Se il tassista non ci sta più (cineserie di Vanityfair)

cineserie.vanityfair.it Circa un mese fa Nanchino è finita su tutti i giornali della Cina. L’evento che ha scatenato l’interesse della stampa nazionale è stato lo sciopero che ha coinvolto tutta la flotta di taxi della metropoli.

Diciamo la verità, non è Nanchino che ha iniziato, ma la risposta a questa iniziativa è stata così diffusa ed eccezionale che non solo ha lasciato a piedi letteralmente tutta la città, ma si è distinta per la caparbietà con cui gli autisti della metropoli si sono fatti sentire rispetto alle altre città che hanno aderito. Infatti, Nanchino si può ben dire che dipenda dai taxi: la rete metropolitana è ancora tutta in costruzione e dove Shanghai vanta numerosissimi e capillari servizi, Nanchino ancora bofonchia sulle sue 4 linee, di cui un paio recentemente inaugurate. Tuttavia, la flotta di taxi che da dopo le Olimpiadi sono giustamente di colore giallo (ma prima erano blu! Leggi cosa è successo in Olimpica Nanchino), è ciò che a tutti gli effetti supplisce l’assenza della metropolitana. 

I taxi in Cina sono tra i trasporti più economici. Il prezzo varia di città in città, ma anche nelle zone più costose, per una corsa media non si superano i 5 €. A Nanchino, 15 minuti di auto sono in genere 11 RMB, ovvero uneuroemezzo. Un sogno rispetto ai circa 20 € italiani! Il problema è che questo sogno è tale perché poggia sulle già fragili spalle dei tassisti.

I tassisti normalmente guidano per 12 ore al giorno, alternandosi con un collega che si occupa delle altre 12 ore sulla stessa vettura.

Immaginiamoci quindi lo stress del condurre l’auto in una affollata metropoli per tutto quel tempo… A questo si aggiunge il fatto che alla compagnia dei taxi questi devono mensilmente una cifra che sta tra i 6.000 e i 9.000 RMB. Ma, considerato il prezzo medio delle corse, si tratta di una somma enorme, che li porta alla fine, detratto il prezzo del carburante, ad ottenere stipendi di miseri 2.000 yuan al mese. Ovvero, 287 € al mese. Ecco quindi, questo il tassista medio di Nanchino: accanito fumatore, stressato, guidatore azzardato che tenta l’impossibile pur di evitare il traffico, con posteriore a forma di sedile, e perennemente inacidito dal fatto che restituisce alla compagnia tre volte quello che guadagna. Inoltre, il centauro giallo delle strade si spara una quantità assurda di chilometri ogni anno, a cui si aggiungono svariati litri di gas di scarico respirati per giorno, a cui naturalmente vanno sommate le sigarette. Uno stile di vita zen insomma.

Ad aggravare questo delicato equilibrio, sono spuntate delle simpaticissime (e ammetto comodissime) applicazioni per smartphone, con le quali si può chiamare un taxi anche se per strada non ce n’è neanche l’ombra. Le applicazioni hanno reso la competizione e la vita dei tassisti un inferno, dovendo questi avere necessariamente uno smartphone sempre connesso per poter accedere ai clienti, con quella vocetta elettronica che non se ne sta zitta un attimo ed enuncia da dove Tizio chiama il taxi, dove Caio vuole andare e l’incrocio in cui Sempronio ne aspetta un altro. Di continuo. Tutto il giorno. Come se non bastasse, anche le auto private fanno concorrenza!

Insomma, i tassisti non ce la facevano più. Ma cosa è cambiato dopo l’incrocio delle braccia? Bè, tra due mesi dovrebbe diventare effettivo l’abbattimento di quella specie di pizzo infausto dovuto alle compagnie, e in secondo luogo si attiverà la doppia tariffa: sì, fino ad oggi (anzi fino al prossimo aprile!) i taxi di Nanchino facevano guadagnare i propri autisti solo quando le ruote giravano. Un vero affare per gli utenti, un disastro per i tassisti nelle ore di punta.

Nanchino è stata l’ennesima conferma che la forza in questo popolo esiste. Tutti i jedi confermano a gran voce.

Grazie a Beatrice e Anastasija per l’aiuto.


http://cineserie.vanityfair.it/2015/03/05/se-il-tassista-non-ci-sta-piu/

Informazioni su Marco Taxistory

Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.
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Una risposta a Se il tassista non ci sta più (cineserie di Vanityfair)

  1. stefano scrive:

    Bell’articolo che fà un resoconto del lavoro e della situazione sociale ed economica del lavoro del tassista in un grande paese come la Cina.
    E ‘chiaro che si deduce che come la Cina si stà muovendo economicamente da anni in una direzione , il lavoro del tassista è invece ancora stato messo ai margini dell’ avanzamento sociale ed economico che ha intrapreso negli ultimi 20 anni il paese.
    Per fortuna che dopo questa azione legittima e di forza , sembra che anche il tassista cinese stà andando incontro a maggiori diritti lavorativi e ad un reddito economico più adeguato alla sua professione.

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