinter per arrivare dove si è finalmente ben soddisfatti nella totale pratica abusiva della professione. Tasse? Che cosa sono?

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